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14/01/2011

Michele Lico presidente della CCIAA di Vibo Valentia sotto accusa....a ragione

Michele Lico.jpgSono con loro, con i piccoli imprenditori artigiani della provincia di Vibo Valentia che protestano contro la gestione, ritenuta assolutamente incongrua e non finalizzata agli scopi e agli obiettivi statutatari, del presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia Michele Lico.

Vi chiederete cosa c'entri in questo blog un intervento, il mio, su problematiche che riguardano i piccoli commercianti della provincia e Michele Lico che li dovrebbe rappresentare e spendere meglio i loro soldi. Bene, l'eventuale incongruenza è presto spiegata, anche se, ai più attenti non dovrebbe di certo sfuggire.

Sono mesi, infatti, che cerco nel mio piccolo, di evidenziare quelle assolute incongruenze, quelle assolute contraddizioni, quelle assolute incoerenze che caratterizzano la sfera polico-sociale del nostro territorio, portate avanti e vissute dagli uomini che detto territorio dovrebbero rappresentare al meglio delle loro possibilità nelle istituzioni e nelle corporazioni provinciali.

Ho scritto dell'attuale e fumosa amministrazione di Tropea, di quella provinciale, che poco o niente ha fatto per Tropea e per l'intero territorio, passando dai rappresentanti istituzionali regionali e nazionali, che in un modo o nell'altro hanno toccato o hanno qualche interesse nella mia città. Ho scritto di Repice e del suo trasformismo. Ho scritto di Andonio Gendile, il senatore del Pdl che è venuto a Tropea, che ha come amico Repice, il quale in Piemonte ha come referenti gli uomini del PD ed in Calabria quelli del PDL, Gendile compreso; ho scritto del suo curriculum da trasformista e da plurinquisito nel passato insieme all'altro gambadilegno della famiglia, il fratello Pino,  e dei fumi che ha imparato a mettere in aria frequantanto in questi anni il re del fumo, ovvero Adolfo Repice: 100 milioni di Euro per Tropea...ha presentato il DDL al senato per la rupe di Tropea dopo che un analogo disegno di legge era stato presentato dall'altro senatore del PDL Franco Bevilacqua, che per il territorio di Vibo Valentia, da buon disegnatore, si è dato molto da fare in questi 30 anni, per Tropea soprattutto...e si è visto, casinò a Tropea una realtà consolidata, poi a Pizzo ce n'è un altro, poi di nuovo a Tropea dice che lo faranno...legge sulla rupe per 20 milioni di euro quella "disegnata" dal lui ....e mo e mo arrivano di soldi, ma loro fanno a gara di cifre (Gentile 100 milioni per superare Bevilacqua che ne ha licitati solo 20)...sehhhhhh!

Ho scritto di Peppe Scopelliti, il "govendadur", quello che diceva di voler cambiare la Calabria, quello che aveva detto di essere in discontinuità col passato prossimo e remoto, ma che invece, in questi mesi, si è dimostrato essere peggio di coloro che lo hanno preceduto, confermando quella sensazione che avevo avuto il 7 Dicembre 2010 sentendolo e vedendolo parlare a Drapia, nel Teatro "La Pace", alla quale per  pura idiozia e per pura lealtà alla linea che ci eravamo dati con la compagine "Uniti per la Rinascita" non ho voluto dare ascolto. Ho scritto di Loiero, quello che ha portato la Calabria nel baratro più assoluto. Ho scritto del sistema politico-ndranghetistico-massonico dell'USL di Vibo Valentia, facile profeta di quello che da lì a qualche settimana sarebbe poi accaduto realmente: lo scioglimento per mafia della stessa.

Non avevo mai scritto, per tempo e per rinvii vari, di Michele Lico, anch'esso non nuovo a Tropea, anch'esso un uomo che fa parte del circuito regionale degli uomini del Presidente, anch'esso non estraneo alle politiche del territorio, non ultime quelle per Tropea. Ebbene amici, Michele Lico è l'artefice dell'accordo più spendaccione e malriuscito degli ultimi mesi a Tropea. Ha convenzionato la Provincia con il Comune di Tropea (i soldi li ha messi la CCIAA di Vibo) per partorire la cosiddetta "Antenna Turistica Provinciale", ovvero un ufficio aperto al pubblico negli ex uffici della Pro-loco cittadina, aperto per soli due mesi scarsi, alla modica cifra di 25.000 Eur, ufficio che aveva al suo interno tre addetti, due TV, due PC e molta ma molta impreparazione all'informazione turistica.

