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22/04/2009

Tropea e le sue chiese: la chiesa del Rosario

Chiesa del SS Rosario.jpg

Su via Libertà, a 100 metri sulla sinistra, dall'imbocco da Via Umberto I, si trova la chiesa del Rosario adiacente all'ex convento degli agostiniani scalzi, oggi palazzo Toraldo.


La chiesa, come attualmente si presenta, conserva lo schema planimetrico seicentesco originario, ad aula rettangolare a volta, con incrocio di cappelle laterali. Uno dei rari esempi esistenti in Calabria di tale tipo planimetrico. La statua gaginesca della Madonna della Libertà raffigura una Madonna, stante, abbigliata, nel gesto di allargare il manto per abbracciare il popolo.

Tale statua, oggi conservata nel Duomo di Tropea, ha come genesi una lunga storia, così come la stessa via su cui sorge la chiesa del Rosario: via Libertà. Il tutto nasce da una vicenda molto triste per Tropea, almeno all'inizio, ma poi conclusasi in maniera positiva. Il 12 Settembre del 1612 il vicerè di Napoli, don Pedro Fernandez De Castro, vendette Tropea al principe don Vincenzo Ruffo per una somma di 191.000 ducati di allora. Il viceré aveva bisogno di soldi per pagare i presìdi di Toscana - come da lui affermato - o - come dicevano altri - per dotare Napoli di una sede universitaria più degna. La notizia giunta a Tropea, generò costernazione ed immensa depressione fra il popolo. Fu spedita una deputazione civica a Madrid, presieduta dal giureconsulto tropeano Luigi Lauro, per perorare i diritti della città, che invocava i privilegi avuti dai vari sovrani, specie da Carlo V. La causa fu discussa davanti al Real Consiglio d'Italia. I difensori di Tropea, vinsero la battaglia per la libertà della loro città, contro i rappresentanti del viceré e del principe Ruffo. La notizia portò a Tropea immensa gioia. Fu festeggiata a lungo con grande partecipazione da tutto il popolo. I cronisti locali, riferiscono che, il giorno in cui il comitato di difesa tropeano doveva essere ricevuto dal Real Consiglio d'Italia, alcuni nobili tropeani, stando alquanto fuori la porta Vaticana, videro passare uno stromo di gru che, volando, prima si dispongono in forma di L, subito dopo in forma di I, poi in forma di B e così di seguito tanto da formare tutte le lettere della parola LIBERTAS. Risultò che la visione delle gru, rispondeva al giorno e all'ora in cui il Real Consiglio emise la sentenza favorevole alla città. In memoria del fatto, si eresse una statua in onore della Madre di Dio, intitolandola Madonna della Libertà. In seguito fu costruita un apposita chiesa nel punto dove si trovavano quei nobili che lessero il segnale delle gru. Alla chiesa fu aggiunto un convento, affidato ai frati agostiniani scalzi. Ivi fu custodita la madonna della libertà. Il convento lasciato dai frati e poi occupato dai carmelitani, alla fine del Settecento fu privatizzato e trasformato in palazzo. La via che si snoda davanti alla chiesa ebbe il nome di via Libertà, nome che conserva tutt'ora.

Nella foto: palazzo Toraldo già convento degli Agostiniani Scalzi e poi dei carmelitani

Tropea, Palazzo Toraldo 1.jpg
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