30/10/2011

Noi abbiamo pagato..e voi?

Lucio Ruffa.jpgSono due settimane che Adolfo Repice e i quattro consiglieri di minoranza del gruppo 'Passione Tropea' conducono una boriosa e quanto mai velenosa campagna denigratoria nei riguardi della maggioranza, utilizzando strumentalmente ogni vicenda, anche non direttamente attinente a questioni politico-amministrative. E’ questo il segno evidente della pochezza politica che ha contraddistinto e continua a contraddistinguere Adolfo Repice come amministratore pubblico di infimo livello.

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25/10/2011

E adesso tu...sei di scena nel blu...Guglielmo noi ti pensiamo sempre!

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Non so pensarti diversamente caro Guglielmo, se non nel modo che apre il titolo di questo post, ossia di scena nel blu, la scena che credo ti appartenga di diritto e nella quale sarai di certo, oggi più di ieri, protagonista assoluto.

E' passato un anno dalla tua prematura scomparsa, in quello che ho definito lo scippo più grande che abbiamo dovuto subire, noi tutti, che ci eravamo affezionati a te, alla tua grande generosità, alla tua grandissima umanità. E su tutti le tue meravigliose sorelle che ti amavano in modo assoluto e profondo, in modo unico, contagioso direi, per chi come me era alla ricerca e lo è sempre dell'amore, quello vero e puro che riempie il cuore e la mente.

Una di esse, la tua amata Gasperina, mi manda la sua 'faragula' in tuo ricordo, quella che pubblico di seguito e che son certo ti piacerà moltissimo così com' è piaciuta a me.  Avremmo voluto ricordarti con una giornata dedicata interamente a te, alla lettura dei tuoi libri, delle tue faragule, all'ascolto dei tuoi brani musicali preferiti; ne avevo parlato anche con tuo figlio Giovanni, con tuo nipote Alfredo, con Caterina e con altri tuoi amici tropeani. Non si è potuta fare oggi per le ragioni che di certo saprai, ma la faremo tra qualche mese, magari nel periodo più bello dell'anno: il santo Natale.

L'anno scorso, più o meno a quest'ora del giorno, ero con il nodo alla gola più difficile da mandar giù dalla morte di mio padre e ti avevo dedicato l'intera home page, come era giusto che fosse, nella speranza di riempiere con il tuo gravatar in primo piano, almeno otticamente, il grande vuoto che si era generato in me. Oggi, nella tua Tropea c'è un cielo favoloso e puro, da contemplare in silenzio; una colomba si è poggiata sulla finestra del mio ufficio al Comune dove mi trovo adesso e mi fa compagnia; oggi, in tua memoria voglio raddoppiare la dose con la 'faragula' di Gasperina,  e il tuo gravatar ancora in primo piano nel tentativo di riempire almeno simbolicamente il grande vuoto non solo del web ma dei nostri cuori.

Ciao Guglielmo, ciao, ciao amico mio carissimo; pensaci da lassù, dove il cielo è sempre più blu perché è il cielo della purezza dei santi, dove  tu sei di scena insieme a loro.....buona lettura!

 

La parrucca è sul comodino: una 'faragula' di Gasperina Lento

Caro fratellone, ti voglio raccontare una delle tante “faraguli” che mi inventavo durante la mia lotta contro il cancro: me le raccontavo per farmi coraggio… Non te ne ho mai letto alcuna.. per pudore.

Oggi ti racconterò quella che mai ho mostrato, perché mi faceva troppo male la nuova inaspettata 'botta' che mi aveva colpita. Avevo subìto la seconda seduta di chemioterapia, i capelli se ne erano andati, ero momentaneamente tornata a casa. Due nipotini avrebbero ricevuto la prima Comunione ed io mi ero fatta preparare una parrucca per l’occasione. Mi sentivo Archimede Pitagorico, ma almeno avevo sul cranio nudo una specie di cappello… Ridicola!!! Tutto andò bene fino a un certo punto, presi insieme a loro la Comunione, festeggiai con loro; ero stanca e tornai un po’ prima degli altri a casa. Qui mi successe qualcosa che mi sconvolse, il braccio destro era fuori uso e non riuscivo a parlare: farfugliavo. La disperazione, che non mi aveva mai sfiorata per il cancro, si impadronì di me. Fui subito trasportata a Cosenza e sottoposta alle cure del caso, avevo un’ischemia… Non l’attaccai, ma poi mi armai come so fare io. Tu venisti in ospedale per consolarmi ed esorcizzare il male. Erano passati pochissimi giorni, e le mie condizioni divenivano buone. Per esercitare la mano, scrivevo brevi frasi. T

u eri seduto vicino al mio letto e raccontavi le tue “faraguli” sulla nostra prima età, cercavi di farmi sorridere….una smorfia….