Carissimi piccoli imprenditori, Michele Lico ha fatto anche questo. Ha sperperato 25.000 Eur per fare un favore al sindaco Repice di Tropea, fregandosene altissimamente del valore dei soldi, fregandosene altissimamente della proloco cittadina che di suo offriva ottimamente informazioni turistiche e altri servizi, fregandosene altissimamente dei soldi dei soci e degli imprenditori iscritti alla CCIAA, per poter dire, "ecco Adolfo, io ti ho fatto questa cosa, adesso, dopo aver consumato la tua vendetta nei confronti di Mario Lorenzo, nei confronti della proloco, puoi anche farmi conoscere Luciano Moggi col quale parli al telefono ogni giorno e sei suo intimo amico. Forse mi potrà aiutare se decidessi di investire nel mondo del calcio,".

Questo era solo per comunicare quanto a voi potrebbe essere sfuggito e per annotare sul vostro taccuino un altro degli "investimenti" del vostro e del nostro presidente camerale. A dire che, il vecchio detto "Dio li fa e poi li accoppia" è ancora attualissimo! A dire che, come un'alchimia antica, la materia della stessa pasta si attrae e si ritrova sempre nell'universo....Gendile, Scopelliti, Salabé, Repice, Lico,.....che bel quartetto...W L'alchimia! W lo spreco dei soldi della CCIIA, del Comune di Tropea, della Provincia e della Regione!


Camera di Commercio. Alcuni artigiani si rivolgono alla Cna e si appellano alla Regione. Michele Lico ancora sotto accusa: «Basta con i premi letterari. Le risorse siano destinate alle imprese»

di ANTONINO SCHINELLA il Quotidiano della Calabria

PUNTANO il dito contro Michele Lico. Ed, inoltre, si appellano ai vertici della Regione giacché - sostengono - «forse sarebbe il momento di intraprendere delle decisioni importanti nei confronti della Camera di Commercio vibonese».
Alcuni artigiani vibonesi, insomma, hanno deciso di alzare la testa. Per stigmatizzare l'operato dell'attuale commissario dell'ente camerale. «Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono enti pubblici dotati di autonomia funzionale che svolgono, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118 della Costituzione e nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza, funzioni d'interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali».

Inoltre, «le Camere di commercio svolgono, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza, funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese e delle economie locali». Citano testualmente gli articoli 1 e 2 del d.lgs del 15 febbraio scorso gli artigiani vibonesi che, per difendere e portare avanti le loro ragioni, hanno deciso di rivolgersi alla Cna di Vibo Valentia.

"Si può sostenere con assoluta certezza, che la Camera di Commercio di Vibo Valentia, appesantita anche da tre anni di commissariamento monocratico, esercita il suo ruolo istituzionale in tale direzione? Ebbene - commentano gli interessati - noi pensiamo di no, e lo affermiamo con grandissima amarezza".

Se andiamo a vedere come si è sviluppata la vicenda della partecipazione delle imprese artigiane al Macef - Salone internazionale della casa 2011 che si terrà a Milano dal 27 al 31 gennaio 2011 - non possiamo essere contraddetti dalla nostra affermazione.
Noi piccoli imprenditori artigiani della provincia di Vibo Valentia - si legge in una nota diffusa dalla Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa vibonese - siamo stati costretti a rivolgerci alla Cna affinché questa avanzasse negli opportuni ambiti decisionali la nostra protesta e si attivasse attraverso i giusti canali a far sentire la voce di quelle imprese che ambivano a partecipare a un evento di tale importanza. Va ribadito che la Regione Calabria, anche attraverso la dinamicità dell'assessore alle attività produttive Caridi, si era mossa per tempo sin da novembre 2010 per agevolare la partecipazione al Macef, mentre la Cciaa di Vibo Valentia ha ritenuto, sempre dopo la sollecitazione della Cna, che bastasse inviare il 4 gennaio 2011 un avviso alle associazioni di categoria perché garantissero entro il 12 gennaio 2011 l'organizzazione per la partecipazione delle imprese artigiane ad un così importante evento.

La conseguenza di questa “dimenticanza” non farà altro che ridurre al minimo la partecipazione delle imprese al Macef, con tutto quanto ne consegue», osservano gli artigiani vibonesi. «Forse - commentano - sarebbe il momento di intraprendere delle decisioni importanti da parte della Regione Calabria nei confronti della Cciaa di Vibo, visto che - concludono - alla Regione spettano i controlli e le decisioni in merito al buon funzionamento dell'ente camerale; così come sarebbe forse meglio che piuttosto che promuovere grandi eventi e premi letterari, cinematografici e artistici, la Camera di commercio si riappropri del ruolo che le è più congeniale e fissato dalla legge: casa delle imprese che promuove lo sviluppo del territorio, ed utilizzasse le consistenti risorse destinate a questi eventi ai veri titolari della Cciaa: le imprese».

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