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19/12/2010
Commissariata l’Asp di Vibo Valentia: il Governo ufficializza il provvedimento per infiltrazioni mafiose
Finalmente una bella notizia, di quelle che certamente lasceranno il segno nella sanità vibonese, da decenni stretta nella morsa di una trasversalità medico-massonico-ndranghetistica, di cui anche i muri sapevano ma che nessuno voleva mettere sotto processo, in cui nessuno voleva, come è solito dirsi, "alzare il coperchio" e affondare le indagini: l'Asp n° 8 è stata commissariata per mafia.
In uno dei miei ultimi posts avevo auspicato che la magistratura andasse fino in fondo, ponesse fine a questa che si è dimostrata essere una delle piaghe più dolorose della Calabria. Avevo stigmatizzato l'azione del neo-governatore Scopelliti che, in definitiva, con l'avallo delle posizioni e delle scelte del commissario ultimo dell'ASP n° 8 dott.sa Alessandra Sarlo e con la difesa del penultimo commissario della stessa Asp vibonese Rubens Curia, aveva a mio avviso svolto il ruolo che il Tayllerand svolse al Congresso di Vienna. Restaurazione piena la sua, di manager che non cambiano da 20 anni, di manager che insieme a medici poco scrupolosi e propensi agli accordi di potere (una minoranza ovviamente), hanno affosssato letteralmente la sanità vibonese, ma stranamente, in coerenza assoluta con lo slogan ultimo usato dal Peppone dello Stretto "Cambiare si può", sono rimasti nei loro posti e nei loro ruoli anche durante l'ultimo "rinnovamento" dei vertici dell'azienda. I fatti e le scelte offrono sempre la chiave di lettura migliore ad ogni maldestra interpretazione. Ed i fatti mi dicevano che nulla sarebbe cambiato con la conferma "pari pari" dei precedenti manager, quelli nominati da Antongiulio Galati, prorogati da Nisticò, riprorogati da Chiaravalloti e da Loiero, alla guida dell'ASP n° 8. Facile profeta viene definito Scopelliti, a ragione, perché la sua ipocrisia è di quelle grandi, di quelle che la dicono lunga sul modo e sui tempi di come il politico pensa di ingannare i calabresi. Capisce che ha combinato una frittata, lo intuisce in extremis, ed in extremis tenta di porre una pezza, fingendosi quasi accondiscendente con la magistratura, quando in realtà le sue scelte, messe in pratica dalla fedelissima Alessandra Sarlo, confermate pochi giorni prima, parlavano e parlano chiaro.
Ma come, signor egregio governatore, lei prima avvalla le scelte della Sarlo e poi profetizza lo scioglimento per ndrangheta della stessa ASP?
C'è qualcosa che non quadra per chi, come me, come i calabresi che hanno creduto il lei e che l'hanno votata alle ultime regionali, di non congruente. La Sarlo è donna da lei nominata, da lei sostenuta, quindi la vada a raccontare ad altri la sua presunta conversione...
Avevo, al contempo, stigmatizzato con disgusto le scelte operate dall'altro presidente regionale prima di Scopelliti, il "mitico" Agazio Loiero, quello che con gli intellettualismi di maniera a lui più congeniali, con l'arzigogolare alla azzeccagarbugli tipico di chi vuole incantare il prossimo coprendolo di fumo, con il doroteismo innestato nel suo DNA, ha contribuito a portare la sanità calabrese ai minimi termini nei cinque anni del suo mandato da governatore.
Poi, la conferma che le operazioni di restaurazione portate avanti dal neo-governatore della Calabria Peppe Scopelliti fossero nel segno del garantismo per gli amici degli amici, nel segno del clientelismo più bieco, viene dall'amico di Scopelliti, l'ultimo acquisto in saldo della Tropea che non ama il bene comune ma preferisce il proprio tornaconto, il plurinquisito per debiti e per trattative d'appalto non regolari durante il suo mandato di Segretario Generale del Comune di Torino e di commissario al contempo dell'Opera Pia Lotteri di Torino, dal Tar Piemonte e dal Consiglio di Stato: Adolfo Repice. Il conticchio sabaudo, alias il sindaco abusivo di Tropea, è sceso in campo per difendere la Sarlo e Scopelliti nelle scelte dei manager fatte ultimamanete su un noto giornale online della Calabria di cui a tergo riporterò il link. Ergo, quindi, dunque...la cosa puzza di suo, senza altro aggiungere...la sua difesa fuori campo, la difesa di chi in Piemonte gioca nel campo del PD e in Calabria in quello del PDL, la dice lunga a chi,come me, abituato a fare l'addizione elementare del due più due, ad usare la logica dei bambini, pensa e crede che la magistratura ha fatto bene. Il clientelismo è prassi consolidata alle latitudini del conticchio e del suo entourage...e Scopelliti, insieme al sena-d-ore cosen-d-ino An-d-onio Gen-d-ile, di fatto stanno con Repice, di fatto hanno scelto Repice come rappresentante e referente della rinascita turistico-sociale tropeana, peraltro dopo aver preso a Tropea, il Peppone dello Stretto, per merito nostro e non loro il 60% delle preferenze.