Ad un certo punto gli occhi ti andarono sul quaderno che era sul comodino. Lo apristi e cominciasti a leggere la prima frase: “La parrucca è sul comodino”.

Con la coda dell’occhio vidi una grossa lacrima rotolare dalle tue palpebre, subito inghiottita dal tuo superbo barbone. La parrucca era davvero lì e tu subito avevi captato la sintesi della mia angoscia. Tutto passò, anche quella volta il Padre Eterno mi aveva preso in braccio e sono ancora qui, ma tu te ne sei andato. Sapessi quanto mi mancano le tue telefonate….

Gasperina

Per la lettura del diario di Guglielmo premere qui

20/10/2011

Piena solidarietà alla famiglia Meligrana

346100339.jpgLeggo esterrefatto quanto la cronaca quotidiana riporta. Una famiglia di Parghelia, quella dei Meligrana, intimidita da una bottiglia di plastica con liquido infiammabile e due cartucce di fucile lasciate davanti al cancello del loro palazzo. Una famiglia di professionisti, una famiglia perbene, una famiglia alla quale sono affezionato e per la quale mi spenderei senza se e senza ma fino in fondo.

Eduardo, Luciano, Luigi, a voi sto pensando da qualche ora e alle vostre rispettive famiglie,  ed insieme a voi a  Parghelia, al nostro territorio, devastato da quattro mafiosetti, tal credesi, che tra qualche anno apparterranno di certo alla memoria dimenticata della storia...poverini! Siamo in un territorio baciato dagli dei, a quali non credo perché non sono un panteista, siamo in un territorio baciato dal Dio uno e trino a cui invece credo, e non abbiamo ancora capito nulla. Che storia questa Calabria, che storia questa insensibilità e questa ignoranza dilagante che prende un nome preciso che fa ribrezzo:'ndrangheta!

L'atto intimidatorio contro di voi è un atto intimidatorio contro me stesso, contro tutti coloro che credono nella legalità, nella giustizia. Così ho vissuto questa notizia da quando l'ho letta sul web, così come tutti gli atti che in questo martoriato territorio non sono in linea con la bellezza e con la cultura di una legalità diffusa e praticata, la sola capace di creare benessere e pace; il resto c'è già, ce l'ha dato madre natura, ce l'ha dato GRATUITAMENTE il buon Dio!

Una famiglia di professionisti quella dei Meligrana che ha dovuto subire questa intimidazione di bassa lega  nella notte scorsa a Parghelia, davanti al cancello del loro  palazzo. L'ennesimo atto senza soluzione di continuità che questa martoriata provincia di Vibo Valentia è costratta a subire. L'ennesimo...l'ennesimo, porca puttana!

La cronaca dice che sul posto sono state trovate una bottiglia di plastica con dentro tracce di liquido infiammabile e due cartucce di fucile. La cronaca dice che il fatto è avvenuto intorno all’una di stanotte in via Mariano Meligrana, dal nome di uno dei fratelli defunto prematuramente e vincitore del «Premio Viareggio» unitamente a Luigi Lombardi Satriani con il volume il «Ponte di San Giacomo», negli anni '70. La cronaca dice che sul posto i carabinieri della Compagnia di Tropea diretti dal capitano Francesco Di Pinto sono andati per le indagini, ma di certo non sapranno mai chi sono stati gli autori. Terra di omertà diffusa la nostra, terra di cretini che pensano di essere 'uomini'; terra di derelitti, morti viventi che hanno seppellito le loro emozioni, la loro vita, prima ancora di viverla.

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21:14 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Dal comune di Parghelia, Diari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook | |

16/10/2011

"Fuori dal Vaso": una faragula di Alfredo Vallone

Bambino su Water.jpgIn questa bellissima domenica di Ottobre una 'faragula' divertente e contestualmente molto significativa per i contenuti in essa contenuti, è quello che ci voleva per offrirmi un buongiono gradito e mettermi di buonumore sin dalle prime ore del mattino, cosa molto difficile da ottenere per uno che, come me, spesso se non sempre, "a notti a faci jornu" (per usare una locuzione cara a mia madre) e, quindi, conseguentemente, le prime 'battute' del giorno dopo sono quelle più difficili da affrontare, almeno sul piano del recupero veloce del "flusso di coscienza".

