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22/05/2009

Le vacanze a Tropea e gli itinerari in Calabria: S. Angelo.

Tropea, S. Angelo, chiesetta bizantina fronte.jpg

S. Angelo di Drapia, si raggiunge per la strada provinciale 17, che da Tropea porta a Vibo Valentia. Questa, oltrepassata la stazione ferroviaria, si inerpica con rampe tortuose e brusche curve, a ridosso della salita, ove il gradone collinare si espande improvviso in una stesura agraria, ricca di ulivi e di vigneti. Sulla destra dopo circa 4 km da Tropea, un insegna stradale vi dirigerà verso Sant'Angelo. La stradina che ad essa conduce, termina in uno spiazzale ricco di antichi ulivi che cingono una costruzione articolata, recante nel suo centro un prospetto architettonico movimetato e leggero entro due piccoli campanili di gusto barocco. Tra essi posposta e celata vi è una piccola cupola che, all'occhio esperto, ostenta l'articolazione dai giri concentrici calabro-bizantini, anche se, attualmente, è priva del consueto parato di coppi in cerchi sovrappposti.

Tropea, Sant'Angelo di Drapia, chiesetta bizantina.jpg

L'intera area è denominata Villa Felice ed il nome è dovuto a due vescovi, di cui il primo, Felice Del Paù restaurò la chiesa e l'edificio nel corso del Settecento, il secondo Felice Cribellati svolse un attività di messa in efficienza dell'intera struttura. Dal 1953 al 2003, Villa Felice è stato un centro di accoglienza per orfani e bambini disagiati della Calabria intera. A svolgere il ruolo di guida, su indirizzo del venerabile Francesco Mottola, fu l'oblato Don Gerardo Ruffa, che per più di 50 anni, dedicò la sue energie all'ampliamento, alla cura ed al miglioramento delle strutture esistenti, scuola compresa, e il livello di accoglienza e di accudimento dei ragazzi. Nel 1972, riesce a dare corpo al suo progetto, realizzando l'ostello della Gioventù, una struttura all'avanguardia per quei tempi che diviene il fiore all'occhiello nell'ambito dell'accoglienza umanitaria ad indirizzo educativo verso i ragazzi.

Lapide commemorativa a Don Gerardo Ruffa.jpg

Tornando alla storia di questo luogo, è sicuro che i primi a stazionare qui, furono alcune comunità monastiche locali pre-benedettine, all'epoca della decadenza dell'impero romano d'occidente. Lo si apprende da una lettera di San Gregorio Magno con la quale il pontefice dà ordine a Pietro Notaro di aiutare quei monaci che vivevano in stato di grande povertà.

Richhezze panaoramiche e climatiche rendevano il luogo atto all'elevazione dello spirito. La comunità, divenuta basiliana, sopravvisse a tutto il medioevo. Con la decadenza del monachesimo greco il luogo fu dato in commenda. Nel Settecento passò in proprietà della diocesi che vi stabilì la residenza estiva del vescovo e del seminario.

Tropea, S. angelo, retro chiesetta bizantina.jpg

La chiesetta è a pianta centrale, a croce greca, di forme barocche settecentesche. Fa capolino sulla costruzione - come già detto - una cupola chiaramente calabro-bizantina, segno chiaro del riadattamento settecentesco di un edificio di culto più antico, riferibile all'età in cui ancora si costruiva in forme tardo-bizantine.

Il rifacimento in forme barocche della chiesetta bizantina è avvenuto negli anni immediatamente seguenti il terremoto del 1783.

 

Tropea, S. Angelo di Drapia, grotta della Madonna di Lourdes.jpg

La chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo, alle attrattive sue proprie, unisce lo scenario panoramico che si offre dal ciglio collinare retrostante, oltre al verde in cui l'intero perimetro è avvolto, in cui spicca la riproposizione della grotta della Madonna di Lourdes, realizzata negli anni '70 dai ragazzi dell'istituto.

Tropea, S. Angelo, area verde.jpg
Tropea, S. Angelo di Drapia, panoramica.jpg

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Commenti

QUESTO POSTO E' STATO UN COLLEGGIO PER ORFANI IO CI SONO STATO 3 ANNI NEL 1964
MI PIACEREBBE SAPERE SE CI SONO ALTRE PERSONE IN RETE CHE SONO STATI A. S. ANGELO DI TROPEA

Scritto da: GIUSEPPE | 15/01/2010

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Salve, io ci sono stato 2 anni e non ero orfano era un collegio per famiglie disagiate come la mia, comunque io a parte il posto bellissimo ho avuto delle brutte esperienze molto gravi da parte dell'educatore una brutta persona veramente.

Scritto da: Enzo | 19/11/2011

Mio papà è stato per diversi anni un insegnante di francese della scuola media presso la struttura di S. Angelo negli anni settanta. Colgo lo spunto da questo intervento per ricordare con affetto un ragazzo di nome Angelo, se non erro, che mio padre spesso invitava a casa nostra per pranzare insieme a noi figli e per trascorrere qualche ora in un clima familiare a lui carente. Mi piacerebbe sapere come gli è andata la vita, cosa fa e se il ricordo di noi lo abbia un po accompagnato in questi anni. Grazie

Scritto da: sorbirina | 16/01/2010

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io vivo em brasile -san paulo a 53 anni e mi ricordo da quando aveva 7 para 8 anni sono stato in questa chiesa per sete mese perche eramo molti povere e estavamos facendo la documentazione per andare in brasile e io era menzo malato e cosi fu recuperado per potere andare in brasile mi ricordo solaamente qualque cosa e sono ritornato adesso per vederla novamento e o sentido una grande emozione quando o parlado com sr antonio responsabile che me tratto molto bene questo fatto aconteceu neste mese de agosto/2010 em mia vacanca in calabraia scusati per mio italiano perche sono uscido piccolo de italia

Scritto da: mario giacomo raffaele | 11/08/2010

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Sono stato a Santangelo dal 1958 al 1964 era una - allora si chiamava "colonia" . Don Gerardo era il direttore, lo ricordo benissimo e mi ha aiutato molto.
Don Michele , ricordo , si chiamava il parroco di Gasponi. LE signorine Ines, Carmela, Rita, Serafina .
Ricordo anche qualche ragazzo che era con me. Ho ricordo piacevole di questo posto e mi piacerebbe parlarne.

Scritto da: FREDO | 17/04/2012

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CI SONO STATO DAL 1958 AL 1964 E PORTO SEMPRE CON ME iL RICORDO DI QUEL PERIODO DELLA MIA INFANZIA IN QUEL POSTO STUPENDO E CON PERSONE CHE PORTO SEMPRE NEL CUORE A PARTIRE da DON GERARDO, il Direttore, LA SIGNORINA ANTONIETTA, direttrice, coaudiuvati dalle SIGNORINE: INES, CARMELA, SERAFINA, RITA, HO TANTISSIMI ALTRI RICORDI DI CUI VORREI PARLARE CON CHI E' STATO A SANTANGELO DI DRAPIA.

Scritto da: FREDO | 18/04/2012

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