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20/04/2009

Tropea e le sue chiese: la chiesa del Gesù.

Una delle chiese più belle e ricche di storia è quella che presentiamo oggi: la chiesa del Gesù, situata nel cuore del centro storico di Tropea, da cui ogni Venerdì Santo parte la processione-evento del Cristo morto.

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L'edificio che si trova attaccato all'attuale municipio, e di cui ne è quasi parte, è una costruzione del 1600. Fu trasformata nel suo prospetto in età a noi vicina. E' infatti l'antico collegio dei gesuiti con annessa la chiesa del Gesù, oggetto del nostro itinerario. La chiesa viene dai tropeani chiamata comunemente chiesa dei Gesuiti o dei Liguorini. Nel periodo successivo al Concilio di Trento, mentre si moltiplicavano le case dei religiosi, in Tropea si avvertiva il bisogno di avere anche la Compagnia del Gesù, che in quegli anni era in uno dei momenti migliori della sua attività e del suo prestigio.

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Influiva in questa attesa il bisogno sentito della città di avere una scuola. In Tropea, nel 1593, era giunto da messina il nuovo vescovo, mons. Calvo, un umanista e pastore di grande preparazione culturale e di forte tensione per le necessità del popolo. Egli fu colui che favorì la venuta dei Gesuiti a Tropea. L'occasione che si creò, furono le generose donazioni che la famiglia patrizia dei Tavuli elarguì in quel periodo, prima della sua completa estinzione. E' legata alla cospiscua donazione dell'ultimo discendente di tale famiglia, la realizzazione di quest'opera. Si aggiunsero in seguito altre generose donazioni di altri "patrizi tropeani", e di lasciti post mortem di fedeli e devoti. Il vescovo ed il capitolo della cattedrale contribuirono mettendo a disposizione dei Gesuiti, l'antica cattolica medievale bizantina. Il nuovo collegio fu inaugurato l'anno 1606 alla presenza del generale della Compagnia del Gesù, il noto padre Claudio Acquaviva.

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In un secondo momento, volendo dotare il collegio di una nuova chiesa, adatta per le nuove esigenze pastorali,  fu demolita la vecchia e fatiscente Cattolica e sul suo suolo fu impiantata una nuova chiesa, a croce greca, cupolata, espansa, capace di raccogliere una massa di fedeli intorno al piccolo pulpito per la predicazione. La nuova chiesa fu inaugurata l'anno 1676. Fu girata in alto una cupola ribassata, su pennacchi entro tiburio, forse perché alcuni motivi contingenti consigliavaano una soluzione provvisoria e sbrigativa. Con l'espulsione della Compagnia del Gesù dagli ordini religiosi decretata nel 1770,  la loro presenza  cessò anche a Tropea. La loro attività, nello spazio di oltre un secolo e mezzo si era manifestata oltre che per la predicazione e la direzione spirituale, anche per i chierici del seminario. Circa trent'anni dopo, il collegio e la chiesa furono affidati ai padri di S. Alfonso Maria dei Luguori che, con alterne vicende, esercitano ancora in essa il loro ministero spirituale. L'antico collegio dei Gesuiti ora è diviso fra il comune, che vi ha la sua sede, ed i padri luguorini.

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La chiesa rappresenta oggi, dopo il Duomo, ledificio di culto più interessante del centro storico. L'interno arioso e spazioso nella sua squadratura a pianta centrale, nelle sue alte volumetrie, sobriamente adorno di modulature e motivi linearistici, è arricchito da interessanti dotazioni. L'altare maggiore, s'impone con la sua monumentalità in forme tardo barocche. Gli altari dei bracci laterali recanoanch'essi interessanti forme in stucco. Vicino all'ingresso, sulla sinistra, la cappella di S. Alfonso è dotata di un grandioso altare in tarsie marmoree.

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Il Grimaldi lasciò sulla porta d'ingresso una grandiosa tela col Presepe. Lo stesso pittore dipinse le tele dei pennacchi, delle semilunette e forse anche quelle delle scene riguardanti la vita di S. Iganzio e di San Francesco Saverio. Di Giuseppe Pascaletti, pittore di Fiumefreddo Bruzio, operante nella prima metà del '700 anche a Tropea, sono le due tele degli altari laterali con Sant'Ignazio e San Francesco Saverio. Dette tele, insieme alla Circoncisione dell'altare maggiore sono le principali dotazioni della chiesa. Interessanti anche i lavori in legno, i coretti, il pulpito, i confessionali e le quattro graziose porte laterali con fiori dipinti. Tra queste opere, tutte di ottima manifattura, quella che maggiormente si distingue è il presepe del Grimaldi con il suo naturalismo, con le sue figure si sapore quasi ritrattistico, con le scene sparse ed il paesaggio arcadico, con le luci e le lineee che pongono ordine e sintesi. In via Tommaso d'Acquino, di fronte alla chiesa del Gesù, è la casa dove abitò e maturò il suo pensiero il filosofo tropeano Pasquale Galluppi. Di seguito la foto di questo antico palazzo tropeano:

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Come si diceva in apertura, dalla chiesa del Gesù, si dipana ogni anno la processione del Cristo morto durante il Venerdì Santo. La sua storia, la sua valenza religiosa, la sua tradizione, verranno trattate a parte nello spazio degli eventi tropeani. Di seguito solo alcune foto forniteci dall'amico Vittorio Bozzolo a cui vanno i più sentiti ringraziamenti:

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