« Proverbio domenicale calabrese. | Homepage | L'amore: una poesia di Rita De Luca Bagnato »

11/10/2009

Terra mia, cu ti vidi ti vurria, ovvero chi ti vede ti desidera di Francesco Restuccia.

Francesco restuccia.jpgFrancesco Restuccia è una grande persona, di quelle a cui il tempo non ha cambiato il cuore e l'anima; di quelle persone che meritano davvero grandi attenzioni e grandi consensi. Uomo laborioso ed onesto, maestro elementare,  fine giornalista, a cui voglio molto bene per la sua assoluta semplicità ed il suo assoluto senso della vita. Abitavamo di fronte, nello stesso condomio, fin quando chi scrive non si è trasferito per vivere in un'altra zona di Tropea. Discreto ed affabile, intellettuale completo e di grande spessore morale, ha combattuto nella seconda guerra mondiale, partecipando attivamente alla resistenza partigiana e alla liberazione d'Italia. Non è nato a Tropea, ma qui vicino. A Joppolo per essere precisi, paese della costa degli dei distante da Tropea solo 16 km. Ma a Tropea ha sempre vissuto, dal 1954 dice il suo curriculum, per me da sempre essendo in quell'anno ancora lontana la mia venuta al mondo. E' stato un giornalista coi fiocchi come si suol dire, pubblicando ininterrottamente in diversi quotidiani nazionali, quali "Il Messaggero" e regionali quali "La Gazzetta del Sud" e "Il Giornale di Calabria"  dal 1954 al 1995. Stimato corrispondente dell'ANSA. Le sue pubblicazioni sono varie e diversificate. Nel 1966 pubblica una raccolta di poesie per ragazzi e la sua "Raccolta di liriche"; nel 1972 una bella guida turistica della città di Tropea da cui molto ho appreso; nel 1981 "Calabria Eterna" e "Cecco il difficile" due opere che segnano il passaggio alla narrativa; del 1983 è " La moglie dell'onorevole"; del 1986 "Racconti senza pretese"; del 1991 "La collina dei sogni". I suoi scritti, siano essi poesie o racconti, sono presenti i numerose antologie calabresi e nazionali. Ha ricevuto infine, diversi riconoscimenti per le sue poesie e per la narrativa. Fra tutti oso citare il premio internazionale per la poesia di Gradara nel 1976, il premio internazionale per la narrativa di Tolentino Terme nel 1976 e nel 1977, il premio al "Trofeo Fonte di Moderanno" in Marina di Pisa nel 1976 e altri premi in tutta Italia. La poesia che propongo oggi è tratta invece dal suo ultimo lavoro bibbliografico: Terra mia, con sottotitolo rigorosamente in dialetto calabrese, cui ti vidi ti vurria, che significa letteralmente Terra mia, chi ti vede ti desidera. Essa è l'ultima pubblicazione di Antonio Restuccia, edita per i tipi della Giuseppe Meligrana Editore nel Maggio 2007  insieme ad altre 12 poesie e 6 novelle in calabrese. Il curatore della prefazione al volume, prof. Lino Daniele così si esprime al riguardo:" ....rispetto alle opere pubblicate negli anni precedenti - che hanno avuto ampi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico - Terra mia, appare diversa. Non più il realismo crudo di Cecco il difficile, della Collina dei sogni o della Moglie dell'onorevole, ma di un realismo che sfocia a tratti nel surrealismo e una creatività capace di costruire personaggi originari e bizzarri. Specie nelle poesie, il Restuccia dimentica di essere uno scrittore, si libera del suo bagaglio culturale, assimilato con la lettura e gli studi continui, e si tuffa nel pozzo della memoria alla ricerca della civiltà contadina, di cui si sente ancora figlio, sebbene se ne sia allontanato per motivi di lavoro. Di questa riesce a coglierne benissimo alcuni aspetti caratteristici e a metterne in risalto le negatività; queste sono determinate superstizioni e atteggiamenti che hanno angosciato l'infanzia delle generazioni passate, quando ancora non c'era la televisione. In Terra mia l'autore compie una piccola rivoluzione rispetto alle opere scritte nel passato. Mentre lì, egli usa quasi sempre la scure contro la società ingiusta e corrotta, qui, invece, alle ingiustizie e all'immoralità reagisce con umorismo; un umorismo non sottile, ma forte - forse anche più duro della scure - e che fa riflettere e allo stesso tempo ridere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Un umorismo progressivamente sempre più graffiante, che riesce a corrodere ed abbattere le credenze che hanno segnato negativamente le antiche civiltà contadine e sulle quali i maghi televisivi hanno costruito la loro fortuna". Qui mi fermo e lascio chi visita questo sito di poter leggere la poesia seguente, attualissima nel contenuto e ironica nella forma e nello stile. Per avere il libro integrale, basta cliccare a tergo del post sulla dicitura Giuseppe Meligrana Editore.


A crisi

di Francesco Restuccia

 

Ognunu parra i crisi e va spendendu

comu si i sordi sugnu simentei

e accatta subba a tutti i bancarei

crapretto chi fu zimbaru,

viteia chi fu vacca,

agneiu che è muntuni.

Tutti su cuntenti e su futtuti.

A crisi a vidi lu sbinturateu

chi si ricogghi a casa affritticeu

cu tri picciuli i nuci nta sacchetta

e na resta i pipi amari pi cullana

chi paga tri voti u staci in paci

quandu accatta, quandu si mangia e quandi i vaci.

 

La Crisi

di Antonio Restuccia

Ognuno parla di crisi ma spende lo stesso

come se i soldi fossero semini di zucca

e compra su tutti i bancali

capretto che è invece caprone

carne di vitellina che invece è di vacca

agnello che invece è montone.

Tutti contenti pur essendo fregati.

La crisi la subisce solo il piccolo sventurato

che torna a casa afflitto

con tre noci nella tasca

e una corora di peperoncini amari come collana

che per tre volte paga per stare in pace

quando li compra, quando li mangia e quando li defeca.

 

Terra mia di Francesco Restuccia Giuseppe Meligrana Editore.jpgPoesia in dialetto di Antonio Restuccia, tratta da: Terra mia, cui ti vidi ti vurria, Giuseppe Meligrana Editore, Tropea, 2007.

Link correlati

Poesie

Cultura

 

 

Related Posts with Thumbnails

Trackback

L'URL per fare trackback su questo post è: http://tropeaperamore.myblog.it/trackback/2072182

Scrivi un commento

NB: i commenti di questo blog sono moderati.