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08/05/2011

Al Comune di Tropea mandata in malora la "macchina amministrativa" in poco meno di un anno

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Misteriose fughe di massa dalla responsabilità.

Dall’insediamento di Repice l’apparato burocratico del Comune di Tropea ha iniziato un veloce ed inesorabile declino. Questo è uno dei più “brillanti” risultati conseguiti dal nostro, già segretario generale del Comune di Torino per meriti, in meno di un anno. 

Alle defenestrazione di alcuni importarti dirigenti, rei di non essersi apertamente schierati col “Sindaco di tutti”, sedicente uomo di pace e concordia che ripugna la vendetta,  sono seguite le curiose defezioni di quasi tutti gli altri responsabili dei servizi. Solo negli ultimi tre mesi, registriamo, ad esempio, il trasferimento per mobilità del comandante della Polizia Municipale, l’assenza del neo responsabile dell’UTC per malattia, la mancanza - anch’essa per motivi di salute - del neo responsabile dell’area amministrativa che, peraltro, del tutto inaspettatamente, ha inoltrato domanda di pensionamento.


Un’autentica maledizione sembrerebbe aleggiare sul Comune di Tropea. Si potrebbe spiegare così il rifiuto, o comunque la riluttanza, da parte dei più, ad assumere la responsabilità delle più sensibili aree vacanti. Evidentemente, il timore di ammalarsi o, addirittura, il rischio di lasciarci le penne, travalica di gran lunga l’attrazione che può derivare dai benefici economici e di prestigio connessi alla carica.

Questa, effettivamente, potrebbe essere un’interpretazione.

Pur tuttavia la medesima, oltre ad apparire un po’ fragile  come teoria, non può certamente convincere chi è razionale e per nulla superstizioso. Ecco perché, a nostro avviso, i motivi della fuga di massa dalla responsabilità, forse, sono da rinvenirsi in aspetti molto più concreti e, verosimilmente, in quegli atti, di varia natura, di cui la parte politica, Sindaco Repice in testa, a prescindere da ogni profilo di legittimità, sollecita, o meglio pretende, l’immediata adozione, ovvero il ritardo o l’insabbiamento. Citiamo, tra le tante, la vicenda della “stabilizzazione” degli LSU in categoria “C”, su cui è intervenuto l’Ispettorato per la Funzione Pubblica e quindi la Corte dei Conti che ha sollecitato l’immediata adozione di provvedimenti “correttivi” ad oggi elusi. Gli esempi potrebbero essere molteplici e coinvolgono diversi uffici. Non ci soffermiamo sulla pretesa di ostruzionismo all’attività ispettiva della minoranza da parte dell’amministrazione Repice.

Tale grave situazione, già denunciata in diverse sedi, esige, oggi più che in passato, un pronto intervento a salvaguardia della legalità dall’azione amministrativa ed, al tempo stesso, della salute e dell’incolumità dei funzionari pubblici. E’ auspicabile che chi di dovere verifichi tempestivamente quanto si sta consumando all’interno del Comune di Tropea cominciando proprio dall’esame delle “misteriose fughe di massa dalla responsabilità”.

prof. Gaetano Vallone

Gruppo Consiliare Uniti per la Rinascita

avv. Giovanni Macrì
Consigliere Provinciale Pdl
Componente della Direzione Regionale del Pdl

Tropea, 6 maggio 2011

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Commenti

Fa davvero piacere sentire la replica del grande SINDACO Repice sul Quotidiano di oggi. Innanzitutto lui non insulta, come dicono i suoi sostenitori, si limita a definire Vallone "maestro di ginnastica" e non grande amministratore come lui. Peccato che da grande dirigente quale si crede abbia infilato una serie di errori e orrori nelle sue delibere che neanche Fantozzi.... Inventa che Vallone ha lasciato milioni di debiti senza lasciare nessuna opera pubblica: avrò qualche problema di memoria data l'età, ma quando arrivò Vallone nel 1993 l'unica opera pubblica a Tropea erano le scuole, guarda caso al tempo chiuse per inagibilità, che erano state progettate e costruite, guarda di nuovo il caso, dalla famiglia REPICE.
Passa poi a decantare le lodi della nuova organizzazione degli uffici comunali che prima avevano carenze " che provocavano la perdita di finanziamenti ": per fortuna da quando c'è lui i finanziamenti non si perdono più PERCHE' L' AMMINISTRAZIONE REPICE NON LI RICHIEDE, preferendo altre strade più comode. Ovviamente noi crediamo al pifferaio come tutti i lecchini che aspettano l'osso o le briciole , e sappiamo che i dirigenti comunali si sono assentati per la troppa PASSIONE che qualcuno ha dimostrato nei loro confronti, e non perchè rischiano un mare di guai.
Caro Repice, i nodi verranno al pettine, Tropea non è una tua proprietà! Ricorda che i patti con il Diavolo rendono ricchi e potenti ma prima o poi il Diavolo torna a chiedere il conto. Quel giorno non vorremmo che tutta Tropea venisse trascinata all'Inferno.

Scritto da: benito2010 | 10/05/2011

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Roba da non credere Benito....roba da farti cadere le braccia....ma lui, l'altezzoso e refluo retaggio della prima Repubblica Adolfo Repice a questo mira. Vorrebbe farci cadere le braccia ed incantare ancora quei giovani che non conoscono la storia della città. A loro è diretta la sua replica ed è a loro che si deve aggrappare per evitare la debacle assoluta che lo attende da qui a qualche mese, sia che si voti, sia che non si voti. Incantarli nuovamente con le fesserie e le bugie di carattere storico che racconta sui giornali e nelle assemblee cittadine alle quali anche se non invitato si intrufola furtivamente. Ma noi, e ancora non l'ha capito, non ci facciamo intimorire né dalle sue minacce velate e manifeste, (a me dice che mi farà vendere i beni e mi porterà all'elemosina), né dalle sue querele, né dalla sua millantata onnipotenza politico-economica. Lo sbugiarderemo ancora mille volte se non la smette di dire fesserie e se non si mette in testa che deve fare il sindaco (se lo sa fare) facendo parlare i fatti e non gli spot. Colpo su colpo gli ribatteremo tutte le fesserie che dice fino che prenderà l'aereo e se ne ritornerà a Torino e si porterà con lui anche i suoi accoliti e acritici lacché. Le controrepliche sono quasi pronte, la mia, quella di Macrì e quella del grande professor Vallone. Poi faremo tanti comizi in piazza affinché questa faccia di bronzo si possa mettere in testa che con la storia, con la memoria, con la dignità delle persone, con il futuro di Tropea e dei Tropeani non si gioca e non si può scherzare continuando a vendere fumo e disseminando menzogne, bugie e falsità che indurrebbero anche una pecora a diventare un leone.
Adolfo Repice è al capolinea politico e se n'è accorto. Sono gli ultimi rantoli di una morte politica ampiamente preannunciata il giorno in cui, per la complicità di alcuni fattori, è riuscito a fregare, dopo i Pargheliesi e i Zambronesi, dopo i dipendenti dell'USL 23 anche i Tropeani. E noi quell'estrema unzione politica gliela daremo fra qualche mese con tutto i cuore e con tutta l'anima, o se ciò non dovesse avvenire gliela daranno i Tropeani fra non molto tempo. Ciao Benito e visita sempre queste pagine mi raccomando.....le visite e i commenti di apprezzamento che ricevo ogni giorno, la tua e le molte presenze amiche, sono la forza che mi e ci guida per andare avanti nella lotta.

Scritto da: Lucio m/m | 11/05/2011

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