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23/10/2010

Reggio Calabria: la città della fata morgana

Reggio Calabria Panoramica.jpgReggio Calabria è conosciuta ovunque, oltre che naturalmente con il suo nome, come la città della Fata Morgana: già nel 1774 Antonio Minasi, domenicano e professore di botanica all'Archiginnasio romano della Sapienza, dedicava alla principessa Vittoria Guevara un prospetto della città di Reggio '...con la vaga veduta della Fata Morgana..'

Il fenomeno delle case e dei monti circostanti che appaiono e scompaiono dal mare davanti alla città è davvero unFata morgana sullo stetto di Messina.jpg fenomeno singolarissimo, ma solamente complementare alle bellezze che Reggio Calabria possiede in abbondanza, datele da quella stessa natura che, per uno strano destino, ha voluto poi distruggere quello che in precedenza aveva dato, formando un suolo quanto mai instabile e pericoloso per i continui e terribili terremoti.


Dall'ultimo di questi, il più grave, quello avvenuto nel 1908 e che interessò molte altre città della costa calabra e siciliana, è uscita la nuova Reggio, la più grande e più moderna città della Calabria. Essa è l'estrema punta della penisola, con il suo mare sfolgorante di piante, le più profumate e strane, che offre un panorama incantevole, quasi uno scenario da sogno, e si chiude all'orizzonte con la visione dell'Etna, il più grande vulcano d'Europa, dalla vetta - spesso anche d'estate - ammantata di neve.

Reggio Panoramica.jpg

Situata all'estremo sud della penisola italiana, Reggio Calabria è in magnifica posizione nel maestoso scenario dello Stretto di Messina e ai piedi dell'Aspromonte. La felice combinazione di fattori ambientali permette tra l'altro la coltivazione del più profumato degli agrumi, il bergamotto, che riesce a fruttificare nel mondo esclusivamente qui. Dal bergamotto si ricava la preziosissima essenza, base fondamentale dell'industria profumiera.

In primavera e ad inizio della stagione estiva, quando il caldo non è afoso e umido, passeggiare per le strade di Reggio Calabria vuol dire respirare mille profumi piacevoli, tra i quali si distingue quello della zagara; in inverno invece è il clima mitissimo e il sole tiepido ad invogliare a lunghe e piacevoli passeggiate.

Reggio Calabria Il lungomare.jpgLa via marina, oggi lungomare Italo Falcomatà, si snoda per oltre un chilometro di lunghezza e con piacevoli passeggiate lungo la spiaggia, ora tra le palme, ora lungo i luminosi piazzali, ora all'altezza dell'anfiteatro, noto come 'arena' e del monumento a Vittorio Emanuele III, luogo di rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Questa zona della città è un vero e proprio museo naturalistico all'aperto: tra le varietà che si incontrano basta ricordare il Ficus magnolideis, il Phoenix canariensis, la Washingtonia filifera, la Eritrina crista-galli, il Pittospurum tobira. Lungo questa via, si potranno ammirare inoltre i palazzi in stile Liberty, dall'ornato ferro battuto e dai vetri multicolori; i momumenti dedicati ai reggini illustri, il monumento dedicato ai caduti della rivolta della città del 1970, gli scavi delle mura greche e delle terme romane.

Reggio Calabria Arena.jpg

La città appare anche ricca di monumenti d'arte e di costruzioni imponenti che ricordano il suo antichissimo passato: ed ecco il grande Museo Nazionale della Magna Grecia, centro propulsore di studi e di ricerche nel campo della storia, della cultura e dell'archeologia; la Cattedrale, il più grande Tempio della Calabria; il maestoso e imponente Castello Aragonese; la Biblioteca Comunale, che raccoglie ricche collezioni e le raccolte di libri lasciati dallo scrittore calabrese Corrado Alvaro, e altre biblioteche ancora, che affermano la ricchezza e la passione per gli studi e la cultura della bella e interessante città di Reggio.

