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12/05/2010
La dignità: una poesia di Carmine Macchione
Di Carmine Macchione, tropeano di nascita e di crescita, eminente dottore nella Torino laboriosa, nella Torino della professionalità acquisita da duri e lunghi anni di sacrifici, ho pubblicato solo poche poesie, sinora tutte in vernacolo calabrese o per meglio dire in dialetto tropeano. Quella di oggi è invece una sua poesia, tratta sempre dalla raccolta 'Luci e Umbri', scritta nella lingua 'mbizzata a scola' che significa letteralmente lingua appresa a scuola, come l'autore sottolinea nel piccolo titolo che apre l'ultimo capitolo di questa raccolta. Mi piace far sapere all'autore che condivido in pieno il contenuto della stessa, richiamo quantomai necessario ai nostri giorni, nei quali questa antica e nobile sfera dell'uomo sembra essere l'ultima cosa da prendere in considerazione nei confronti e nei rapporti interpersonali.
La Dignità
di Carmine Macchione
La dignità non è merce
che puoi comprare a basso costo
sulle bancarelle di mercati rionali.
Difendi la tua dignità contro i soprusi,
contro l'invidia, contro ogni ambizione
di crescere a spese degli altri,
bramosie che chiudono la mente
in carceri di intrallazzi
e di faticanti patteggiamenti
con la tua coscienza e con quella altrui,
che tardano ad apparire
e che spesso non ci son più.
Non vendere il tuo diritto di essere
a chi, blandendoti, vuole possederti.
Non disperdere la tua dignità,
non essere come Giacobbe
che se la compra la dignità, offrendo
un piatto ruffiano di lenticchie
pur di diventare primo.
E non essere come Esaù,
che la sua dignità la vende,
spinto dai morsi
dell'istinto conservatore della fame
e dell'ingordigia che gli impedisce di pensare.
E' meglio non avere
piuttosto che avere per munificenza altrui,
che ora elargìta, ora sottratta
e non da te mai conquistata.
Ricordati che uomo sei
solo se ti ami anche con i tuoi molti difetti
e le tue poche virtù.
Non innamorarti di te come Narciso,
osservandoti in uno specchio che altera
la visione del reale,
ma sforzati di recuperare sempre
una coscienza limpida e chiara
come fresca acqua di rocca.
Rimarrai uomo,
quando, come puledro brado
che corre in praterie senza steccati
e senza fili spinati,
sarai libero di scegliere
senza chinare mai il capo per chiedere,
e quando, guardando l'azzurro del cielo
o il glauco mare,
ti sentirai felice, fratello tra fratelli.
Tratta da 'Luci e Umbri' poesie di Carmine Macchione, edizioni Calabria Letteraria. Link per l'acquisto del volume on-line qui.
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La nuova poesia di Carmine Macchione prefazione alla raccolta a cura di Sharo Gambino
01:08 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesia, poesie, carmine macchione, poeti calabresi, cultura, dignità, luce ed ombre, luci e umbri | OKNOtizie |
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