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12/04/2010

Sodoma e Gomorra: riflessioni profonde su una speranza autentica

354816030.jpgDopo giorni di silenzio, tratteggiati da pochi post e da poche notizie su questo blog, giunge sulla mia casella di posta un allegato di Guglielmo Lento, che come sempre, come pochi al mondo sanno fare, è riuscito a rimettere in moto un antico e mai affievolito sentimento: la speranza. La sua penna, calda e franca perché guidata dall'autenticità e dalla sincera schiettezza, diametralmente opposta a quella dei sofisti di casa nostra che invocano come i farisei del tempio " fiducia e speranza" false e convenienti,  offre a tutti noi una chiara e persuasiva sintesi, che, attraverso le città di bibblica memoria da lui citate, rende il senso profondo dei tempi e dei sentimenti che caratterizzano i nostri giorni, le nostre rispettive città: Tropea e Gela. Entrambe, per vie e per storie diverse, rappresentano metaforicamente, e forse non solo metaforicamente, una proiezione simbolica di quelle città bibliche, conosciute e storicizzate come le città del nulla e della perdizione. Mi ha giovato questa lettura, mi ha ridato coraggio caro Gugliemo ed è per questo che non finirò mai di ringraziare il cielo per averti riscoperto e per poterti annoverare fra i miei amici più cari. Buona lettura


1807607250.jpgSODOMA E GOMORRA ...FUSSE CA FUSSE......

Negli ultimi tempi,cari lettori di Fascio.....e martello e di Tropea.....per amore, lo avrete notato, scrivo sempre meno.

Meno pezzi, meno faragule, meno provocazioni.

Forse perché credo di essermi reso conto, spero di sbagliarmi, che si tratta sempre più di "flatus vocis" o, ma non vorrei dare troppo spazio alla mia connaturata e naturale presunzione, di "vox clamantis in deserto".

Anche perché tutto starebbe ad avvalorare la mia tesi.

L'imbarbarimento, lo dico con la morte nel cuore, della vita e della lotta politica a Tropea, basta solo osservare e tener conto degli ultimi accadimenti.

Beyrutiani, potremmo definirli, basterebbe solo leggere le cronache degli attentati incendiari e degli omicidi, basterebbe leggere i commenti ai pezzi, pur sempre molto sopra le righe di Lucio Ruffa, là troviamo minacce,offese personali,promesse di mazzate.....

Diamoci una calmata...tutti.

Io non mi ci ritrovo, non mi riesce di riconoscermi in questa realtà che ritengo barbara.

Ma se Atene piange, Sparta certo non ride.

In Sicilia, a Gela, il disastro è ancora maggiore.

Il progetto del Partito Democratico, e questo dovrebbe far pensare un po' tutti, sembra venire, quotidianamente, minato alle fondamenta dal malsano ed innaturale rapporto che alcuni dirigenti regionali, pur sonoramente sconfitti dal popolo delle primarie, cercano di gabellare come il nuovo che avanza, l'appoggio al governo Lombardo-Miccichè.

A Gela, invece, si fa strame delle regole della democrazia, non si accetta il verdetto delle primarie ed il perdente, che è anche il coordinatore del partito per la provincia di Caltanissetta, continua a rimanere in carica pur promettendo o minacciando, non si sa bene, di candidarsi comunque a sindaco.

Con il simbolo o senza il simbolo del PD.

Anche in presenza di altro candidato che legittimamente detenga il simbolo.

Lupo dove sei?

Che fai?

Come avrei potuto conversare con voi con questo "cotugno" nello stomaco?

Mala tempora.

Ma c'è sempre un ma.

Il ma è la dichiarazione di Mons Mogavero, Vescovo di Mazzara del Vallo, che riferendosi alla presa di posizione sua e di altri due eminenti e coraggiosi presuli, monsignor Morosini vescovo di Locri e Gerace e monsignor Montenegro arcivescovo di Agrigento, a commento del documento CEI sul mezzogiorno :"Se dopo Pasqua nessuno ne parlerà più, avremo fallito".

Eccellenza, con umiltà, se me lo consente, vorrei parlarne io, oggi, che Pasqua è passata.

Per quanto so e posso.

Vorrei parlarne oggi in una bellissima giornata di primavera, con il garrire delle rondini a fare da sottofondo al mio scrivere su questa scrivania, in quello che fu ed è il mio ambulatorio, in quella che io chiamo la mia isola che non c'è.

