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04/05/2010

Il cavoletto selvatico ovvero lo strigolo, il bubbolino, il verzulio, lo schioppettino

cavoletto selvatico o strigolo.jpgRiprendo volentieri la pubblicazione interrotta 9 mesi fa e  dedicata alle piante ed ai fiori spontanei, che specialmente nel periodo primaverile, fioriscono ed arricchiscono le campagne di colori e di profumi assai variegati. Oggi voglio parlarvi del cavoletto selvatico, prodotto spontaneo dei campi, la cui raccolta in questo periodo dell'anno, malgrado la sua prelibata essenza in cucina non è molto promiscua. Questa è, infatti,  la stagione buona per la raccolta delle erbe selvatiche; a seconda del luogo, quelle più comuni o più facili da conoscere sono gli asparagi, la rucola, l'ortica, l'erba cipollina, l'aglio selvatico, le cime di finocchio, il cerfoglio, la melissa e il radicchio.


Il cavoletto selvatico è un' erba spontanea, oggi poco raccolta, che vi stupirà per la sua prelibatezza ed il gusto delicato: il nome latino, quello sileno.jpgusato dalla botanica è silene vulgaris.  Il suo nome si fa discendere dal greco 'siailon', che significa saliva, con riferimento alla sostanza vischiosa contenuta nei suoi fiori o anche da Sileno, mitologico compagno del dio Dioniso, tramandato dalla tradizione iconografica con il ventre rigonfio, come il calice fiorale della pianta. Questa erba, che cresce ed è usata in cucina in tutta la penisola, acquista una denominazione diversa nelle varie regioni. Il nome volgare maggiormente diffuso è strigolo, ma anche bubbolino, verzulio, schioppettino, dal sonoro rumore che provoca il suo fiore, quando lo si schiaccia sul palmo della mano. In Calabria è conosciuto come cavoletto selvatico perché le sue foglie, sfregate con le dita, emettono un suono simile a quello delle foglie di cavolo quando sono stropicciate. La pianta rassomiglia, in piccolo, alle comuni canne, ha uno stelo carnoso con foglie oblunghe e lanceolate, opposte l'una all'altra; cresce, soprattutto in colonia, nei luoghi erbosi e nei prati. Il periodo migliore per raccoglierla è la primavera, prima che la pianta fiorisca e lo stelo si indurisca, staccando i germogli apicali e le foglie più tenere. In cucina è una delle erbe più ricercate ed apprezzate dagli amanti della buona tavola. Cruda è ottima per la preparazione, insieme ad altre erbette campestri, della misticanza. Cotta, esercita un'azione depurativa e i suoi germogli possono essere bolliti per qualche minuto nell'acqua e consumati come contorno delle pietanze.

Categoria correlata ed altri fiori ed erbe spontanee cliccando qui

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Commenti

chissà...

grazie per il tuo passaggio

buona giornata
Ramy

Scritto da: Ramy | 04/05/2010

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