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18/01/2010

Nitto Palma a Tropea

Nitto Palma a Tropea.JPGLa mia città è bella, bellissima, lo dico con un cerrto vanto, con enorme orgoglio, ma è stata trascurata da tutti. Su questo credo non ci siano dubbi. Ed io allora alzo la voce, lo grido e lo griderò fin tanto qualcuno non si accorga del grave danno che questa situazione arreca non solo alla Tropea borbonica che per secoli è rimastra fedele al "Regno" ma all'intero territorio vibonese e per traslato all'intera Calabria. Sembra accorgersi di questo il governo centrale, che oggi manda a Tropea un suo degno rappresentante: Nitto Palma. Eravamo al Museo Diocesano, dove ieri c'è stata Angela Napoli che ha relazionato sul tema "La rinascita di Tropea". Il contesto oggi era diverso. Diverso era lo scopo di quest'incontro. Si presentava alla cittadinanza e ai sindaci della zona il nuovo pacchetto sicurezza e i relativi finanziamenti che stanno arrivando per mettere a punto la cosiddetta "nuova presenza" dello stato a queste latidudini. Era ora che si accorgessero di questa perla. Sono felice di questa nuova attenzione sulla città. Speriamo non sia solo il solito "fuoco di paglia". Nitto Palma è un gentlemen, parla pacato, ha un lessico incisivo e forbito. Dice tante cose. Ci parla di Stato, di presenza, di istituzioni, di sanità, di solidarietà, di prefetture, di Rosarno e degli ultimi fatti che non piacciono a nessuno, che screditano la Calabria e la proiettano in una dimensione non sua: quella di un razzismo non veritiero, che non gli appartiene. Ma procediamo con ordine...


L'appuntamento era per le 11,00 ma il ritardo è quasi scontato in questi casi. Si tratta di un sottosegretario importante quello atteso oggi in città. Scorta, presidenti, sindaci, un bel movimento che lo attende. C'era la Rai e la TV locale con le varie emittenti presenti sul territorio. C'era il prefetto Latella, il commissario prefettizio Cirillo che attulmente regge il comune di Tropea. C'erano moltissimi cittadini. Tropea riceverà per il centro storico e la sua sicurezza 400mila euro. Altri finanziamenti per un importo complessivo di 2 Milioni di euro saranno distribuiti per lo stesso fine ad altri comuni del vibonese. "Lo stato non è solo il governo, ci sono altri organi ed altre istituzioni in questa macchina complessiva chiamata Nazione. Ognuno con competenze ed attitudini diverse. Occorrerebbe che ognuno facesse la sua parte affinché il tutto funzioni bene. Il prefetto ad esempio è la massima autorità presente sul territorio ed il segno di questa importanza, piccolo ma incisivo; sarebbe anche  ora di dotarlo di una struttura fisica, un luogo che possa rappresentarlo degnamente. Un palazzo prefettizio importante, imponente, sarebbe una dimostrazione dell'importanza strategica della prefettura per questo territorio ultimo nelle classifiche italiane per reddito e per povertà. La prefettura è lo stato." Capisco questo passaggio solo dopo; ho appena letto sul quodidiano della Calabria che si sta discutendo sull'opportunità di trasferire la prefettura presso in neo-ristrutturato Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia. Qualcuno è a favore, qualcun'altro contrario. Fra questi anche l'ex deputato Michele Ranieli. Ma chissenefrega di questa polemica, ci dice Nitto Palma. La prefettura ha un ruolo decisivo per la lotta alla mafia; dev'essere autorevole e quindi dotata di una struttura efficiente.

Ci parla di società e di malcostume Nitto Palma. Ci dice che poco o niente può fare lo stato nel caso del settore sanitario. "Senza polemica e non perché si è in campagna elettorale, posso affermare che sulla sanità calabrese molte responsabilità sono della Regione Calabria e non del governo centrale". Poi glissa e dice una sacrosanta verità sul caso Rosarno: "ci hanno voluto dipingere come un popolo razzista, ma noi non lo siamo. La Calabria è una terra generosa e forte, che da secoli vive di accoglienza e di ospitalità. Questa storia ci dipinge come un popolo che non ama il diverso, ma così non è e così mai sarà". Parla ancora di giovani, di cervelli calabresi costretti ad emigrare, che in regione non trovano niente e poi in altre zone si affermano e spiaccano su tutti. Di meccanismi distorti nella rappresentatività politica. Ci parla di lotta alla ndrangheta eviscerando dati e numeri che questo governo ed il suo ministero ha prodotto: dati oggettivamente indiscutibili di cui va dato merito. Poi lascia la parola al commissario prefettizio Giovanni Cirillo che ci spiega il progetto sicurezza e quello che prevede nel dettaglio. Ma di questo ne riparleremo in un prossimo post.

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