E' quanto Alfredo Vallone è riuscito ad ottenere, sicuramente a sua insaputa, stamattina, con la 'faragula' che da il titolo a questo post e che ritroverete dopo questa premessa.

Riprendono così i cicli di 'faragule' che un amico grande ha iniziato a publicare qualche anno fa su queste pagine e per il quale tutti noi, a circa un anno dalla sua prematura scomparsa, sentiamo forte la sua nostalgia e la sua assenza. Sto parlando di Guglielmo Lento, la cui collaborazione  non è mai venuta meno e le cui meravigliose 'faragule' contenute in questo blog sono la testimonianza diretta e franca, nonché appassionata e generosa, di un tropeano illustre che come Ulisse non ha mai dimenticato la sua "Itaca". Sono felice e fiero al contempo che uno dei suoi nipoti più amati e più cari abbia voluto raccogliere il testimone deliziandoci delle sue 'faragule' e abbia seguito quanto l'amato Guglielmo gli aveva raccomandato in vita, ovvero di scrivere sul blog di "liciuzzu". Grazie Alfredo!

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06/10/2011

Anche a Torino cominciano a sapere....

Pubblico un articolo apparso sulla Stampa, pagine di Torino,...anche da quelle parti iniziano a conoscere, sebbene con ritardo assoluto, chi era il loro ex segretario generale.....

La Stampa su Repice.jpg

23:38 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook | |

21/09/2011

Ad Memoriam del maresciallo Di Salvo: di Alfredo Vallone

alfredo vallone,morte di di salvo,maresciallo di salvo tropea,uomini illustri a tropeaCi sono uomini che educano altri uomini e nel momento in cui si compie questo trasferimento di umanità, spesso, nessuno dei due protagonisti ne ha consapevolezza e, tanto meno, ne riesce a cogliere la portata. A volte, dopo molti anni, un evento, bello o triste che sia, ad almeno uno dei due, come un flash, rivela, definitivamente, o per meglio dire ne chiarisce alla ragione, l’importanza che l’uno ha avuto sull’altro. Purtroppo, come di frequente accade nella vita, non si trova il tempo di dire “grazie”.

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12/09/2011

Buon anno scolastico!

1201965156.jpgA tutti i bambini, ragazzi, giovani, docenti e dirigenti delle scuole di Tropea

Carissimi bambini, ragazzi, giovani che oggi iniziate un nuovo anno scolastico, sento il bisogno di porgervi il mio augurio, l’augurio della città.

Che questo vostro sia un tempo buono, bello e proficuo per lo sviluppo della vostra personalità.

Vi devo confessare che sento una certa nostalgia per la mia scuola, per i miei tanti primi giorni ed insieme un’emozione per voi che, certamente, avrete nel cuore mille sentimenti  in questo inizio d’anno: speranze, attese, gioia di ritrovarvi e anche un po’ di tristezza.

Sono sentimenti che abbiamo provato tutti.

Non sciupate gli anni che passerete nella scuola, essi potranno darvi moltissimo: insieme alle tante discipline vi sarà insegnato il rispetto delle vostre preziose persone.

Ho esercitato per molti anni la professione di docente e vi conosco, so che in ognuno di voi c’è il germe di ciò che sarete. Appropriatevi di tutto ciò che la scuola vi dà, un giorno vi ritroverete con un ricco bagaglio.

Ci siamo insediati alla guida della città il quattro agosto ultimo scorso, siamo già al lavoro per darvi una sede dignitosa; siamo consapevoli che l’ambiente nel quale si opera, si studia, è una componente essenziale dell’educazione permanente dell’umano individuo.

Abbiate fiducia, non vi deluderemo!

E’ un impegno il nostro, lo assolveremo.

Un particolare augurio di buon lavoro che mi piace estendere ai vostri dirigenti e ai vostri docenti, di cui conosco le doti e la dedizione all’esercizio della professione.

Buon cammino a tutti! Cercatemi ogni volta che vorrete, sarò sempre disponibile a parlare con voi.

