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26/06/2009
I prodotti tipici delle produzioni casarecce e le rarità gastronomiche dell'hinterland di Tropea: una ricognizione.
La gastronomia dei paesi dell'hinterland di Tropea e della costa degli dei, che in larga parte coincide con l'altopiano di monte Poro, è come un giacimento petrolifero solo in minima parte scoperto e sfruttato. Nel nostro caso, direi, poco scandagliato e soprattutto poco valorizzato. Si tratta di una cucina tanto semplice quanto ricca di sapori e gusti. Il visitatore, il vacanziere, lo stesso calabrese che ama i sapori antichi e genuini, i cibi naturali dagli aromi intensi e persistenti all'olfatto ed al palato, in questi luoghi, ha modo di trovare le risposte giuste a questa passione. Di questo, chi vi scrive, è sicuro al 100%. Della cucina tipica come fatto culturale e come "spia" dell'identità di un popolo avevamo già parlato. Se quelcuno volesse approfindire, può linkare a questo articolo correlato.
Solo da poco, per effetto di una nuova coscienza e di una nuova consapevolezza dell'importanza dei flussi turistici, si stanno riscoprendo e anche in qualche modo valorizzando, cibi e prodotti di gusto naturali e di qualità delle nostre zone. A dare gusto, sapori e profumi speciali a questa gastronomia, non è tanto l'elaborazione complessa degli elementi primari, quanto il clima, i terreni ed i metodi ancora "generalmente" naturali per la loro produzione, che vengono praticati da quasi tutti gli agricoltori e contadini della zona. L'augurio è quello che rimangano tali il più a lungo possibile, malgrado gli innumerevoli "attacchi" che la modernità, i prodotti cosiddetti "geneticamente modificati" e tutto il mondo del consumismo "mordi e fuggi", sta scagliando a questo tipo di cucina. E poi, sono questi aromi locali, combinati secondo tradizione, a dare sapore aggiunto al più semplice piatto. Sono tanti e inebrianti questi prodotti: il peperoncino, l'origano, il basilico, l'aglio, il finocchio, il rosmarino, i capperi etc etc.
Passando in rassegna quelli più rappresentativi fra i prodotti tipici tropeani e dell'hinterland di Tropea, non possiamo non citare i fileda o filej, la 'nduja di Spilinga, il pecorino e le ricotte del Poro, la soppressata e i capocolli di Zungri, i tagghiaredi o i tagghiarini di Tropea, patate e pomodori arrostiti, preparati e consumati dovunque nel nostro territorio, i fagioli di Caria, i nacatuli, il nocino, e le altre prelibatezze, la rinomata cipolla rossa di tropea IGP, di cui, anche una lista più attenta e completa, non sarebbe in grado di elercarli tutti. Questi prodotti, grazie all'opera continua di sensibilizzazione turistica, realizzata da anni da chi crede nella gastronomia quale veicolo promozionale, è possibile trovarli anche in quasi tutti i ristoranti e le osterie del territorio vibonese.
Non mancano nemmeno sulle tavole ed i ristoranti dell'hinterland, i gustosi arrosti di carne, la più varia, che in un modo o nell'altro rientrano nelle proposte della grigliata mista. La trippa con patate pomodoro e peperoncino, anche d'Estate, viene preparata con gusto e presentata in particolari piatti. Il pollo, comprato da un contadino del Poro, allevato all'aria aperta e preparato anche nel modo più semplice, sprigiona un sapore diverso da quello delle rosticcerie e pret a porter gastonomici nazionali. Il "ruspante" qui è veramente tale, perché nell'alimetazione degli ovini, in generale, vengono usati cereali, resti della tavola quotidiana (pasta,carne,insalata,grasso, etc.) e tutto quello che non è concime preconfezionato chissà dove e come.
Speciali sono i sughi di carne e non solo, grazie alle modalità di cottura a stranghjari 'nta pignatea, che significa farli cuocere nelle terrine di terracotta. Speciale il sapore e speciale anche la qualità generale del pomodoro da sugo. Anche le uova, si possono comprare direttamente dal contadino e non sono gusci dal contenuto misterioso, come spesso accade nell'acquisto al supermarket. Non si puo' non citare la speciale trippa di maiale cotta sotto la cenere e i stigghjola, strisce di agnello avvolte nelle budella, o anche le patate e le cipolle di Tropea cotte sotto la cenere.
I legumi, sono poi tradizionalmente molto utilizzati nella cucina tropeana e in quella dell'hinterland: ceci (ciciari in dialetto), fagioli (sujaca), di cui la produzione autoctona ne conta diverse specie, insieme alle lenticchie, al farro e all'orzo. Non li troverete al ristorante, ma se vi capita l'occasione non mancate di gustare i faagioli secchi cotti nella pignata di terracotta, a fuoco lento, sulla brace, unite alle cotiche di maiale o a verdure spontanee dei prati dai nomi più disparati (jerba i margiu, centamuri, junci, cannameli, càrizituli, cicoria, finocchietti, rape).
