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29/06/2012

Roberto Scalfari hai torto marcio!

Lucio Ruffa.JPG Al consigliere comunale Roberto Scalfari, la cui missiva a me indirizzata e pubblicata anche su giornali e siti web, di cui si riporta a tergo il link per chi volesse leggerla, voglio rispondere anch’io “sic et simpliciter” come da lui evidenziato nella stessa. E “sic et simpliciter” gli dico che il suo atteggiamento, il suo distacco dal gruppo di maggioranza “Uniti per la Rinascita”, il suo astio generale nei nostri riguardi, è dovuto ad una sola "ragione": non ha ricevuto dal sindaco il mandato di assessore e ne ha fatto una questione di vita o di morte pur avendo ricevuto dallo stesso, rifiutandole, due importantissime deleghe, quella sul Porto di Tropea e quella agli affari sociali.


Il consigliere Scalfari, prima di muovere accuse di illiberalità e di poca democraticità sulla mia condotta politica, dovrebbe interrogarsi ed usare un metro ed una misura per ritrovare la giusta serenità che gli consenta di valutare i fatti politici cittadini con maggiore capacità di analisi, maggiore profondità, e che, soprattutto, lo metta in condizione di valutare meglio se stesso e di scoprire i suoi effettivi talenti, le sue effettive capacità politiche ed amministrative, i meriti che vanta di possedere.

Al consigliere Scalfari, più volte invitato a chiarire il suo sostanziale allontanamento dalle linee programmatiche che ha sottoscritto quando, insieme a tutti noi, ha deciso di partecipare alla competizione elettorale comunale, voglio ricordare alcune piccole regole democratiche ed alcune regole di vita, fondamentalmente dimenticate nella sua "requisitoria" che gli possano permettere di darsi una risposta sulla vicenda della sua espulsione ed altresì gli possano consentire di ritrovare al più presto la sua giusta dimensione, la retta via della ragionevolezza che pare aver smarrito da mesi. Eccole:

  1. Chi si schiera e partecipa alle competizioni elettorali deve aver chiaro il principio cardine per il quale un consigliere che milita e fa parte di un gruppo politico non dovrebbe mai votare contro le decisioni di quel gruppo credendo che questa sia una cosa normale senza nessuna conseguenza sul piano politico. E questa è democrazia!

  2. Chi si candida e riconosce nel sindaco il leader, la guida carismatica e politica di una coalizione, deve rispettarne le scelte, anche se esse sono in contrasto con i propri desideri di visibilità e di ambizione personale. Questa è democrazia!
  3. Chi si schiera e partecipa alla vita politica della propria città dovrebbe aver chiaro un altro principio cardine: l’amore per la polis e lo spirito di servizio. Un amministratore che pensa di amministrare bene la propria città non dovrebbe porre la sua personale ambizione come prioritaria (anche se avere ambizione non è un difetto, anzi, se poggia su effettive qualità è una virtù), ma, al contrario, soprattutto nel caso in cui si è alla prima esperienza politica, all’interesse generale. Chi pensa a questo non si comporta come si è comportato l’avvocato Scalfari durante gli ultimi dieci mesi. Ed anche questa è democrazia!

C’è una regola, che non si trova scritta in nessun regolamento comunale o statuto: è la regola della coerenza morale, il regolamento della logica politica quello che non ha considerato il consigliere Scalfari nella sua presa di posizione. Ecco perché lo abbiamo espulso dal gruppo.

Inoltre, visto che nella sua missiva cita Papa Paolo VI, gli voglio rammentare, a proposito di carità, che il sottoscritto, all’indomani dello “schiaffo di Anagni”, gli ha proposto di prendere il mio posto di assessore, proposta che per Carità cristiana gli avevo fatto e che per pura fortuna, grazie a Dio, non solo non ha accettato, ma anche se avesse accettato non saprei se avesse trovato d'accordo il sindaco. La mancanza di contraddittorio che denuncia nella sua missiva, è solo un suo personale alibi morale che vorrebbe cucire intorno al suo caso e che usa per far credere a tutti di essere stato vittima di una precostituita volontà di farlo fuori a prescindere da tutto. Alibi che nonn regge, peraltro,  alla prova dei fatti.

La politica è altra cosa consigliere Scalfari, almeno per come la intendiamo noi. Credo non faccia per lei! Come al solito Gaetano Vallone ci ha visto bene ed è stato lungimirante, offrendoci l’ennesima prova che il principio al quale si è sempre ispirato nelle sue scelte, ovvero quello di non guardare al numero delle preferenze ma alle capacità e alle attitudini e ad altri molteplici fattori nella scelta dei suoi assessori, è un principio più che giusto.

Avrebbe dovuto nominarlo assessore per i 262 voti che ha ottenuto e che peraltro non sono farina del suo sacco? Che bel concetto che ha della politica il consigliere Scalfari! Come si vede che non conosce l’uomo Vallone!

Provo una certa tristezza nel constatare che le sue posizioni di oggi e le motivazioni che ha posto alla base delle sue esternazioni, dall’IMU alla Tassa di Soggiorno, dalla vergognosa e velenosa campagna diffamatoria e assurda sulla questione delle tasse comunali pagate in ritardo, coincidono con quelle dei suoi “carnefici”, di coloro che lo hanno ripetutamente ridicolizzato e messo alla berlina quando, da “capogruppo” di opposizione non riusciva, pur dichiarando di avere gli attributi, a proferire parola in Consiglio Comunale; quando l'ex sindaco o l'ex vicesindaco, o addirittura l'ex presidente del Consiglio Comunale alzavano la voce nei suoi confronti.

Provo una certa tristezza nel constatare che, malgrado la profonda stima e la vicinanza che gli ho sempre manifestato, con fatti e non con parole, malgrado la vita gli abbia concesso la fortuna di militare e di apprendere l'arte della politica e della sana amministrazione a fianco di un vero e proprio galantuomo come Gaetano Vallone, al fianco di persone perbene e leali, si sia lasciato perdere una così grande occasione di crescita per abbracciare posizioni ed approdare a categorie di giudizio che dovrebbero essere sideralmente lontane da un giovane come lui che professava fede nel servizio, voglia di spendersi per la propria città, voglia di rappresentare le istanze della gente più umile, voglia di impegnarsi per un riscatto serio e concreto di Tropea.

Stia certo e dorma sonni tranquilli il consigliere Scalfari che il ruolo di rappresentanti del popolo lo sappiamo condurre bene e la sua domanda avrà la giusta risposta fra qualche anno, quando quel popolo che ben sa guardare e giudicare, ci dirà se abbiamo svolto con onestà e rettitudine il nostro mandato accordandoci o negandoci la sua fiducia. L'obbedienza acritica alla quale si riferisce, oltre a denotare l'uso degli stessi termini di una nota “scuola politica”, da sempre fallimentare sulla scena tropeana, territoriale e vibonese, oltre a tornare su temi già sentiti mille volte, mille volte già sconfessati dai fatti e dalla storia, si chiama fiducia. L'obbedienza acritica della quale ci accusa si chiama umiltà, riconoscimento delle capacità superiori di conduzione accordate ad un maestro di ginnastica e di vita, ad un grande e raffinato educatore. Tempo per crescere ne ha ancora il consigliere Scalfari. Quando lo avrà fatto, se ancora avrà il consenso che dice di avere, allora potrebbe ribussare alla porta della politica cittadina e forse, ma io nutro seri dubbi, la porta della politica si potrà riaprire per lui.

Auguri doppi!

Lucio Ruffa

Capogruppo di Uniti per la Rinascita ed assessore di Tropea

La missiva di Scalfari premendo qui

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