Museo Nazionale RC.jpgLe moderne e luminose sale del Museo Nazionale della Magna Grecia raccolgono doviziosi cimeli della civiltà greca nell'Italia meridionale: è qui affluito materiale proveniente da Locri e dagli scavi effettuati non solo in Calabria ma nella vasta regione che costituiva l'antico Bruzio; vi è raccolto inoltre materiale preistorico e poi dei rari esemplari di monete antiche, iscrizioni, sculture in marmo, ceramiche, mosaici, sculture del Medioevo e del Rinascimento, quadri celeberrimi di pittori d'ogni tempo e, attrazione degli ultimi anni, i famosi bronzi di Riace. Su tutti oso segnalare la ricca collezione di monete, con più di 5000 nummi d'oro, d'argento e di bronzo, con incisi simboli e iscrizioni della Magna Grecia, e poi vasi, terracotte, statuette di metallo, 'pinakes', ovvero offerte votive, frequenti nella civiltà greca, sculture greche e romane, ritratti scultorei di divinità e resti vari di statue e di iscrizioni.

Tra le sculture meglio conservate un gruppo fattile equestre rappresentante un uomo su un cavallo, il quale a suaPinakes a Reggio Calabria.jpg volta poggia su una sfinge; l'opera, com'è oggi, è dovuta ad un paziente lavoro di ricostruzione. Rinvenuta in frammenti durante scavi effettuati a Locri, fu amorosamente e pazientemente restaurata: si crede che appartenga al V secolo a. C. Per indirizzo e mappa premere qui.

Al lato sud della città sovrasta l'imponente mole del Castello Aragonese: la sua solidità fu messa a dura prova durante questi secoli dal succedersi degli sconvolgimenti tellurici, ed essa fu l'unica costruzione a resistere ai tremendi terremoti che si sono imbattuti in Calabria. Il Castello venne edificato dagli Aragonesi, che si mostrarono sempre favorevoli alla città, nel XV secolo e ancora oggi le sue poderose torri cilindriche sembrano custodire l'azzurro mare dello Stretto.

reggio calabria castello aragonese.jpg

Nella piazza omonima sorge il Duomo di Reggio, di stile romanico molto decorato, in particolare sulla facciata; nella breve e bassa scalinata che corre lungo tutta la parte anteriore si levano, su alti piedistalli, le statue di due santi: Paolo e Stefano. Sono stati qui collocati per essere stati l'uno, Paolo, l'apostolo che iniziò la diffusione della parola di Cristo da Reggio; l'altro, Stefano, molto venerato dalla città per esserne stato il primo vescovo. Nell'interno si trova, incorporata nella chiesa nuova, la seicentesca austera Cappella del SS Sacramento, che è stata dichiarata monumento nazionale. Altra opera pregevole è il pulpito di marmo adorno di un bassorilievo, opera di uno scuiltore calabrese, Francesco Ierace, che è anche l'autore delle statue dei due santi; nell'interno inoltre si trovano quadri di buona fattura, del XVII secolo e statue di apostoli, opera di diversi artisti della regione.

Duomo di Reggio Calabria.jpg

Reggio biblioteca_de_nava.jpgUn cenno particolare meritano, a Reggio Calabria, le biblioteche: si tratta evidentemente di un interesse dovuto alla conservazione del libro, che è inteso come fonte di cultura, di attività professionale, o semplicemente d'informazione. D'altra parte una città come Reggio Calabria, in cui vi è il ricordo dell'antica e gloriosa civiltà, di cui tante espressioni artistiche sono conservate nel museo cittadino, non può non avere, tra le biblioteche, una specializzata in testi antichi. Si conserva così, in questa speciale sezione, una tavola di bronzo ritrovata negli scavi dell'antica Terina, un interessante documento scrittorio del IV secolo a.C, e poi un altro documento, questo di carattere politico, del nostro Risorgimento: la Protesta dei Deputati napoletano, in data 1848. Nella Biblioteca Comunale si è voluto ricostruire, anche nei mobili e negli oggetti che furono testimoni della sua arte, lo studio di Corrado Alvaro; nella stessa biblioteca si conservano importanti manoscritti storici, come quello del 'De Rebus Rheginis' di Gian Antonio Spagnolio, e politico-amministrativi, come la 'Prammatica del Vicerè don Piero di Toledo per la Terra di Stilo', del 20 Luglio 1542. Nè, in questo rapido quadro, vanno dimenticate le biblioteche ecclesiastiche, ricche anch'esse di manoscritti filosofici e teologici, e quella ordinata dalla Stazione Sperimentale delle Essenze, che conserva libri, opuscoli, riviste straniere specializzate e trattanti gli studi tecnici e scientifici che sono alla base dell'attività della Stazione sperimentale. Anche alcune biblioteche private attestano l'amore per i libri e la cultura in questo bellissimo angolo d'Italia dal chilometro più bello dello stivale. Nè, in questo rapido quadro, vanno dimenticate le biblioteche ecclesiastiche, ricche anch'esse di manoscritti filosofici e teologici, e quella ordinata dalla Stazione sperimentale delle essenze, che conserva libri, opuscoli, riviste straniere specializzate e trattanti gli studi tecnici e scientifici che sono alla base dell'attività della Stazione sperimentale. Anche alcune biblioteche private attestano l'amore per i libri e la cultura in questo bellissimo angolo d'Italia.

