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Tropea, in una stampa attribuibile a Giovanbattista Pacichelli, databile intorno al 1703, tratta da 'Il regno di Napoli in prospettiva'. Sono in buon risalto il suo isolamento dal territorio retrostante, la cinta di difesa e il sistema di funi e carrucole che permetteva l'approvvigionamento diretto dal mare.
Tropea sur un imprimé du dix-huitième siècle. Son isolement du territoire derrière, le mur de défense et le système de cordes et de poulies qui permettait l'apprivisionnement direct de la mer sont bien en relief.
Tropea a print of '700. Well visible are the city's isolation from the back territory, the defence walls, and the system of ropes and pulleys used to carry the supplies coming from the sea.
Tropea - Ein Druck des 17. Jahrhunderts. Gut ist zu erkennen, die Isolierung vom Hinterland, die Schutzmauer und das System der Seile und Zugwinden die es gestattete, sich direkt zum Meer abzuseilen.
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Incisione di Antonio Minasi, databile intorno al 1750 e pubblicata nel 1777. Domenicano, filosofo e naturalista, nato il 20 maggio 1736 da Rocco e Nicolina Dieni. Laureatosi in teologia alla regia università di Napoli, si specializzò in filosofia e scienze naturali. Visse prima nel convento di Soriano e poi in quello di Reggio di Calabria dove ebbe modo di studiare il fenomeno della fata morgana. Nel 1772, su incarico del papa Clemente XIV, si trovò ad insegnare botanica all'università di Roma. L'anno seguente fu di nuovo in Calabria insieme al disegnatore olandese Fortuyn per disegnare vedute del regno. Trattò con molta arguzia anche il fenomeno dello spaventoso terremoto del 1783. Dotto colto e sapientissimo, fu apprezzato da papi e sovrani e fu munifico con essi regalando loro frutti delle sue scoperte. Gli eventi che seguirono la rivoluzione francese portarono sconvolgimenti nel regno, il Minasi, non sopportando, per il suo tipo di cultura, tali eventi si esiliò a Malta e morì in un convento del suo ordine il 25 settembre 1806. Certamente il padre Antonio Minasi fu, insieme al Piria, uno degli uomini più illustri di cui Scilla diede i natali e di cui fu onorata di avere figli così sapienti e colti.
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Stampa settecentesche tratta da 'Voyage pittoresque' di G. C. Richard, abate di Saint-Non (1778). Disegno di Destréz, incisione di Chatelet.
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Stampa settecentesca, tratta da 'Voyage pittoresque' di G.C. Richard, abate di Saint-Non (1778). Disegno di Destréz, icisione di Chatelet.
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Antonio Minasi: 'La veduta della nobile città di Tropea
e dell'antico villaggio di Paralia. Incisione del 1780. Collezione Toraldo-Serra.
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"Tropea veduta dalla marina verso Pargalia" (Parghelia)
da M. Sarconi, Istoria de' fenomeni del tremuoto avvenuto nelle Calabrie e nel Veldemone nell'anno 1783,
posta in luce dalla Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere di Napoli,
Campo, Napoli, 2 voll., 1784. Disegno di Ignazio Stile, Incisione di Antonio Zaballi.
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Anonimo. 'Veduta della città di Tropea disegnata dal fenestrone del Convento dell'Annunziata prima de' tremuoti de' 5 febbraro 1783'. Schizzo a penna. Raffigura la cinta muraria di Tropea con i revellini, il castello e la torre come appariva nel 1783, prima del terremoto.
Tropea - Les murs d'enceinte avec les demi-lunes, le chateau et la tour comme ils apparaissient en 1783. C'est un dessin de l'époque.
Tropea - The walls with the 'revellini', the Castle and the Tower as they were in 1783. A drawing of that time.
Tropea - Die Mauer mit 'revellini' das Schloss und der Turm wie es im Jahre 1783 aussah. Es ist eine Zeichnung der Epoche.
Tropea -
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Disegno di Henry Swinburne, tratto da 'Travels in Two Sicilies 1777-1780, Viaggio nelle due Sicilie 1783.
Incisione di Peter Mazel.
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Giovanni Vivenzio: "Istoria de' tremuoti avvenuti di Calabria ulteriore e nella città di Messina nell'anno 1783".
2 volumi. Napoli, 1788. Disegno di Al. D'Anna, incisione di G. Guerra e F. Giomignani.
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Horace De Rilliet è uno dei tanti viaggiatori che giunsero in Calabria nell'Ottocento. Nella foto Tropea nel 1852. Disegno a penna.
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Disegno di Teodoro Brenson, pittore, incisore, ilustratore Russo, nato a Riga nel 1893 e morto a Peterbourugh nel 1952. Schizzo tratto dal volume 'Visioni di Calabria' del 1929.
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Disegno realizzato dal grande Echer, anch'egli un amante della nostra città, oggi esposto al museo delle belle arti di Montreal (Canada) Databile 1931.
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Piazza Ercole è il cuore del centro storico di Tropea. Un tempo era considerata la pizza principale della città dove fino alla fine dell'Ottocento, nell'antico Sedile di Tropea, le famiglie nobili amministravano la città e i casali.
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Viale Stazione, così chiamato fino a qualche anno fa, era la via che da Piazza V. Veneto conduceva alla stazione ferroviaria di Tropea. Negli anni '30, l'età di questa foto, il viale era pieno di aranceti, agrumeti in genere e gebbie. Oggi la via con la nuova toponomastica si chiama Viale Pietro Ruffo di Calabria.
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Il porticato e piazza Duomo in una foto-cartolina degli anni '20.
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Oggi lo spiazzale che vediamo nella foto si chiama Largo San Michele, nome che prende dalla chiesa dedicata a San Michele Arcangelo; in questo luogo nell'urbanizzazione cittadine posteriore al terremoto del 1783 fu costruita una porta d'ingresso detta appunto "nuova".