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01/04/2010
"Cu avi mangia e cu non avi talia" ovvero "Chi ha mangia e chi non ha sta a guardare"
CU AVI MANGIA..CU NON AVI TALIA
METAFORA DEL RICCO NORDEST DEL 2010
Sciascia, credo uno degli intellettuali più lucidi del secolo scorso, faceva dare questa definizione del liberalesimo ad un suo concittadino che aveva assistito, in campagna elettorale, ad un comizio di un esponente di quel partito che fu,tra gli altri, di Luigi Einaudi.
Questa definizione, credo, stia bene anche oggi, soprattutto se riferita all'episodio che vi racconterò, che penso non vi sia sfuggito.
"Cu avi mangia e cu non avi talia".
"Chi ha mangia e chi non ha sta a guardare"
Così faceva dire, nelle "Parrocchie di Regalpetra", al Regalpetrese, in risposta al compare, che gli chiedeva la definizione del credo politico del liberalesimo, di un certo, forse malinteso, liberalesimo.
E, per non tirarla eccessivamente alla lunga, veniamo ai fatti.
Nel Nordest, il ricco Nordest delle partite IVA, delle microimprese, degli evasori fiscali, è successo il fatto, la faragula che vi voglio raccontare.
Credo che sia successo in un comune della provincia di Treviso, ma non ha troppa importanza. E' successo nel Veneto, sicuramente.
Causa la diminuzione dei trasferimenti dal Centro ai Comuni, si è dovuto procedere a dei tagli.
Il comune al quale mi riferisco, quello che è balzato agli onori della cronaca, si è visto costretto a pretendere che i bimbi della scuola dell'obbligo, quelli che frequentavano le scuole a tempo pieno e, consequenzialmente, la refezione scolastica, pagassero un ticket.
Però, a causa della recessione economica, che c'è ma non bisogna nominarla, altrimenti si rema contro, un certo numero di genitori, non so quantizzarli, benché viventi in una zona di opulenza, non riuscivano a pagare questo ulteriore balzello.
Ergo, i bambini delle famiglie, incapienti mi pare si dica, andavano sì alla refezione assieme agli altri, ma gli veniva servito solo un panino e dell'acqua di rubinetto (aqua fontis et mica panis) come scrivevano i vecchi medici nelle loro incomprensibili ed inutili prescrizioni terapeutiche.
A pane ed acqua, rispolverando i vecchi termini e le vecchie abitudini carcerarie.
Anzi, meglio, come precisava la sindachessa di quel felice e solidale comune, l'acqua era di rubinetto ma il panino era imbottito, di più non si sarebbe potuto fare.
Ma questo sarebbe stato niente al confronto di quanto dichiarato da qualche genitore, da quasi tutti i genitori.
Uno, in particolare.
"Se vado al ristorante e non pago, mi costringono a lavare i piatti o chiamano i carabinieri"!
Io, penso però succederà a molti, sono rimasto terribilmente scosso da questa affermazione, fatta da un padre.
Dimostrava, così, una totale assenza di una qualsiasi sensibilità, o senso di solidarietà.
Per questo, forse, contemporaneamente, mi è venuto da pensare a Leonardo Sciascia ed al suo concittadino regalpetrese.
Anche in questo dimostrava di avere ragione.
"Cu avi mangia e cu nun avi talia"!
Per gli altri racconti di Guglielmo vedi:
Il diario di Federico Guglielmo Lento
21:39 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Il diario di F. Guglielmo Lento | Link permanente | Commenti (6) | Trackback (0) | Segnala | Tag: racconti, fiabe d'autore, faraguli, guglielmo lento, solidarietà, leonardo sciascia | OKNOtizie |
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Commenti
Caro on. mi sarei aspettato un commento sulla spaccatura della sua città che lei tanto ama e non certo l'ennesima faravula............
con rinnovata stima
Scritto da: la primula ROSSA | 01/04/2010
Rispondi a questo commentoal caro amico che non si firma,posso dire che io solo queste so fare,raccontare faraguli,che forse possono spingere a pensare considerare. Non hanno certo l'intento di gabbare il prossimo. Questo mai. Credo di non meritare rimproveri,nemmeno velati,nemmeno anonimi,per il fatto che l'amore per questa città non mi ha portato mai ad ergermi a paladino a pensare di poterne essere il Salvatore. Se le mie parole hanno ingenerato queste impressioni,dico subito che sono false e,comunque mi scuso di essere stato di scandalo.
La spaccatura di Tropea e certo me ne dispiace,non credo in alcun modo di averne responsabilità,non ho formule magiche,mai ne ho avute,per risolvere questi grossi problemi,per uscire da questi mali passi. Comunque,caro amico,avrei preferito che mi guardassi diritto negli occhi,ma non te ne voglio,ti auguro di cuore una buona Pasqua. E questa non è una faragula.
Federico Guglielmo Lento Fu Giovanni e Fu Pascale Aurora
Scritto da: guglielmo | 03/04/2010
Rispondi a questo commentoP.S.: La Faragula è stata scritta,abbastanza prima che si conoscesse il risultato elettorale,che mi addolora perchè da il quadro di una città divisa,dilaniata,in un periodo particolare che sembra averla trasformata in una sorta di Beirut.Iddio e la Beata Vergine di Romania ci guardino.Santa Domenica ed I venerabili Padre Mottola e padre Di Netta,intercedano per tutti noi.
Scritto da: guglielmo | 03/04/2010
Rispondi a questo commentoCAPISCO!!!!!!!!!! una Buona Pasqua di serenità per TUTTI i suoi cari.
Scritto da: la primula ROSSA | 03/04/2010
Rispondi a questo commento...che da lunedì sono aumentati,mi è nata una bellissima nipotina,Valentina Vella,e per Lei e,se lo volete, per voi spero di continuare ancora a raccontare faragule. Di cuore buona Pasqua a te,amico mio, a tutti voi.Guglielmo
Scritto da: guglielmo | 04/04/2010
Rispondi a questo commentoauguri per il lieto evento on.questo momento è l'essenza della vita!!!!
Ritengo già fortunata la nuova arrivata Valentina, ad avere un nonno come lei.
di cuore auguro tantissima salute è felicità.
Scritto da: primula rossa | 06/04/2010
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