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12/06/2009

Un itinerario storico-gastonomico: a Pizzo per un gelato

Spesso, mi capita di dare informazioni per strada a turisti in vacanza a Tropea in cerca di intinerari particolari e suggestivi per variare e conoscere altri luoghi nei dintorni della città. Nelle priorità che assegno agli itinerari consigliati per i visitatori in terra tropeana, Pizzo Calabro, rientra in assoluto come una delle prime, subito dopo Capo Vaticano.

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Pizzo è una bellissima cittadina,  arroccata come Tropea su una rupe suggestiva (56 m. s.l.m) che si erge a picco sul mare della Costa degli Dei,  proprio al centro del Golfo di Sant'Eufemia (oggi Lamezia Terme). E' distante da Tropea 30Km e la sua storia, le sue caratteristiche, il suo castello ed infine i suoi gelati, specialmente il tartufo, ne fanno una tappa d'obbligo dell' itinerario che ci premuriamo di suggerire anche da queste pagine.

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Si arriva percorrendo la Strada  Statale 522, in direzione Lamezia Terme, che si imbocca alla fine di Viale Stazione, svoltando a sinistra o da via degli Orti proseguendo in direzione Parghelia.


Cenni storici

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Il nome di Pizzo, deriva dal promontorio dove un tempo era ubicato l'antico villaggio che a ben guardare, ancora oggi, ha la caratteristica forma di un pizzo. Sorta, secondo la tradizione, sulle antiche rovine di Napitia, colonia fondata da alcuni Focesi, la cittadina accolse anche il noto e famoso oratore romano Cicerone e l'apostolo Pietro, che qui fece tappa durante il suo viaggio per Roma.

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Distrutta nel corso del IV secolo d.C. da un attacco dei Saraceni, sarebbe stata ricostruita dai superstiti agli inizi del X secolo. Fin qui le notizie legate alla tradizione.

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Nel 1363 alcuni monaci basiliani costruirono nella zona un monastero, mentre raccoglitori di corallo, provenienti da Amalfi, vi edificarono la chiesa delle Grazie, poi divenuta chiesa del carmelo.

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Fortificato da torri e munito di mura, il borgo si sviluppò rapidamente, diventando ben presto un solido centro peschereccio e commerciale.

 

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Nel 1486 Ferdinando I d'Aragona vi fece erigere il castello, nel quale, nel 1815, venne imprigionato e poi giustiziato Gioacchino Murat, in seguito sepolto nella chiesa di San Giorgio martire.

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Il deposto re tentò da Pizzo di riconquistare il regno, ma purtroppo qui vi fu catturato. Nella visita al castello (consigliata) è solito che il custode consegni uno stampato sul quale è riprodotto il testo dell'ultima lettera di Gioacchino Murat ai familiari che egli scrisse prima della fuciliazione. Pizzo, a differenza di molte città calabresi, colpite dai vari terremoti disastrosi del passato, conserva numerose testimonianze di questo passato illustre: il castello Murat, dichiarato monumento nazionale, interessanti residenze patrizie e signorili, diverse chiese fra le quali quella di Piedigrotta, scavata nel tufo, e quella di san Giorgio Martire. A Pizzo sono da associare una fiorente industria per la lavorazione del tonno, un'ottima produzione di uva "zibibbo", e come si diceva nel titolo del nostro itinerario, una produzione artigianale del gelato di tutto rispetto. Si segnalano infine la lavorazione della ceramica e la costruzione di barche in legno, realizzate grazie a una tradizionale cantieristica che si tramanda da generazioni.

Visita alla città

 

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Dalla piazzetta principale, dove numerosi bar offrono ai visitatori i loro tavoli ed in cui si possono gustare i gelati più buoni della costa e dell'intero vibonese, fra i quali spicca per rinomata celebrità il "tartufo di pizzo", è possibile notare sin da subito il sottostante castello, la Marina e le case digradanti tra viuzze e scale verso il mare. Il vecchio abitato conserva ancora scorci interessanti con architetture in stile napoletano.

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L'attrattiva maggiore rimane sempre il castello, ma accanto ad esso sono da visitare la chiesa di san Giorgio del XIII secolo, dalla facciata barocca in pietra, che custodisce alcune statue artistiche di S.Caterina d'Alessandria (in marmo del XVI sec.), di san Francesco d'Assisi, di san Giovanni, di San Antonio e una Madonna col Bambino anch'essa del XVI secolo.

 

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Locali tipici e i ceramisti sono l'attrattiva principale della Marina di Pizzo raggiungibile anche a piedi percorrendo le scalinate che si imboccano dallo "spunduni", l'affaccio di piazza della Repubblica, noto come si diceva per i suoi bar.

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Da visitare inoltre la chiesetta di Piedigrotta, alla periferia Nord della città, raggiungibile anche a piedi (800 m. da Piazza della Repubblica), interamente scavata nel tufo che affiora in riva alla spiaggia nel secolo XVII, secondo leggenda dapprima da pescatori riconoscenti salvati dalla Madonna da un naufragio, poi ampliata da artisti della famiglia Barone.

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Se tempo e voglia rimangono ancora dopo questi giri, da visitare ci sarebbe anche il Museo del Mare, in località marina, dove si trovano esposti migliaia di pezzi che illustrano le tecnologie costruttive delle barche e gli utensili dei pescatori, 100.000 fra conchiglie e fossili, scheletri di cetacei, coralli e tantissimi altri oggetti marini.

Numeri utili

Comune di Pizzo Tel. +39.0963.534289; Pro Loco Tel. + 39.0963.531310; Museo del Mare Tel. +39.0963.534923; Castello G. Murat Tel. + 39.0963.532523

 

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14:51 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Itinerari a Tropea e dintorni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: vacanze, politica, calabria, hotels, blog, foto, turismo, residence, case, appartamenti | OKNOtizie | |  Facebook | |

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