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30/10/2011

Noi abbiamo pagato..e voi?

Lucio Ruffa.jpgSono due settimane che Adolfo Repice e i quattro consiglieri di minoranza del gruppo 'Passione Tropea' conducono una boriosa e quanto mai velenosa campagna denigratoria nei riguardi della maggioranza, utilizzando strumentalmente ogni vicenda, anche non direttamente attinente a questioni politico-amministrative. E’ questo il segno evidente della pochezza politica che ha contraddistinto e continua a contraddistinguere Adolfo Repice come amministratore pubblico di infimo livello.


I quattro assessori comunali e i due consiglieri di maggioranza, additati dal Repice come evasori, altro non sono stati che ritardatari nel pagamento dei tributi comunali, perché tutto quanto il dovuto è stato saldato da qualcuno prima della sua interpellanza, da altri invece, in parte prima e in parte dopo. Questo è il dato ufficiale e non quanto pretestuosamente affermato dal Repice, che dimostra di non saper più dove attaccarsi per smaltire la sua rabbia e il suo veleno dopo la sua estromissione dal ruolo di "sindaco" abusivo in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato.

Si interroghi invece, lui per primo, che ha saldato i suoi debiti col comune di Tropea solo il giorno prima del consiglio comunale nel quale ha posto il problema, e dia una risposta chiara, univoca e precisa su quanti dei suoi consiglieri ed ex assessori erano in regola col pagamento dei tributi comunali.

Come mai l’ex "sindaco" Repice, al momento del suo insediamento nel 2010, non si è preoccupato di verificare se qualcuno dei suoi consiglieri si trovava o meno nello stato di incompatibilità?

Come mai ha sollevato a parlato di tasse da pagare da parte dei consiglieri della maggioranza soltanto il giorno dopo aver saldato il suo debito, ossia alla fine del mese di settembre?

Noi tutti debitori nei confronti del comune, subito dopo l’accertata evasione tributaria e quindi la sopravvenuta incompatibilità nella quale inconsapevolmente ci siamo trovati, abbiamo avvertito il dovere di rassegnare le nostre dimissioni per iscritto nelle mani del sindaco e dopo aver estinto completamente il nostro debito non essendo a conoscenza oltretutto che la legge vuole che le dimissioni venissero consegnate personalmente all’ufficio di protocollo.

Ringraziamo il vero Sindaco Vallone che ha compreso la nostra buona fede e da galantuomo qual è non ha voluto accettarle perché l’omissione del pagamento dei tributi non costituiva per noi motivo di incompatibilità.

Le credenziali politico amministrative che il signor Repice vanta di possedere, avrebbero dovuto dettare, più a lui che al sindaco Vallone, la stessa solerzia e la stessa determinazione nel sollecitare il pagamento dei tributi ai suoi consiglieri e ai suoi ex-assessori durante il suo mandato. Inoltre, visto che ci ha chiamati parassiti, crediamo che il linguaggio di una persona è direttamente proporzionale al suo mondo ed è l’espressione più eloquente del proprio metro di valutazione. Il suo metro lo abbiamo visto tutti quale esso sia stato nel corso del suo mandato, per cui, evidentemente, quando pensa agli altri, pensa a se stesso.

Si faccia poi un esame di coscienza e verifichi quanto male ha fatto alla città nei suoi 16 mesi di malgoverno e quanti danni la sua politica pressappochista, superficiale, clientelare, velenosa, ha prodotto. Non accettiamo lezioni da chi ha subito richiami sostanziali da parte di autorità superiori di garanzia, quali il Ministero della Funzione Pubblica per l’illegittima assunzione a tempo indeterminato di quattro lavoratori (ex LSU-LPU cat. C); da chi ha ricevuto richiami da parte dell’Autorità di vigilanza sui contratti delle P.A. per la questione parcometri e che per la stessa questione ci sono indagini in corso da parte della Guardia di Finanza; da chi, infine, non adegua il prezzo d’asta per la gestione dei rifiuti solidi urbani, lasciando il 10,50% in più alla ditta subentrante fino al momento della nostra denuncia alla Preocura della Repubblica e solo dopo questa denuncia, con la scusante del ravvedimento bonario in autotutela (non è un ravvedimento bonario quello che avviene dopo una denuncia), adegua il costo e rettifica la delibera; da chi, infine, nei suoi mesi  a guida della città a tutto ha pensato meno che a seguire dettami della buona amministrazione che ricordo al “grande manager” Adolfo Repice essere quelli della di pubblicità e trasparenza degli atti amministrativi, dell’economicità e dell’efficacia dell’azione amministrativa, principi questi completamente dimentica nei mesi della sua allegra gestione.

La ciliegina sulla torta della "sana ed efficiente" amministrazione a guida Repice, dopo una lunghissima lista di atti illegittimi ai limiti del paradossale, posti in evidenza a più riprese su queste pagine,  è arrivata qualche giorno fa: ammonta a  15.162 euro la multa che l'Ispettorato del Lavoro ha comminato al Comune di Tropea, perché il signor Repice, quando era sindaco abusivo della città  non ha provveduto ad assicurare 4 lavoratori del Porto che sono rimasti  dal 2 al 7 aprile 2011 "senza alcuna forma contrattuale ovvero "in nero" dal punto di vista contributivo-assicurativo, mentre dall'8 aprile 2011 all' 22 aprile 2011 sempre con il Comune di Tropea con un contratto di collaborazione occasionale"; è stato appurato, inoltre, che nel periodo dal 2 al 7 aprile 2011, i quattro lavoratori suindicati, hanno svolto le loro prestazioni "in nero" per complessive 23 giornate, mentre dall'8 aprile al 22 aprile 2011 sono stati disconosciuti i contratti di collaborazione occasionale in quanto l'art. 7 comma 6 del D.L. nr. 165 del 2001 recita che si ha collaborazione occasionale nel caso di una prestazione episodica che il collaboratore svolga in maniera saltuaria e autonoma, senza alcun vincolo di subordinazione.

E' di 67.000  eur circa, invece, la parcella che lo Studio di Consulenza Commerciale Nardi, sempre per la questione Porto di Tropea, ha presentato all'attenzione dell'amministrazione comunale. Un parere tecnico-commerciale che è costato c.ca 7000 eur a pagina (10 in tutto le pagine di questa consulenza), peraltro sotto il profilo delle direttive che offre alquanto discutibile. Parcella questa che andrà a aggiungersi (previe verifiche sulla effettiva obbligazione da parte dell'ente nel pagarla), a tutti i "guadagni" che la gestione internalizzata del porto di Tropea voluta dal Repice ha generato negli ultimi mesi.

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22:05 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook | |

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