Cenni Storici su Reggio Calabria

Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. profughi Messeni si collegarono con gli originari abitanti Calcidesi, già residenti nella località, accrescendo la città di Rhegion. Gli uni e gli altri, come pure la città, erano di origine greca, di quei Greci che avevano abbandonato la loro patria piccola ed insufficiente ai bisogni di tutti, per cercarne un'altra nelle vicine coste italiche che, pur differenti, ricordavano quelle dell'Egeo; di quei Greci che seppero così profondamente influenzare tutta l'Italia meridionale tanto che questa fu poi chiamata 'Magna Grecia', la Grande Grecia, Rhegion, fu fra le città che maggiormente si distinsero nel preparare e nel formare la nuova civiltà greca in Italia. Fino al V secolo a.C., Reghion propserò sotto un governo di aristocratici, temperato dalla costituzione che il siciliano Caronda aveva dato alla città: non mancarono di certo in quel periodo momenti difficili, causati da lotte intestine  e dall'ampliamento dei domini della città, la quale si estese fino a confinare con il territorio posseduto da Locri. Un altro motivo dell'espandersi commerciale e politico della città fu dovuto al fatto che Reghion si trovava in un punto molto favorevole, all'incrocio con le principali vie di comunicazione e di traffico dell'epoca.

Nel V secolo a. C. i gravi avvenimenti che si verificarono nella Grecia con l'invasione persiana, nell'Italia con la lotta fra Cumani ed Etruschi, causarono la perdita dell'indipendenza di Reghion, che divenne preda di Anassilao: costui, nel 494 a.C., si fece signore della città, apprestandosi a contrastare l'espansione etrusca. Dopo aver occupato l'altra sponda dello stretto, costruì una formidabile stazione difensiva a Scilla, in modo da ostacolare con ogni mezzo la traversata per le navi nemiche. Per assicurare poi il suo dominio interno e per le mire espansionistiche che nutriva, Anassilao si legò al potente tiranno di Siracusa, Gelone; in questa epoca Siracusa era la città più potente della Sicilia, e il matrimonio fra Gerone, fratello di Gelone, con una figlia di Anassilao, consolidò senz'altro la potenza di quest'ultimo. Dopo la morte di Anassilao, avvenuta nel 476 a.C, Reghion fu governata, in nome dei figli di lui, da Micito, che strinse un'alleanza con la città di Taranto, ma la lega subì una grave sconfitta da parte dei làpigi nel 471. Dieci anni dopo la morte del padre, i figli di Anassilao assunsero il governo di Reghion, ma ne furono cacciati del 461 a.C.

Durante la guerra del Peleponneso, che vide tutte le città greche della madre patria e dell'Italia in lotta acerrima tra loro, essendosi Locri, rivale di Reghion, schierata con Sparta, la città dello stretto si alleò con Atene, ed ebbe a subire travagliate vicende. Quando invece scoppio il conflitto fra la maggiore città della Grecia e Siracusa, Reghion in un primo tempo rimase neutrale, ma poi, direttamente minacciata dalle mira espansionistiche di Dionisio, tiranno di Siracusa, entrò nella lotta a fianco degli Ateniesi. Duramente sconfitta dalle truppe siracusane sull'Elleporo, nel 386 a.C, fu assediata per 11 mesi e alla fine presa per fame: le mura furono abbattute e la città distrutta.

