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26/11/2009
Il Senato della Repubblica boccia la RU 486.
Da oggi il nostro blog si arricchisce della presenza e degli scritti di una cara amica tropeana: Caterina Sorbilli. Con lei e con Umberto Donato, un altro amico di Pizzo, stiamo cercando di valorizzare e dare visibilità all'enorme patrimonio storico-cultulale, paesaggistico, folkloristico e gastronomico calabrese sul sito siciliano fascioemartello, complice un tropeano della "diaspora" di vico Manco: Guglielmo Lento. Questo è il primo post che Caterina pubblica su queste pagine ed è per questo che la saluto con enorme soddisfazione, cogliendo l'occasione non solo per ringraziarla ma anche per proporre a tutti coloro che lo volessero, di partecipare al progetto che l'Associazione "Tropea per amore Onlus" contenuto e schematizzato nello statuto associativo, di farsi avanti e di proporsi come collaboratori anche occasionali di questo progetto: la porta è aperta a tutti. Usate il form contatti e fatevi sotto senza timore.
Il Senato della Repubblica italiana ha deciso il blocco dell'utilizzo della pillola abortiva RU486 che da poco tempo aveva trovato applicazione dietro parere favorevole dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), lasciando il compito di decidere al Governo. Lo scontro in Senato è stato trasversale ma alla fine quella moltitudine di integralisti e perbenisti fautori del Family day hanno avuto la meglio, supportati dal Ministro Sacconi.
Chi scrive è una madre convinta, che ha avuto la fortuna di realizzare il suo sogno mettendo alla luce, non senza difficoltà, due splendide bambine. Faccio questa premessa proprio per far comprendere il mio convincimento culturale e religioso che vede nella "procreazione" il dono più bello che l'umanità possegga. Ciò, però, non mi eleva al di sopra di tutte quelle donne che per necessità, convinzione, malattie, incapacità di svariata natura si trovano ad intraprendere la strada dell'aborto. Non è mai una scelta superficiale o facile, molti studi medici di fama internazionale hanno evidenziato che nelle donne, che hanno praticato un aborto, l'insorgenza di malattie mentali è fortemente accentuato. Decidere di abortire spesso è il frutto del non "vedere" alternative, del sentirsi sole, usate, del non reputarsi all'altezza del compito.
Esercitare il diritto del "Libero arbitrio" non è solo un aspetto religioso ma, deve essere un presupposto su cui ogni Governo democratico e moderno deve porre le basi per ogni discussione e legge di carattere etico e morale. Da donna voglio avere la possibilità di decidere se e come abortire; soffrire ulteriormente per un eventuale intervento chirurgico o il solo pensiero di affrontare la sala operatoria, per chi ha preso questa difficilissima decisione, non è un deterrente. Chi matura questa decisione ha già deciso di giocare con la morte, con quella di un figlio, è non ha reticenze a giocare con la propria esistenza.
Bloccare eventualmente la RU486 non farà incrementare le nascite: per far questo ci vogliono politiche sociali concrete e ed efficienti, legiferare in favore delle famiglie come nucleo fondante di uno stato.
Oggi non si abortisce più del passato, oggi ci sono però meno "Mammane" che praticano aborti clandestini, meno rischi , meno scandali, meno famiglie con cui condividere i problemi. Stranamente, in un mondo emancipato come il nostro ci ritroviamo, dopo quarantenni dalle lotte femministe, ancora a rivendicare la nostra libertà di scelta, il nostro diritto di decidere come affrontare quella che è una tragedia.
Compito di uno Stato è anche questo:offrire la possibilità di scelta, garantire alle madri i mezzi con cui crescere il proprio bambino, assicurare assistenza non solo nel momento del parto, offrire servizi ed opportunità a chi decide di mettere al mondo dei figli.
Personalmente ho la fortuna di credere in un Dio grande, che ha voluto concretizzare in me il suo mistero, che lascia liberi di decidere, che non abbandona ma sa perdonare e che, a chi sa guardare verso Lui, fa trovare serenità e pace.
Un'ultima riflessione che vuole essere anche un'esortazione: per ogni difficoltà ci sono tanti modi di affrontare un problema, chiusa una porta si aprono mille portoni e non c'è cosa più bella al mondo che tenere in braccio la propria creatura anche solo per un minuto, prima magari di darlo in adozione alle tante famiglie che, sempre di più,non possono averne.
Caterina Sorbilli
21:26 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Politica | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: leggi italiane, leggi sull'aborto, ru485, legge 485 sull'aborto, caterina sorbilli, politica italiana, senato della repubblica | OKNOtizie |
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Commenti
Ho letto l´articolo di Caterina.....io condivido pienamente tutto....Io ho partecipato con il Lebenszentrum di Vienna a svariate manifestazioni per la vita....Personalmente sono stato attivo davanti alla piu' famosa clinica abortistica austriaca, avendo la fortuna di convincere piu' di una quindicina di giovani donne a non entrare nella clinica, salvando i loro bambini....In calabria dovrebbero nascere delle associazioni,come questa viennese, che danno sostegno anche dopo la nascita del bambino, in modo che queste mamme non si sentano abbandonate e abbiano un punto di riferimento per tutte le problematiche del bambino
Saluti
Antonio Cotroneo
Scritto da: antonio Cotroneo | 28/11/2009
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