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03/05/2011

Berlino irruenta si racconta al Marca

berlinottanta_scheda2.jpgUNA COLLETTIVA di respiro europeo che conferma il percorso fatto dal Marca di Catanzaro oramai proiettato  sugli scenari blasonati di settore. Con 'BerlinOttanta - Pittura irruenta' il museo catanzarese ha aperto nuovamente i battenti sabato 30 Aprile 2011 con un evento espositivo di sicuro spessore. La collettiva sarà in mostra fino all'11 Ottobre 2011.

Per l'evento sono state selezionate 70 opere, tra grandi dipinti, disegni e tecniche miste rigorosamente degli Ottanta. Opere tutte firmate da artisti che in quegli anni e in quel partilocarissimo contesto culturale ed esistenziale hanno scelto di riconoscersi  nella  pittura  riproponendola come linguaggio d'elezione per raccontare e raccontarsi. Artisti  come  Rainer  Fetting, Helmut   Middendorf,   Salomé, Bernd Zimmer messi in relazione con i loro predecessori Georg Baselitz, Karl Horst Hödicke, Bernd Koberling e Markus Lüpertz.

Una “mostra-fotografia” si potrebbe  dire  perchè  gli  Ottanta non furono anni qualunque per Berlino e il crollo del muro il 9 novembre del 1989 entrò nei libri di Storia dalla porta principale. Se non il centro del mondo, la città al di qua del Muro fu il centro dell'Europa. A Kreuzberg e nei quartieri popolari, giovani di tutto il continente trovavano un approdo per così dire naturale e irresistibile. L'eco delle sirene per il loro senso  d'inquietudine  e  di  cambiamento. Erano i "nuovi selvaggi", erano i Punk, ma anche giovani borghesi che ritrovavano e si riconoscevano in una città dove per dirla col presidente della Provincia, Wanda Ferro: «gli eccessi e la creatività non si ponevano limiti». E  così  che il  “Kreuzberg  Mishung”, ovvero il “Miscuglio di Kreuzberg” diventa  il crocevia delle arti, in particolare musica e pittura. Ed è su questa irrepetibile fase vissuta dall'arte a Berlino che  si  concentra  l'esposizione proposta dal Marca.


«Una mostra di caratura internazionale - ha sottolineato Wanda Ferro aprendo gli interventi dal tavolo - tutta giocata sull'Espressionismo  tedesco con  una Berlino che fui anche scenario di importanti esperienze cinematografiche. Una mostra originale quanto coraggiosa che ci consente di riflettere sull'arte, così come sulla nostra  storia recente ampliando e approfondendo il dibatito culturale».

Il direttore   artistico   del Marca nonchè curatore  della  Collettiva  Alberto Fiz durante la presentazione ha spiegato  nel  dettaglio l'esposizione.   «“BerlinOttanta  rilegge  una vicenda che ha profondamente    influenzato gli  esiti dell'arte  contemporanea   ponendo al centro una città dagli infiniti  risvolti storici,  politici, ideologici ed esistenziali - ha tra l’altro avuto modo di commentare Alberto Fiz - Berlino dilaniata e divisa in due, non è solo il luogo dove avviene la trasformazione dell'arte, ma diventa, spesso, il soggetto dell'indagine pittorica contribuendo  a  riproporre  l'attualità della pittura intesa come progetto intorno alla quale si sviluppa l'identità».

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Accanto ai dipinti e alle opere su carta degli anni ottanta, la mostra si completa con una serie di testimonianze  multimediali  su Berlino che comprende la fotografia, il cinema e la musica underground. La metropoli tedesca, infatti, è stato il luogo dove maggiormen- te si è sviluppata la produzione di film alternativi all'industria con la diffusione, in particolare, del super-8.   In   mostra   vengono proiettate  rare sperimentazioni cinematografiche  realizzate  da Fetting e Middendorf accanto ad una serie  di opere  prodotte da gruppi molto noti a Berlino come gli OYKO o filmaker come Michael Brynntrup. In mostra anche una serie di fotografie originali di Ann Jud, Manfred Hamm e Rolf Von Bergmann, oltre alle proiezioni di Ulrike  Ottinger  e  di Helga  Reidemeister  a cui si aggiunge il celebre film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino del 1987. E ancora due video musicali su Berlino dei compositori Alva Noto e Ryuichi Sakamato e il film sperimentale "Asylum" di Julian Rosefeldt, tra i più importanti artisti mediali europei. La mostra  sarà  accompagnata  da un'ampia monografia in italiano e inglese curata da Alberto Fiz con interviste  a Achille Bonito Oliva, Helmut Middenfort e Berned Zimmer.

Come dire l’arte nelle sue più diverse declinazioni senza trascurare il contributo critico e l’ap proccio  storico  insieme  alla  riflessione antropologica.

Articolo tratto in parte dal Quotidiano della Calabria a firma  di EVIGE VITALIANO

Info e riferimenti maggiori sul sito ufficiale del Marca di Catanzaro premendo qui.

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