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18/08/2009

Tropea ca non c’è cchiu, alias Tropea che non c'è più, di Federico Gugliemo Lento

Carmelea a Peppininna.jpgEccone un'altra di storia tropeana, raccontata con la memoria viva e col cuore del tropeano di sempre, qual'è quello di Carmelea Peppininna.jpgGuglielmo Lento, che mi ha commosso alla lettura e che ha riacceso in me un'emozione forte, mista a nostalgia, tale da farmi scoppiare il mio di cuore. Le lacrime conseguenti, sono solo un estemporanea esternazione della coscienza irriflessa, una catarsi dell'anima come insegnava Aristotele, ma, dopo le lacrime, come spesso accade, ritorna la dolcezza della meditazione, che conduce alla riflessione pacata e che permette una messa a fuoco più consona e migliore della realtà oggettiva.

Tropea ca non c'è cchiù dell'amico Guglielmo Lento è uno spaccato d'amore per un'icona della Tropea ricca di storia ma povera ed affamata di pane, ma è anche forte grido per una Tropea che si vorrebbe ritrovare e che invece si è lasciata sedurre dalla smania della ricchezza e dal fascino perverso di una manciata di quattrini.

La Tropea raccontata di seguito è quella del dopoguerra fascista, del terribile momento in cui, per la prima volta, l'Italia dei comuni rischiava di smarrire per sempre la sua identità, assoggettandola senza rimorsi al vincitore americano. L'icona - non saprei trovare aggettivo più consono - è Carmelea a Peppininna, nobildonna di animo e di semplicità, ma poverissima di tasca e di pane, che per 60 anni ha mendicato attenzioni ed amore per le vie della città.

Un gruppo in sua memoria è nato su facebook, e non potrei non citarlo, dal quale ho estrapolato le foto del presente post. Ancora un affettuoso ringraziamento a Guglielmo per questa sua nuova 'chicca poetica' a cui, questa volta, voglio associare alla consueta e simpaticissima immagine caricaturale di fascioemartello anche quella del nonno affettuoso e dolcissimo che è diventato negli ultimi anni. La foto di destra è  invece un dipinto di Carmelea a Peppininna, realizzato da Mario Lorenzo nel 1986 (olio su tavola 80 x 120)

Guglielmo Lento (caricatura simpaticissima).jpg
Gugliemo Lento.jpg

 

 

 

 

 

Mi perdoni se ho fatto una piccola violazione alla sua privacy, ma la foto mi piace troppo. Buona lettura.


Carmelea a Peppininna.1 jpg.jpgTropea  ca non c'è cchiù

In Memoriam di Carmelea a Peppininna

di Federico Gugliemo Lento

C'era una volta.

Tutte le favole iniziano così, non tutte, però, sono a lieto fine.

C'era una volta, nell'immediato dopoguerra, Tropea.

La povertà si tagliava a fette, ma la gente era solidale, il cibo che rimaneva alla fine dei pasti, ad esempio, veniva conservato e dato a chi non aveva nemmeno quello.

C'era, e c'è tuttora, quello che aveva avuto in passato funzione reclusoria e perciò veniva ancora chiamato,"Carcere vecchio".

Era ubicato in prosecuzione della Chiesa della Pietà, alla cui cura era preposto il buon sacerdote Scattaretica.

Prima di arrivare alla Chiesa c'era uno slargo, che adesso è occupato da una bella villa panoramica con ampia vista sul mare dell'Isola, qua erano ubicati dei manufatti adibiti, impropriamente, ad abitazione.

Tra gli altri vi abitava, anche, la famiglia dei Peppininni.

Mamma Peppininna, Vicenzina a Peppininna, Carmelea a Peppininna.

Vicenzina, ogni tanto, metteva al mondo un figlio della Madonna.

Vivevano poco, questi angioletti.

Cessavano di vivere in tenera età per malattie intercorrenti o per tare che li marchiavano fin dalla nascita.

Nel carcere vecchio erano ospitate due sezioni della Scuola Elementare delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, la seconda e la terza elementare.

Io frequentavo la seconda, già allora insofferente alla disciplina avevo bisogno di uscire, ogni tanto, all'aria aperta. La maestra,che lo aveva capito, e che aveva capito anche che comunque sarei uscito, per non perdere l'autorità, ogni tanto mi comandava di uscire ordinandomi una missione di responsabilità e fiducia.

Era ospitata, anche, una sezione dell'asilo comunale, chiamato l'asilo dei poveri.

I poveri di una popolazione povera del dopoguerra.....

La mattina tutti, alunni elementari e asilo, ricchi e poveri, dovevamo ingurgitare un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo.

Ce lo regalavano i ricchi e fortunati nostri liberatori americani.

Ci avevano salvato dal fascismo e dalla dittatura, ci volevano evitare anche il rachitismo.

Diventato grande, non rachitico grazie anche all'olio USA,  e lettore compulsivo, scoprii che anche il pescatore de "Il vecchio e il Mare", privo di mezzi, la mattina, sorbiva la sua dose di olio di pesce.

Tra i piccoli poveri, c'era un figlio di Vicenzina che, come i suoi fratelli, trascorreva qui la sua brevissima avventura terrena.

Il nostro spasso era di interrogarlo in cortile all'ora della ricreazione comune.

"Comu su pitta u mussu a signorina?"

Lui sporgeva i labbruzzi e, tenendo tra pollice e indice un immaginario stick, procedeva, con movimenti da destra a sinistra, alla immaginaria coloritura delle labbra.

Mimava, il piccolo, quel che vedeva fare alle "segnorine", che con loro coabitavano nel fatiscente complesso edilizio, a ridosso della chiesa della Pietà.

Carmelea a Peppininna era diversa, benvoluta da tutti i tropeani, che erano ben felici di darle qualcosa, con lei dividevano anche il poco.

Non era una mendicante, chiedeva ed otteneva solidarietà, dignitosamente.

Ricordo che la incontravo quando arrivato a Troppa col letto del mattino proveniente da Roma, percorrevo viale della stazione per andare a casa di mia sorella.

"Bongiornu 'gnuri" era la sua richiesta di soccorso.

Non rimaneva inascoltata.

"Bongiornu gnuri" mi disse una mattina del 1992.

Io, appena eletto deputato, venivo dal Sud, a pregare sulla tomba dei miei genitori.

Stasera, torrida serata di agosto, la notizia.

Sulla piazza di Facebook il gruppo "Quelli che conoscevano Carmelea a Peppininna".

Il verbo coniugato al passato mi comunica la terribile notizia.

Allora Carmelea ha raggiunto la mamma, Vicenzina e i nipoti figli della Madonna.

Spontanea mi viene rivolgermi a lei:

"Buonasera Carmelea" Aggiungendo:

Bonanotti Trupea...ca non c'è chhiu"

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10:00 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Il diario di F. Guglielmo Lento | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, storia, diari, cultura, saggezza, tradizione, guglielmo lento | OKNOtizie | |  Facebook | |

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