Dionisio il grande la ricostrui con il nome di Febèa. Cento anni dopo la distruzione, nel 280, Rhegion si trovò coinvolta in avvenimenti molto gravi: impressionata dai continui successi Pirro, ostile alla protezione cartaginese, chiese l'alleanza a Roma, la nuova potenza italica. I Romani risposero all'alleanza mandando 4000 Campani perché difendessero la città, ma forse a causa di antiche rivalità mai sopite, questi soldati si fecero padroni assoluti della città, dopo aver fatto strage degli abitanti. Conclusa la guerra con Pirro, Roma tolse la città ai Campani e la riportò con i pochi superstiti latinizzandone il nome in Rhegium: divenne una città federata e dopo la guerra sociale, nell'89 a.C, municipio romano. Il processo di romanizzazione, anche se intenso, - Augusto le diede il nome di Rhegium Iulium -  non influì molto sul carattere greco della città, che conservò ancora per lungo tempo la lingua originaria, senza conoscere la decadenza come avvenne per le altre città della Magna Grecia, grazie alla favorevole posizione.

Al tempo delle invasioni barbariche cadde tra le ultime città nelle mani di Alarico, che la devastò; con la riconquista bizantina dell'Italia meridionale Reggio fu posta a capo della regione amministrativa della Calabria e divenne sede arcivescovile. Per un certo periodo, la prima metà del X secolo, fu dominio saraceno, per essere poi di nuovo conquistata da Bisanzio. Roberto il Guiscardo, il più potente principe normanno se ne impadronì nel 1059: Reggio divenne così per i Normanni il ponte per la conquista della Sicilia.

Durante le successive dominazioni sveva ed angioina la città di Reggio fu sempre strettamente legata alle vicende politiche e commerciali della Sicilia orientale e più in particolare di Messina. Agli Aragonesi, che seguirono gli Angioini nella dominazione, cedette solo dopo un'accanita resistenza: nonostante questo Reggio ebbe da costoro privilegi e onori nonché il vecchio titolo di metropoli della Calabria. Durante tutto il secolo XVI fu ripetutamente assalita e saccheggiata da flottiglie di pirati saraceni: i nomi che più atterrivano le popolazioni rivierasche di tutto il Mediterraneo fecero la comparsa nel porto di Reggio; Barbarossa, Mustafà pascià, Dragut, Sinam Cicala distrussero, incendiarono, uccisero gli abitanti in periodi diversi ma non molto lontani tra loro.

Afflitta sempre da terremoti, Reggio fu completamente distrutta da quello del 1783; fu ricostruita con pianta regolare su progetto dell'ingegnere Giovan Battista Mori; nel 1808 i Francesi del generale Reyner la occuparono, e in seguito Napoleone la eresse a ducato che conferì al famoso generale Oudinot. Nei periodi di torbidi che ne seguirono fu bombardata dalle navi inglesi nel 1810, e la nuova distruzione fu completata da un altro terribile terremoto nell'anno successivo. Nel 1847 Reggio si ribellò insorgendo contro i Borboni, e cinque cittadini fra i migliori furono uccisi dalla repressione borbonica. Il 20 agosto 1860, dopo la conquista della Sicilia, Garibaldi sbarcò a Reggio accolto da una popolazione festante ed entusiasta: la guarnigione borbonica si rinchiuse nel castello senza opporre resistenza e si arrese in seguito facilmente.

Entrata in questo modo a fare parte dell'italia unita, Reggio fu colpita ancora una volta dal terremoto che, più disastroso di ogni altro, la distrusse completamente, insieme a Messina, il 28 dicembre 1908. La catastrofe sismica non piegò l'animo della popolazione e la città venne ricostruita con un aspetto moderno; le vie ampie e diritte permettono di ammirare da ogni parte alta delle strade il mare azzurro e il variare dei colori dei tramonti sullo Stretto.

Reggio Calabria Via Genovese.jpgLa città moderna

La città universitaria di Reggio Calabria, sorge su una delle colline dell'area nord, con moderne soluzioniconsiglio_regionale Reggio Calabria.jpgarchitettoniche, e con le facoltà di Architettura, Ingegneria, Agraria e Giurisprudenza. Nei pressi si trova il complesso del Consiglio Regionale della Calabria. L' Aereporto con collegamenti con Roma e Milano è ubicato nella zona sud della città, mentre i moderni aliscafi che collegano Reggio a Messina si trovano nella zona lido.

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