                                                                           Il Sindaco

                                                                  Prof. Gaetano Vallone

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11/09/2011

’Ndrangheta in ogni settore: intervista a Pignatone

Pignatone.jpgAllarme del procuratore di Reggio Giuseppe Pignatone «Le cosche stanno reagendo all’azione della Procura»

Oltre 1400 arresti, colpita anche la zona grigia: «Ma c’è una strategia della confusione»

di MICHELE INSERRA, il Quotidiano della Calabria Sabato 10 Settembre 2011

REGGIO  CALABRIA  –  Da  un 2010 da paladini della giustizia a un 2011 da “manovratori” della giustizia. Dalle stelle alla polvere, o meglio al fango. Fino a quando la  Procura  di  Reggio  Calabria, guidata da Giuseppe Pignatone, ha preso provvedimenti nei confronti di malavitosi ha incassato il plauso unanime di tutti. Poi quando l’azione dei magistrati ha investito organi dello Stato e professionisti le cose sono misteriosamente cambiate. Tutto in meno diun anno.

Dopo la pausa estiva la Procura si  rituffa  nel mare  magnum  di carte. Il rientro è diverso da quello dello scorso anno. Era l’anno delle minacce:  la bomba  alla Procura generale del 3 gennaio, al termine dell’estate, il 26 agosto, l’esplosione dell’ordigno davanti al portone d’ingresso dell’abitazione del procuratore Salvatore Di Landro, il 5 ottobre il bazooka fatto ritrovare nei pressi della Procura e “indirizzato” a Pignatone. Sono questi i casi più eclatanti. Da non trascurare comunque altri episodi. Dopo la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del 21  gennaio  avvenne  il  ritrovamento lungo il percorso di un’autovettura imbottita di armi e ordigni. E poi altre intimidazioni ai magistrati reggini.

Episodi che si riassumono in un’unica frase: la ‘ndrangheta aveva reagito all’assalto massiccio dello Stato.

Procuratore     Pignatone,  dopo  anni di indagini che hanno  portato  a  oltre 1400 arresti ed al sequestro  di  beni  per un valore di 1400 milioni di euro facciamo il punto e qualche riflessione sulla ripresa   postferiale delle  attività  della Procura.

«Al  mio  arrivo  a Reggio abbiamo individuato   insieme   ai colleghi    dell’Ufficio quattro principali direttrici di indagine: la ricerca dei latitanti, le indagini sulle grandi dinastie mafiose e sugli  appartenenti  alla cosiddetta “zona grigia”, il narcotraffico e l’aggressione ai patrimoni illeciti. I risultati finora conseguiti sono noti ai lettori del suo giornale. Negli scorsi mesi molte di queste indagini sono  venute  all’esame dei  giudici che hanno riconosciuto, con qualche inevitabile e fisiologica eccezione, la validità dell’impostazione accusatoria. In molti casi si sono avute già le sentenze di condanna di primo grado (fra gli altri, i processi “Reale”, “Fehida”, “Maestro” , quelli alle cosche Bellocco,  Tegano,  Molè, Piromalli, Alvaro e alle cosche di Seminara ndr)».

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Il mio intervento sul Quotidiano della Calabria in risposta alle infamie di Adolfo Repice

Dopo il post editato poche ore fa, nel quale Pino Vita, attento e sensibile osservatore di fatti e cose riguardanti Tropea e i suoi dintorni, nonché capogruppo del PD al comune di Parghelia, ha voluto porre l'acccento sul rispetto della libertà di stampa e di opinione, aggredite e messe in discussione alle nostre latitudioni in questi mesi solo ed esclusivamente da un "alieno" (tal credesi) di nome Adolfo Repice, mi sembra doveroso, ai fini di una corretta informazione sull'argomento, riportare un mio intervento già pubblicato sulle pagine del Quotidiano della Calabria di qualche giorno fa. Il tutto per offrire, oltre alla corretta informazione di cui dicevo, anche una chiara ed alta risposta alle offese infamanti ricevute gratuitamente e per un eccesso di bile velenosa in quel consiglio da parte di Adolfo Repice, il quale, non contento di porre un'interrogazione tutta incentrata sul mio modo di comunicare e di scrivere su questo blog e sul social network FB che di pe se denoterebbe una pessima attidudine a svolgere il ruolo di minoranza-opposizione e una pochezza d'idee da contrapporre all'attuale maggioranza, si lascia andare a bassezze e a provocazioni di cui è un maestro assoluto, non accolte e rimandate al mittente dallo scrivente, che placidamente e con la serenità ritrovata grazie alla giustizia fatta dal Consiglio di Stato, si gode il meritato successo senza dar retta alle fesserie e ai veleni di un borioso "morto politico". Questa è la mia risposta.

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12:29 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook | |