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20/10/2011

Piena solidarietà alla famiglia Meligrana

346100339.jpgLeggo esterrefatto quanto la cronaca quotidiana riporta. Una famiglia di Parghelia, quella dei Meligrana, intimidita da una bottiglia di plastica con liquido infiammabile e due cartucce di fucile lasciate davanti al cancello del loro palazzo. Una famiglia di professionisti, una famiglia perbene, una famiglia alla quale sono affezionato e per la quale mi spenderei senza se e senza ma fino in fondo.

Eduardo, Luciano, Luigi, a voi sto pensando da qualche ora e alle vostre rispettive famiglie,  ed insieme a voi a  Parghelia, al nostro territorio, devastato da quattro mafiosetti, tal credesi, che tra qualche anno apparterranno di certo alla memoria dimenticata della storia...poverini! Siamo in un territorio baciato dagli dei, a quali non credo perché non sono un panteista, siamo in un territorio baciato dal Dio uno e trino a cui invece credo, e non abbiamo ancora capito nulla. Che storia questa Calabria, che storia questa insensibilità e questa ignoranza dilagante che prende un nome preciso che fa ribrezzo:'ndrangheta!

L'atto intimidatorio contro di voi è un atto intimidatorio contro me stesso, contro tutti coloro che credono nella legalità, nella giustizia. Così ho vissuto questa notizia da quando l'ho letta sul web, così come tutti gli atti che in questo martoriato territorio non sono in linea con la bellezza e con la cultura di una legalità diffusa e praticata, la sola capace di creare benessere e pace; il resto c'è già, ce l'ha dato madre natura, ce l'ha dato GRATUITAMENTE il buon Dio!

Una famiglia di professionisti quella dei Meligrana che ha dovuto subire questa intimidazione di bassa lega  nella notte scorsa a Parghelia, davanti al cancello del loro  palazzo. L'ennesimo atto senza soluzione di continuità che questa martoriata provincia di Vibo Valentia è costratta a subire. L'ennesimo...l'ennesimo, porca puttana!

La cronaca dice che sul posto sono state trovate una bottiglia di plastica con dentro tracce di liquido infiammabile e due cartucce di fucile. La cronaca dice che il fatto è avvenuto intorno all’una di stanotte in via Mariano Meligrana, dal nome di uno dei fratelli defunto prematuramente e vincitore del «Premio Viareggio» unitamente a Luigi Lombardi Satriani con il volume il «Ponte di San Giacomo», negli anni '70. La cronaca dice che sul posto i carabinieri della Compagnia di Tropea diretti dal capitano Francesco Di Pinto sono andati per le indagini, ma di certo non sapranno mai chi sono stati gli autori. Terra di omertà diffusa la nostra, terra di cretini che pensano di essere 'uomini'; terra di derelitti, morti viventi che hanno seppellito le loro emozioni, la loro vita, prima ancora di viverla.


Quello che la cronaca non dice, lo voglio dire io, anzi lo voglio scrivere, sinteticamente, epigraficamente, direttamente, e lo dico ad alta voce, con indignazione, con rammarico, con assoluta fermezza:

1) Lasciate stare la famiglia Meligrana, voi, piccoli 'ominicchi' da strapazzo, perché questa famiglia è una famiglia di persone perbene.

2) Non lasciatevi intimidire, voi, famiglia Meligrana,  nobili non solo di stirpe ma di sentimenti.

3) Se qualcuno ha pensato di intimidirvi, vuol dire che siete nel giusto e che avete fatto cose giuste.

4) La giustizia farà il suo corso, anche senza che voi lo sappiate...è scritto nella storia del divenire del mondo, in quella delle coscienze, in quella del cuore di Dio! Credeteci fino in fondo!

In sintesi e con la solita franchezza, con solidarietà piena e convinta vi dico: sono con voi al 100%, con tutto me steso, con tutto il cuore e con tutta la mia passione. L'atto vile, ignobile e codardo perpetrato ingiustamente nei vostri riguardi non pagherà. Denunciate tutto e tutti, questo il mio consiglio, questa la mia raccomandazione! Che bella qusta terra...amatela anche voi 'ndranghetisti da quatto soldi e venitemi a trovare che vi dico io come poter star bene anche senza i milioni di euro che sognate, che lesinate di avere, che avete sui conti correnti, che mai, pur avendoli vi potrete mai godere!

A lei Prefetto Latella mi rivolgo, a Lei Eccellentissima signora, mamma di famigia, a voi tutti forze di polizia sul territorio vibonese, avete fatto un lavoro pregevolissimo negli ultimi anni, Dio ve ne dia merito: continuate a credere che una Calabria più giutia, più equa, meno vessata da queti piccoli e grandi atti meschini possa esserci. ARRESTATELI TUTTI QUESTI MISERI UOMINI! Lo chiede dal profondo il nostro cuore, lo grida la nostra ragione. Io ci credo ancora, non finirò mai di crederci perché è la Calabria che ci crede, quella vera, quella che diceva no 'ndrangheta a Reggio Calabria l'anno scorso a crederci ancora e a sperare ancora che sia possibile vivere la propria esistenza, in terra di Calabria, senza queste colossali aberrazioni.

Buona serata Luciano, Luigi, Eduardo...siate sereni e forti lo stesso. Molti sono gli uomini giusti che ci credono ancora, moltissimi i sentimenti di stima nei vostri confronti che ho registrato in queste ore. Alla fine, come un profondo e sempre vero adagio contenuto nel Talmud recita "basta che esista un solo giusto perché il mondo meriti di essere stato creato", vi dico che anche in questa provincia, anche in quel di Parghelia, di uomini giusti ce ne sono ancora molti e vi sono vicini....TUTTI!

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21:14 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Dal comune di Parghelia, Diari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook | |

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