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26/07/2011

Sogno di una notte di mezza Estate di Saverio Muscia

repice ritorno a torino.jpgSiamo ormai alle porte di agosto e in altri tempi avremmo detto di essere già nel pieno della stagione estiva, un attimo prima della gran confusione agostana e del giro di boa; siamo nel tempo in cui, negli anni passati, persino il posto per un asciugamano sulla spiaggia, la più più  isolata e la più irraggiungibile, sarebbe stato una chimera. In altri tempi, il calore del sole, il profumo del mare ed il rumore delle barche in transito, non avrebbero scandito le ore interminabili sulle spiagge di Tropea, dove fra l’olio abbronzante e gli schiamazzi dei ragazzini intenti a giocare sulla battigia, il relax prende il sopravvento e fa dimenticare le inevitabili sventure della vita quotidiana.

In altri tempi, non avrei trascorso il mio tempo a leggere i quotidiani locali perché impegnato in altre cose. Confesso, comunque, che questo mio nuovo hobby  è di gran lunga più soddisfacente di quelli finora praticati, satira a parte ovviamente.

Leggo con interesse tutti gli interventi del dott. Adolfo Repice,  quasi come una donna ossessionata dalla prova costume legge quelle delle diete stranissime e stravaganti che giornalmente vengono pubblicate su tutti i settimanali, dove fra il gossip e la dieta, la fantasia avanza fino a tramutarsi in pettegolezzo puro.


Gli articoli sul nostro Superman della sala consiliare, devo ammetterlo, mi mettono di buonumore;  mi fanno sorridere, gongolare, sghignazzare come una iena e guai a levarmi dagli occhi il giornale mattutino…sarebbe un sacrilegio !!

A volte, ma solo di rado, resto spiazzato da dichiarazioni fantasiosissime che, nella maggior parte dei casi mi fanno esclamare “Toh…sogno o son desto?”   Ma è proprio in quei momenti che la mia fantasia si produce in tutta una serie di immagini e situazioni che definire da film sarebbe riduttivo. Come spiegare a me stesso e a qualche turista che, ad esempio, se è vero che in Sardegna esiste la Costa Smeralda e nella vicina Palmi la Costa Viola allo stesso tempo a Tropea per diversificarci dalle masse e creare un turismo d’èlite ci siamo inventati la Costa Marrone?

Si guardino bene i signori turisti: il nostro mare è marrone scuro e  dall’aspetto torbido e schiumoso non perché sia sporco, attenzione!! L’acqua del nostro mare è batteriologicamente pura!! E’ il colore naturale della nostra costa e non sono io a dirlo: lo dice l’Arpacal ( ma per essere sicuro vorrei vedere in che data sono stati fatti i prelievi ) e lo dice soprattutto il Grande Manager, l’uomo che non deve chiedere mai, il campione olimpico della politica, il non plus ultra della prima repubblica, il Superman della sala consiliare Adolfo Repice.  E se lo dice lui  non è roba da poco.

Lo vedo quasi ogni giorno l’illustre manager della Torino che conta prestato al sacrificio di fare il sindaco di Tropea per la sua “grande passione” per la città: sguardo gioviale e sereno, colletto all’insù come un giovine yuppi degli anni 80 in sella al suo vespino in posa da indimenticato attore dell’ epoca d’oro del cinema italiano e,  quando si concede una passeggiata fra i negozi del centro,  è inconfondibile il suo incedere caracollante, quasi come un dolcissimo Charlot.

Senza girarci troppo intorno è lui l’artefice della scintillante stagione turistica tropeana ed è solo merito suo se quest’anno Tropea è la capitale indiscussa del turismo regionale, se gli alberghi sono strapieni, se il mare è pulitissimo, se c’è bella gente e se i commercianti tutti sono soddisfatti  se quest’anno sono riusciti a vincere la crisi economica che da tempo attanaglia le economie del mondo intero.

La ricetta del nuovo successo tropeano sta in pochi semplicissimi accorgimenti:

