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22/01/2012

«Ospedale, basta con il caos»

Tropea. Non si ferma la “battaglia” in difesa del reparto di Oncologia

L’associazione “Insieme Per” punta il dito contro la Regione

di ALESSANDRO STELLA, il Quotidiano della Calabria


TROPEA - Il dipartimento di Oncologia dell’ospedale
“Ignazio Toraldo” si trova nell’occhio del  ciclone da mesi per la paventata cancellazione stabilita dall’ormai  celebre  decreto  106, emesso  dal  Commissario ad acta, nonché governatore regionale, Giuseppe Scopelliti.
La battaglia combattuta in queste settimane per il mantenimento del dipartimento ha visto tra i più attivi sostenitori la dottoressa Mary Giofrè, presidente dell’associazione “InsiemePer”, operante proprio ad Oncologia grazie ai propri instancabili volontari. La  presidente  è  voluta tornare  ancora una  volta sull’argomento  sanità,  rivivendo i momenti salienti della protesta e guardando anche  all’attuale  situazione, sempre più complicata e priva di speranza, e colpendo duro i presunti responsabili dello sfacelo in atto. Secondo la Giofrè, il piano  di rientro  sarebbe «risultato da un’elaborazione avulsa dalla realtà, fondata su bisogni epidemiologici mai rilevati, con offerte di soluzioni ai mali senza che gli stessi fossero conosciuti, con decreti emanati con procedure opache e frettolose».


Dal canto loro «i cittadini in varie forme, sui giornali, con raccolte di firme,   con   manifestazioni hanno  dimostrato  il  proprio dissenso da un siffatto comportamento da parte di tutti i rappresentanti titolati a gestire la sanità, da una classe politica, lontana dai bisogni della gente, che spreca energie solo in un frastuono di parole e beghe private, facendo pagare al paese un prezzo spropositato».

Secondo la Giofrè, poi, la soluzione di mutuare i posti letto per Oncologia da Medicina sarebbe un «percorso tortuoso che, al solito, alla verifica delle Agenzie nazionali risulterà tra tre, sei mesi inappropriato ed allora si correrà ad ulteriori correzioni campate in aria».

In riferimento agli altri recenti  problemi  riguardanti anche lo “Jazzolino” di Vibo, la dottoressa ritiene che non sia «possibile affrontare  i  problemi  della sanità   a   compartimenti stagni, a spizzico», ma occorrerebbe «una seria programmazione        globale nell’interesse di tutti i malati di oggi e di domani». Alla luce di ciò la volontaria rivolge un appello per una mobilitazione di massa, in primo luogo delle coscienze: «Noi, oggi, viviamo in uno stato di diritto, pertanto tutti insieme: gli ordini professionali, i sindacati le autorità politiche, religiose, le associazioni del territorio e quanti hanno ancora un senso etico del comune, dobbiamo fare dei passi concreti,  promuovere  incontri per studiare assieme un programma che rispecchi il fabbisogno di salute del   territorio   vibonese, chiedere una maggiore attenzione per la provincia di Vibo,   pretendere   che   il Commissario ad acta Scopelliti  ripristini  la  tutela del diritto alla salute». Per finire, la Giofrè chiede con forza di mettere un po’di ordine in questo caos.

L’offesa politica  contro il territorio vibonese e la sua comunità – ha proseguito - non  verrà  cancellata  se l’amministrazione   regionale  non  porrà  rimedio adottando, per come nelle sue prerogative, in prima persona, un nuovo decreto che riconsideri le previsioni dei posti letto negli ospedali del Vibonese attraverso una rivisitazione attenta sugli effetti prodotti dal decreto 106 sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini».

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Commenti

Giu' le mani dall'Ospedale di Tropea!! Serve un area che non può restare priva di questo o quel reparto.

Scritto da: Franco Lorenzo | 22/01/2012

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