Lascio alla cronaca contenuta nell'articolo di Francesco Prestia, pubblicato sul Quotidiano della Calabria di ieri, i dettagli delle operazioni di scioglimento dell'USP n° 8 ed i motivi specifici dello stesso, porgendo da questo palinsesto i miei più sentiti complimenti alla magistratura e al ministro dell'interno Maroni, per l'egregia opera che stanno portando avanti per la "bonifica" di questa terra martoriata ed afflitta da una minoranza di astuti e furbi politici che a tutto pensano meno che agli interessi del popolo e della gente, di una minoranza di 'ndranghetisti criminali che l'hanno affogata nell'odio e nella barbarie, di una minoranza di massoni perversi ed affaristi, che hanno stravolto il messaggio ed il contenuto originale di fratellanza dell'antica e nobile associazione. Mi auguro che dalle ceneri di una sanità deficitaria, dalle ceneri di una sanità allo sbando, possa il sistema sanitario regionale e vibonese nei prossimi mesi, nei prossimi anni, trovare la forza e la dignità per risollevarsi ed offrire al popolo vibonese le giuste attenzioni, le giuste professionalità, la giusta accoglienza che merita.
Commissariata l’Asp di Vibo Valentia: il Governo ufficializza il provvedimento per infiltrazioni mafiose
di Francesco Prestia
È ufficiale: l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia è stata commissariata per mafia. Lo ha deciso ieri mattina il Consiglio dei ministri, accogliendo così la proposta avanzata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.
E’ stato facile profeta, nei giorni scorsi, il presidente Scopelliti quando ha annunciato che la decisione del commissariamento (alcuni, impropriamente, parlano di scioglimento) era ormai imminente.
Prima del governatore, per altro, lo aveva ripetutamente previsto il Quotidiano che rivelò, in esclusiva, l’invio a Roma di una relazione, fortemente negativa, da parte del prefetto Luisa Latella, in ciò confortata dalle unanimi valutazioni della commissione d’accesso da lei inviata all’Asp nel marzo scorso e del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
La relazione della commissione prefettizia faceva il paio, quanto a gravità delle conclusioni, con le risultanze delle indagini svolte dalla Gdf che nel2008 si occupò del modo in cui venivano espletate le gare di appalto, del reiterato ricorso alla procedura della trattativa privata per l’affidamento di lavori, della presenza di elementi sospetti tra il personale dell’azienda e tra i dipendenti di alcune ditte appaltatrici.
Nella relazione della commissione d’accesso, inviata dal prefetto anche alla Dda di Catanzaro, vengono prese in esame, per come da noi ripetutamente scritto, le principali inchieste giudiziarie che hanno riguardato negli ultimi anni l’Asp, ma anche situazioni non ancora passate al vaglio della magistratura su legami “sospetti” tra società, imprese e Asp.
Tra le inchieste, innanzitutto quella che nel 2005 riguardò la costruzione del nuovo ospedale (per altro mai iniziata) e che ha originato diversi processi. Secondo l’accusa sostenuta nell’inchiesta “Riscatto”, per pilotare l’appalto sarebbero stati pagati all’epoca tangenti per oltre due milioni di euro. A stare alle risultanze di quelle indagini, che hanno portato già a condanne in primo grado e ad assoluzioni, alcuni lavori sarebbero finiti anche ad aziende in cui erano presenti persone legate ad ambienti della criminalità, in particolare ai clan Lo Bianco e Mancuso.
Dai commissari sono state presi in esame anche alcuni casi di malasanità. Il Cdm ha inoltre sciolto il consiglio comunale di San Procopio, in provincia di Reggio, per infiltrazioni mafiose.
Francesco Prestia, il Quotidiano della Calabria, Sabato 18 Dicembre 2010
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01:53 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in *Editoriali*, Cronache e news | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: malasanità in calabria, scioglimento per mafia asp vibo valentia, azienda provinciale sanitaria vibo valentia, mafia e sanità in calabria, mafia e sanità a vibo valentia, giuseppe scopelliti, agazio loiero, mafia e politica nella sanità a vibo valentia | OKNOtizie |
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