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20/09/2011

Tropea Blues Fest 2011: un piccolo videoclip e le mie considerazioni


imm-julius_e._green.jpgCon una straordinaria performance di Julius E. Green, bluesman che si porta addosso una parte importante della storia di questo genere  musicale, si è conclusa la VII edizione del Tropea Blues Festival.

Una serata memorabile quella del 17 Settembre, perché il settantenne Julius è come se avesse voluto dire a tutti gli spettatori “belli miei, se la passione è autentica, se ami per davvero la musica,  se sei un tutt’uno con quello che fai, allora l’età che avanza non fa altro che migliorarti”.

Lui, “il vecchietto” dalla voce incisiva e penetrante,  nella sua carriera artistica, voglio ricordare, ha composto brani per leggende del blues quali  Jackie Wilson, Sam Cooke, Otis Redding, collaborando anche con gli indimenticabili Platters, con Saskia Laroo e con i Soul Catchers.

In una Piazza Vittorio Veneto, gremita di spettatori, gli organizzatori della kermesse settembrina, hanno potuto constatare, ancora una volta e soprattutto nella serata conclusiva, che la loro ‘creatura’, il loro Tropea Blues Fest, è qualcosa di molto importante per la città, un evento che funziona bene, un qualcosa che giova al turismo cittadino.

Anche quest’anno, malgrado la Regione Calabria con in testa il suo governatore li abbia letteralmente snobbati preferendo carnevali “col gusto” da 40.000 euro (ancora peraltro non finanziati e rivelatesi veri e propri flop, chiediamo a Padula e all'assesore alle attività produttive della Regione Calabria, Caridi,  che fine hanno fatto i 40.000 eur) e malgrado una serie di difficoltà economiche e logistiche che li hanno costretti a ridimensionare gli spettacoli,  sono riusciti a “montare” una cinque giorni musicale di buon valore riproponendo un format che piace ai visitatori e agli appassionati del genere: l’esibizione dei gruppi blues nelle  strade e nelle piazze del centro storico cittadino, con anteprime dedicate alla filmografia blues e jam session aperte per i gruppi musicali alla marina di Tropea.

Per la cronaca, l’edizione 2011 ha visto alternarsi i gruppi calabresi dei “The Walking Trees e dei “BLUE RIDERS; gli “Overlook Blues Band”, i “W.I.N.D.” la “Demian Band” e  Demian Dominguez, artista eclettico dal virtuosismo chitarristico eclatante  che ha incantato ed “impressionato” gli spettatori di piazza Ercole, sempre nell’ultima serata.

Menzione speciale meritano i siciliani “Blue in Blues”, cover  band di  Julius E.Green nel’ultima serata e gruppo emergente nel panorama musicale italiano ed internazionale.

97991572.JPGSuper menzione speciale ed affetto a “tutto tondo” per Mary Birch, madrina e presentatrice consolidata dell’evento, che da sei anni segue da vicino e da lontano non solo il blues a Tropea ma tutto quanto ruota intorno alla città 365 giorni all’anno. A lei, innamorata profondamente  della nostra città anche se cittadina Svizzera che vive in Svizzera, va tutta la mia riconoscenza e la mia stima che si è meritata in questi anni. E’ lei, a mio modesto avviso, l’arma vincente per le prossime edizioni del Tropea Blues Festival. L’importanza della sua presenza al Tropea Blues Festival è legata a molti fattori. Ne ricordo qualcuno partendo dal suo curriculum al quale ho dedicato un post l’anno scorso.  E’ lei che introducendo  il genere Beat in Inghilterra alla fine degli anni ’60 ha aperto la strada a tutta una serie i musicisti e di gruppi inglesi del tempo, non ultimi gli stesi Beatles, con il glorioso gruppo dei Buster Summers; è lei che ha collaborato con artisti del calibro di Adriano Celentano, Chet Baker, Sonny Taylor e con numerosi interpreti del jazz italiano ed internazionale; è lei che partecipa a numerosissimi Festival dedicati al Jazz ed al Blues; è lei che conducendo importanti trasmissioni dedicate al Blues al Jazz e alla Black Music per la Radio della Svizzera Italiana si è ricordata durante tutto l’inverno scorso della nostra città, degli amici di Tropea e della nostra terra; è lei, infine, che anche quest’anno non è voluta mancare all’appuntamento con il suo festival apportando quell’energia e quella passione, che alla fine di tutto, sono i segni connotanti di chi veramente ama una cosa rispetto a chi, invece, dice di amarla solo a parole e non con lo spirito.

Agli amici Cristian Saturno, presidente e ‘patron’ dell’evento, a Massimo Pugliese, a Diego Stacciuoli, a Fabio La Torre, ad Eugenio Licandro, e a tutti i soci dell’Associazione Tropea Blues Festival, raccomando solo una cosa: investite e “sfruttate” Mary Birch. A lei, una sorpresa, spero gradita, offriremo gratuitamente il prossimo anno. A voi tutti, l’augurio più sentito del Vostro assessore alla Cultura per un’ottava edizione scoppiettante, densa, memorabile, che rimanga negli annali del TBF e che prepari il trampolino per il decimo anno di questo evento che si è consolidato nel cuore e nelle vene di tutti i tropeani.

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