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30/08/2009
Successo per "L'ultima luna di Giugno" l'evento-recital dedicato alle poesie di Corrado Calabrò.
Un vero e proprio successo, quello dello spettacolo dedicato alle poesie di Corrado Calabrò, andato in scena ieri 29 Agosto 2009 al teatro del porto di Tropea, alla presenza dello stesso autore, voce narrante e protagonista della serata. Diciannove poesie, tratte da "Una vita per il suo verso" parte di esse recitate dallo stesso Calabrò e dalla superba ed assoluta interpretazione di Daniela Celebrano del Teatro dell'Immaginario di Lodi, hanno regalato al pubblico presente emozioni e brividi, difficilmente replicabili in altri contesti. Due videoclip alla fine del presente post, tenteranno di offrire le impressioni della serata registrate da chi vi scrive.
Nulla è stato lasciato al caso: dalla scenografia ai costumi, curati da Biagio Iudica; dalle coreografie generali che hanno visto le bravissime ballerine Amelia Bagalà e Viviana Pocchia, insieme alla stessa Daniela Celebrano, offrire uno spaccato di assoluta arte e presenza scenica a tutti i presenti; alla regia di Maurizio Soldati che è anche l'ideatore di questo meraviglioso connubio fra danza, musica e poesia. Alla presenza di numerosi ospiti, di molte autorità e di un pubblico attento, silenzioso e coinvolto emotivamente, si sono susseguite sulla scena, senza soluzione di continuità, le poesie di questo straordinario poeta calabrese, che nel corso della sua lunga e meravigliosa carriera di magistrato prima e di garante per le telecomunicazioni oggi, ha sempre coltivato questa sua eccezionale vena artistica, con premura, dedizione, profondità ed amore. Non spetta a chi scrive, tracciare un bilancio letterario della valenza artistica e letteraria delle liriche di Calabrò, non essendo né un critico letterario né un esperto di poesia; ma quello che spontanemente posso dire, è, che in queste poesie ho ritrovato l'amore per la mia terra, la Calabria, che è anche la terra di Corrado Calabrò, essendo lui nativo di Reggio Calabria; un amore cantato, espresso, dichiarato come in poche altre poesie che ho avuto modo di leggere o di ascoltare. C'è tutta la passione del calabrese dentro di esse, quella per il mare, per la propria terra, per la sua millenaria storia, per i suoi poeti e per la sua gente. Del calabrese, inteso non solo quale abitante della punta dello stivale, ma soprattutto di quello che abita una regione che con i suoi 800 km di costa è da considerare la punta di diamante di questo mare. Del calabrese greco-mediterraneo per intenderci. C'è soprattutto la tradizione lirica classica dentro queste poesie, l'esaltazione delle nostre radici che affondano in quella Grecia antica e saggia, che ebbe modo di dichiarare queste terre magne, grandi, generose. Questa di Calabrò è una poesia vera, forte, appassionata che celebra il mare, i miti antichi, le isole che di questo mare sono la quintessenza espressiva e la cartina di tornasole dell'identità mediterranea. Dalle Egadi alle Eolie, passando per Saffo, Santorini, Mikonos, la Sicilia e la Sardegna. Questi i soggetti prediletti da questa raccolta, emblemi e simboli di un mare ancora vivo nel cuore del poeta Calabrò, ancora capace di regalere emozioni a chi lo voglia contemplare con purezza di spirito e con l'ausilio ed il filtro della memoria storica e delle vicende che lo hanno coinvolto. E di queste vicende, di questi miti, dei suoi segreti e dei nascosti misteri, Calabrò è un esperto conoscitore. Il mare come metafora dell'amore, questo ho sentito e ho trovato in queste poesie. Un amore misterioso e astratto, che c'è ma che non si vede; al quale ognuno cerca di ritrarsi perché apportatore di complicanze e di difficoltà, ma senza il quale nessuno potrebbe uscire da sé, rimanendo in una sorta di autistico isolamento che porterebbe alla morte del cuore e dell'anima; l'amore quale elemento insito nelle cose; quale necessità antropologica per l'uomo di tutti i tempi. Ma cantare l'amore, non è semplice, perché tutti l'hanno fatto e lo continuano a fare; ma il modo con cui lo fa la poesia di Calabrò, è un modo assolutamente originale, che pur usando gli stessi termini, lo stesso lessico di moltissime altre poesie dello stesso genere, tradisce qualcosa che è alla base del successo in qualsiasi campo ognuno di noi si cimenti: la passione, la convinzione, l'assoluta idiosincrasia fra il dire ed il vivere quello che si dice e si scrive Questo ho sentito ieri sera al porto di Tropea e questo mi andava di raccontarvi su questo blog. A modo mio e senza alcuna pretesa. Buona Domenica.
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16:03 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in cinema e tv, Cultura, Eventi, Gossip | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poerie, eventi, corrado calabrò, agcom, tropea, porto, teatro, appuntamenti | OKNOtizie |
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