  1.  L’eliminazione delle sagre dal programma eventi perché esse sono ormai diventate anacronistiche e culturalmente obsolete. Anche la tradizionale sagra della cipolla rossa di Tropea e del pesce azzurro che si teneva ormai da 28 anni a fine luglio, della quale si parlava anche in diversi giornali e riviste nazionali, è stata accantonata perché non ritenuta fonte pubblicitaria per i prodotti tipici locali, almeno non come il Carnevale col gusto,  manifestazione durante la quale, lo scorso carnevale,  sono stati propagandati ampiamente cipolla rossa e derivati perché è ovvio che noi tropeani, già immersi in cipolle e peperoncino tutto l’anno dovremmo propagandare a noi stessi i prodotti della nostra terra. Se in inverno propagandiamo la cipolla in estate poi non ci resta, così come si è fatto l’anno scorso, che organizzare la Festa del ritorno, introdotta giusto lo scorso anno dal dott. Repice per rendere omaggio a tutti i tropeani sparsi nel mondo e che nel mese di agosto tornano al paese natìo per le ferie. Ottima scelta soprattutto se poi si ha la possibilità di vedere il nostro Superman danzare “alticcio” fra la folla ed intonare “buonasera signorina” da sopra un palco;
  2. La pulizia del mare e delle spiagge;  e qui  va fatto un discorso serio perché la lungimiranza del dott. Repice non ha eguali.  Per far fronte alla pulizia del mare e per ripulirlo da buste di plastica, bottiglie e da porcherie varie l’anno scorso acquistò un pedalò ecologico  pubblicizzandone l’evento su quotidiani e televisioni locali. Il varo in pompa magna e l’affidamento alla protezione civile ebbero una risonanza mediatica senza eguali e fin dalla sua prima missione il polpo Paul, questo fu il nome operativo dell’unità, si adoperò per assolvere il compito per il quale era stato concepito e dopo aver lavorato per migliaia di ore lo scorso anno, da quest’anno , non essendoci più nulla da ripulire, si gode un meritato riposo ormeggiato in disarmo su un pontile del porto turistico.  Un capitolo a parte merita invece il pulispiaggia, cioè il mezzo meccanico di proprietà comunale utilizzato per rastrellare e ripulire la spiaggia. Orbene, anch’esso dopo aver lavorato per ore ed ore l’anno scorso, da quest’anno non si trova. Non ne è rimasta traccia nei magazzini comunali, non è stato dismesso e neppure rottamato ma non si trova ed a meno che non sia stato “prestato” a qualche albergatore amico, la sua scomparsa ha del fenomenale
  3. La riparazione dell’orologio dell’ Antico sedile !!! Ecco ! Questa sì che è stata un’opera faraonica portata a termine quasi gratis, con pochi spiccioli. Ricordo a tutti che l’orologio era fermo da diversi anni ed ora, finalmente funziona quantomeno a singhiozzo segnando l’ora esatta  almeno due volte al giorno e rintoccando talora due volte, talora tre o quattro a seconda che scandisca il tempo a frazioni da 15, 22 o 77 minuti.. Si lo so è una suddivisione dell’orario del tutto inusuale ma è risaputo che a Tropea il tempo è relativo anche per questo l’altra sera all’una e un quarto l’orologio segnava mezzanotte e cinque. Forse era regolato sul fuso di Torino ma proprio per questa sua particolarità si calcola che da qui al 15 agosto saranno decina di migliaia le orde di turisti che scenderanno lungo il corso fino in Piazza Ercole per ammirarlo così come a Londra si fa col Big Beng. Ottima trovata..hai capito il Grande Manager che strategia ha elaborato? E gli dicevano che non capiva un fico secco di turismo..!!!!

Se da un lato i tre punti sopra descritti mi hanno esaltato, ciò che mi lascia perplesso è l’attacco di sceriffaggine acuta che l’ha colpito da qualche giorno, comportamento che ha sempre biasimato e che ora adopera con inusuale isteria nei confronti dei commercianti del centro. Forse questo comportamento è solo una conseguenza del calo inesorabile della sua popolarità, fenomeno tangibile ed evidentissimo persino per i mistici del repicismo illuminato che cominciano pian piano a defilarsi e non credo possa invertire la tendenza il suo atteggiarsi all’imitazione di Gaetano Vallone che sfoggia nell’ultimo periodo perché almeno il Maestro di ginnastica i problemi li risolveva, mentre lui, cambiando atteggiamento ed abitudini, sembra essere allo sbando, la sua nave non naviga più nemmeno a vista ma è alla deriva, in balìa di una corrente  che certamente non lo porterà lontano.

Non me ne voglia il  "Grande Manager", ma prima ancora che il Consiglio di Stato si pronunci sbattendolo fuori da Palazzo Sant’Anna con tutta la poltrona, gli consiglierei di dimettersi, in modo tale che possa godersi il mese d’agosto nella sua spiaggia preferita senza che le preoccupazioni di un Comune come Tropea possano provocargli insonnia e prima che la sua popolarità raggiunga livelli così bassi da non permettergli nemmeno di candidarsi ad amministratore del suo condominio.

Questo è il mio pensiero e non me ne voglia se in questa notte di mezza estate fra le stelle ed i palazzi di un corso desolato sto ancora pensando a lui.

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