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Un altro vallone detto anche vajuni o timpa, ossia una spaccatura a strapiombo della collina, tipica di quest'area. E' sempre il terremoto, anzi i terremoti, che nei secoli si sono susseguiti con aggressiva violenza ad avere cambiato e ridisegnato il volto geofisico delle nostre terre, specialmente di monte poro.
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I caratteristici profondi valloni (vajuni) che si vedono ai margini dell'altopiano per sfociare sulle coste sono originati e percorsi da torrenti e fiumare. Una serie di piccoli corsi d'acqua che assumono l'aspetto di larghe e profonde forre le cui sponde sono impegnate da vasti e profondi dissesti.
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L'ossatura dell'Altopiano è costituita da rocce di tipo granitoide e da rocce scistoso-cristalline di tipo gneissico.
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Al confine Sud di Tropea ed il comune di Ricadi, in Santa Domenica di Ricadi, la Baia di Riaci è incastonata tra due braccia di roccia e un mare cristallino, luogo dal paesaggio caratteristico ed unico che lascia estasiati i suoi visitatori.
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La roccia che la circonda la Baia sembra avvolgerla ed abbracciarla; scende ripida da un’altezza di circa 60 metri e si poggia su una fascia di sabbia bianchissima dalla forma di una mezza luna.
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La Baia è delimitata a lato Nord (Tropea) da un complesso scogliero denominato Petri i Mulino (pietre di mulino) e a lato Sud (Capo Vaticano) dallo Scogghiu i Riaci o Grandi (scoglio di Riaci o Grande).
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Scendendo per la Baia, dopo aver attraversato la fiumara che delinea il confine tra i comuni di Tropea e Ricadi, all’estremità Sud, troviamo lo scoglio di Riaci, che sporge verso il mare per circa 100 metri, e dalle forme ricorda una nave in darsena.
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Oggi, questa zona è meta turistica molto ambita, munita di tutti i servizi turistici necessari, conservando ancora quel fascino leggendario di un tempo, come le rughe marcate dei vecchi pescatori dei tempi che furono.
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Di età ultramillenaria, lo scoglio è ricordato dai più vecchi abitanti del luogo, per una storia particolare e dal retroscena quasi surreale; fortunatamente a lieto fine; infatti, si narra, che intorno al 1945 in pieno conflitto mondiale, una batteria di aerei alleati passando sopra la zona, nella penombra del tramonto, confusi dalla forma della roccia e dalla presenza di persone sopra di essa, scambiarono la stessa per una nave tedesca in fase di rifornimento, e con estrema decisione e precisione, silurarono lo "scoglio-nave" creando 2 enormi fori nella sua parte inferiore, e due più piccoli nella parte più alta ( che doveva sembrare loro il condotto dei fumi della nave).
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Il particolare che si vede nella foto corrisponde al lato frontale dello scoglio guardato da Sud della baia.
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I fondali della Baia, dalle acque cristalline e dalle numerosissime 'tane' per pesci di media dimensione ne fanno un luogo frequentatissimo dai numerosi appassionati di pesca subacquea.
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Il colori di questi fondali e le calde acque del mare della costa, rendono irresistibili questi luoghi. Un tuffo, al minimo, è quello che l'istinto detta alla vista di queste acque.
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Spiaggia di "Michelino" raggiungibile solo a piedi dopo aver lasciato l'automobile nel parcheggio che si trova dopo via L. Razza. La spiaggia è incastonata fra il lido La Frazia e la Pizzuta.
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Spiaggia di Michelino lato nord. Proseguendo verso nord si trova la scogliera della "Pizzuta", così chiamata per lo scoglio maggiore a forma di punta.
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Ciaramiti è un piccolissimo pease semi-collinare, che si trova a metà strada fra Tropea e Brattirò, quest'ultimo paese è una frazione esso stesso del comune di Drapia. Ciaramiti, che in dialetto significa tegole, offrè da questo punto un panorama della costa degli dei mozzafiato. Si possono vedere contestualmente i paesi di S. Domenica di Ricadi (ai suoi piedi), di Tropea, di Ricadi ed in alcuni giorni anche la piana di Gioia Tauro e la Sicilia. Le isole Eolie invece sono quasi sempre visibili ad occhio nudo.
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Un panorama della costa degli dei, vista da Sud, precisamente dalla strada che collega Parghelia a Daffinà di Zambrone.
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La frazione di Torre Marino appartiene al comune di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia
La frazione di Torre Marino dista 3,96 chilometri dal medesimo comune di Ricadi
La frazione di Torre Marino sorge a 52 metri sul livello del mare. éPochissimi gli abitanti in essa residenti: solo 28 nell'ultimo censimento. La località prende il nome da una delle molte torri di avvistamento contro le invasioni Turche disseminate lungo tutta la costa degli Dei.
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Una delle Spiagge della costa degli dei più suggestive è senza dubbio questa di grotticelle a Capo Vaticano. Situata a Sud del litorale è accessibile a tutti. Questa foto ne riprende lo scorcio centrale, ma la spiaggia si estende sia a destra che a sinistra del punto di fuoco per alcune centinaia di metri da ambedue i lati, offrendo al visitatore, soprattutto sul lato destro, una serie di spiaggette isolate a ridosso dello scoglio denominato Praia i focu.
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La costa degli dei è un'area che si estenda da Pizzo a Nocotera lunga circa 70 km. Nella foto si può osservare ed ammirare il promontorio di Capo vaticano e le spiagge a Sud del promontorio con la Baia di Santa Maria.
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La bellissima posizione di questa villa, ispirò il famoso autore di Mogliano Veneto, che a Capo Vaticano fissò la sua dimora e che ne esaltò le bellezze paesaggistiche e naturali durante gli anni della sua vita. Oggi è di proprietà della famiglia.