Piatto tipicamente primaverile è dato da fave e piselli in umido con la cipolla. Le semplici ma eccellenti insalate con la cipolla rossa di Tropea, i pomodori tagliati sottili, con aglio a pezzettini, cetrioli a fette sottili, origano di Luglio dall'inebriante aroma, condite dall'olio d'oliva dei frantoi del Poro. Questa insalata puo' fare da primo, da contorno, da secondopiatto...a scelta libera di ognuno.
Eccellenti, oserei dire, le conserve di pomodoro locali, specialmente quelle a pezzettu (i pelati), spezzettati, ripuliti dai semi, messi nei barattoli di vetro e sterilizzate per essere conservate per l'inverno; ma anche quelli a guliu (la passata classica), in cui si celebra un vero e proprio rito quello di fari i buttigghi (preparare le conserve) in moltissime famiglie di contadini e non solo.
Le fritatte, di cui l'ingrediente principale è l'uovo, ne esistono di svariati tipi in base all'aggiunta degli ingredienti secondari. Quella alla cipolla la più richiesta, ma anche quella ai carciofi, agli asparagi selvatici, alle zucchine, alle patate, ai broccoli, la frittata di pasta o di riso, e tante altre, fanno parte ormai della consolidata cucina tipica della zona.
Altro prodotto abbondante e coltivatissimo sono le olive. Qui le ricette sono davvero tante. Speciali le "olive schiacciate" e quelle in salamoia, altrettanto le melenzane sott'olio o sulla brace.
Non molto conosciuti ma ottimi, i pomodori arrostiti sulla brace e una vera delizia quelli essiccati al sole, cucinati magari con gli spaghetti o mangiati a crudo con il pane. La stessa cosa dicasi per le zucchine, preparate come per i pomodori secchi sott'olio, con basilico, origano, aglio, e peperoncino, ottime conserve per la stagione invernale.
Il pesce invece, quello veramente eccellente, si trova spesso nei paesi del litorale, perché è risaputo che sull'Altopiano del Poro e nell'hinterland vibonese, la cucina tradizionale contadina annoverà per questa tipologia soltanto le sarde infarinate e fritte, pasta e alici, lo stoccafisso con patate in umido e, molto buono, il baccalà infarinato e fritto con l'aggiunta di un pò d'aceto. Tipici ancora la pitta chjna, i friscatuli, i frittuli.
Da ricordare ancora tanti altri sott'oli e sott'aceti: i vjozza, pannocchie di granturco con i semi non ancora secchi, arrostite sulla brace o bollite; straordinari i fichi secchi, magari quelli raccolti quando ancora sono sulla pianta e che non si sono staccati dall'albero, i fichi ripieni di noci e di mandorle e poi infornati; gli anziani raccontano che ai loro tempi un pugno di fichi secchi in tasca era il nutrimento di un'intera giornata di lavoro invernale.
Anche per i dolci la tradizione è buona con una fornita lista. Vogliamo ricordare le pie e i campanari di Pasqua, i gelatini natalizi, i vrazza di Drapia, i nacatuli i curuj d'ova (speciali ciambelle dure con lo zucchero) di Caria, la pignolata e i ravioli di carnevale.
Per il dopo pasto, soprattutto nelle feste e ricorrenze, non possono tutt'ora mancare i ciciri calia (piccoli ceci cotti nella sabbia bollente e messi successivamente a bagno in una glassa di zucchero), e i lupini (bolliti e quindi messi a mollo in acqua corrente per vari giorni, - un tempo lungo le fiumare - e poi salati).
La produzione del vino locale non è certo trascurata. Sul poro e sulle piccole pendici della zona di Zambrone, come a Daffinà, o anche nella zona di Drapia con Brattirò a farla da protagonista, ma anche a Limbadi e Nicotera, si incontrano ottime viti coltivate, da cui nascono prelibati vini di produzione contadina e casareccia, facilmente acquistabili perché venduti sfusi, magari bussando alla porta dei contadini stessi che li producono e che li propagandano avvisando i passanti con appositi cartelli con su scritto "si vende vino ed olio". In questa copiosa e diffusa produzione artigianale, spiccano per quantità di vino prodotto le città di Brattirò, di Limbadi, di Nicotera e di Zambrone. Sono vini prodotti generalmente da uve miste, che non hanno nomi celebri e marchi conosciuti, ma spesso sono veramente molto buoni. Una nota di lode mi sento di darla, per concludere questa ricognizione, allo zibibbo di Daffinà e di Pizzo, di cui chi scrive è un assiduo consumatore.
Buone Vacanze e buon appetito a tutti gli ospiti e i vacanzieri.
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16:29 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Gastronomia, Itinerari a Tropea e dintorni, Turismo | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: prodotti tipici calabresi, produzioni casarecce calabria, gastronomia regionale calabrese, gastronomia, tropea, calabria, monte poro, cucina tipica calabrese, itinerari | OKNOtizie |
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