Di mons. Montenegro ho avuto modo di parlare in occasione dell'Epifania, quando ebbe a registrare,non collocando i re magi nel presepe, che i saggi re orientali erano stati fermati alla frontiera come immigrati clandestini, e della festa di San Caloriu da lui definito extracomunitario e "vù cumprà".

Mons Morosini, invece, si è perfettamente inserito in quella che era la scia tracciata dal suo predecessore, ora arcivescovo di Campobasso, l'ex prete operaio Mons Bregantin.

Mons. Mugavero, l'ispiratore-provocatore di questa nota, da anni è a capo della diocesi di una città, Mazzara del Vallo, dove l'integrazione con i fratelli dell'altra sponda è un esempio di civiltà e cultura.

Ma la felice sorpresa è che oggi debbo aggiungere,a questi illustri pastori,il Vescovo della mia amata Tropea,Mons Luigi Renzo Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

Ho avuto la fortuna di vederlo quest'anno in occasione della festa della Madonna di Romania.

Di lui mi hanno colpito lo sguardo intenso e l'atteggiamento sereno dell'uomo di studio.

Con questo non voglio dire che l'uomo di studio sia uno che riflette ed analizza solo le cose del passato su libri ammuffiti in un'altrettanto ammuffita biblioteca.

Quest'uomo trae linfa e vigore da questo stile di vita per potere, poi, agire con determinazione.

Questo ha fatto il nostro pastore impedendo che l'Affruntata" di Sant'Onofrio continuasse a rappresentare la passerella per i nuovi 'ndranghetisti.

E così è stato.

In altri contesti, in altre occasioni, abbiamo affermato che il ponte delle idee, della cultura, della condivisione, potesse essere l'unico ponte auspicabile per unire le due sponde dello stretto.

Lo ribadiamo oggi con forza.

Abbiamo la fortuna di avere quattro solidi pilastri: Mons. Mogavero, Mons. Montenegro in Sicilia, Mons. Morosini e Mons Renzo sull'altra sponda, in Calabria.

Mi è sempre stato detto che sarebbe bastato un solo giusto per salvare Sodomia e Gomorra.

Noi ne abbiamo quattro.

La speranza non è morta.

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Commenti

Caro Guglielmo come hai ragione! Basta un giusto per salvare Sodoma e Gomorra. Però mi chiedo e ti chiedo: chi può ritenersi un giusto? Chi può dichiararsi detentore della verità? Chi può assurgersi all'essere giudice? Io che "Credo" ho mille perplessità ed ho imparato ma, spesso lo devo però ricordare, l'importanza del concedere il beneficio del "dubbio" al prossimo mio così come vorrei venisse dato a me.
"Chi non ha colpe scagli la prima pietra!".
E' di questi uomini di "buona volontà" che tu citi la vera leadership morale e civile di cui la nostra povera comunità dovrebbe fregiarsi!!!!

Scritto da: sorbirina | 12/04/2010

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Ti rispondo dopo un anno amica Caterina e lo faccio con una coscienza ancor più consapevole rispetto all'anno scorso. E'vero che basta un giusto per salvare Sodoma e Gomorra come l'amico Guglielmo diceva, come il tuo commento sottolineava, ma se quel giusto se ne sta in disparte, se quel giusto se ne sta in silenzio, se quel giusto preferisce abdicare, allora nemmeno quel giusto potrà essere utile a salvare un bel niente.
E' l'ora dell'impegno concreto, senza se e senza ma. E' l'ora per chi ama il proprio paese di prendere posizioni nette e rigorose. E' l'ora per chi ama il proprio paese che partecipi fattivamente alla sua rinascita. Il resto è solo retorica, spesso sterile, anche se intrisa di buoni sentimenti, di buone intenzioni. C'è una Tropea da salvare, c'è (credo) una Gela da recuperare. Ed allora senza se e senza ma, manifestiamo e sosteniamo quei giusti che con "flatus vocis" hanno gridato, hanno rischiato, hanno manifestato il loro dissenzo. Altro non c'è da fare. L'immaginario è una bella cosa, specie se vissuta nel luogo del proprio io, delle proprie sensazioni, del "vorrei e desiderei questo e quell'altro". C'è invece una scelta di campo da fare, che non sia quella del meno peggio, ma quella dell'investimento per il futuro e per i prossimi anni. Questa è la scelta a cui sono chiamati gli uomini e le donne di buona volontà, malgrado non possa essere la scelta desiderata fino in fondo, malgrado non possa essere la cosiddetta scelta ideale. E sono ceto che se vivesse ancora fisicamente l'amico Guglielmo non esiterebbe un istante ad approvare e a sostenere queste posizioni!

Scritto da: Lucio ovvero io | 15/04/2011

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