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E' uno dei moltissimi vicoli tropeani chiamati in dialetto tropeano vinej. Questo della foto collega Largo Pandullo a Via Indipendenza.
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La foto rappresenta il tratto semifinale del torrente burmaria, dove nel passato erano attivi alcuni mulini ad acqua. Si può vedere dal basso, come in questa foto, dalla seconda rampa della discesa per la marina, via marina vescovado; dall'alto, da via Carmine, subito dopo via degli Orti.
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E' una delle cinque scalinate che dalla città portano al mare. Numericamnete è quella con il maggior numero di gradini e si imbocca da Largo Galluppi. Conduce sulla strada del lungomare tropeano ed al porto turistico. Da più di 50 anni è denominata "dei carabinieri", perché al suo imbocco, negli annii cinquanta del '900 era situata una piccola stazione della benemerita.
Il portone che si vede nella foto è quello di Palazzo Sant'Anna, sede del municipio comunale di Tropea. Il piazzale è Largo Padre di Netta, un padre redentorista che operò a Tropea, distinguendosi in virtù ed opere di carità, nell'attiguo convento dei gesuiti.
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Deve il suo nome alla presenza del primo collegio dei Gesuiti a Tropea che fu inaugurato nel 1606. Successivamente, volendo dare al collegio anche una chiesa fu edificata l'attuale chiesa del Gesù, terminata nel 1676. Da questo Largo si imbocca Via Lauro e si arriva a Largo Migliarese e quindi al Corso V. Emanuele, la principale via del centro.
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Questa è la parte finale che sbocca su via Dardano. In prospettiva il portale di granito di palazzo Virdia.
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Una delle vie più antiche di Tropea. Conduce a Via F.D'acquino e a Largo Padre di Netta, dov'è ubicata la chiesa del Gesù.
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Il portale del palazzo Braghò è uno dei più antichi della città. Complesso architettonicamente e molto ridondante, si distingue dagli altri portali del centro storico, per la sua magniloquenza architettonica e lo stile generale. Gli altri portali sono in genere in bugne granitiche con punte di diamante.
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E' un vicolo tipicamente medievale, come moltissimi altri vicoletti della città. Nel dettaglio esso si imbocca da via Aragona e porta a Largo Galluppi. Il nome è vicolo 1° Bistorto in quanto dopo 10 metri dal suo imbocco gira per due volte su se stesso.
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Come moltissime altre vie del centro storico tropeano, anche questa è una via intitolata ad una delle famiglie nobili più importanti della città. In particolare a Ferdinando D'Acquino Patrizio di Tropea, sindaco della città i Tropea nel 1796 e nel 1803, Priore della Congregazione Nobile dei Bianchi San Nicola nel 1792. In questa via e nel palazzo omonimo un altro illustre tropeano Pasquale Galluppi venne al mondo e ivi risiedette per lungo tempo. La via, che si imbocca da Largo Tommaso Grimaldi, conduce alla chiesa del Gesù (sullo sfondo) e a Largo Padre di Netta.
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Una diversa fotografia, una diversa immagine della via F. D'acquino.
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Siamo nel cuore del centro storico in una delle vie più suggestive di Tropea, dove si trovano alcuni dei palazzi patrizi più belli della città, come palazzo Mottola - Braccio, palazzo Cesareo, palazzo Pontoriero-Barone Adesi, con i loro portali settecenteschi dalle forme origianali e varie.
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Il vicolo porta il nome di una famiglia patrizia tropeana: i Scattaretica e molto probabilmente è dedicato a Leonardo Scattaretica, patrizio e vescovo di Tropea nel 1615 c.ca. Esso si imbocca da Largo Tommaso Grimaldi e conduce a Largo Galluppi.
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E' il vicolo che porta da Largo Galluppi a Piazza Tommaso Grimaldi o viceversa.
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Questa come altre vie del centro storico tropeano sono caratterizzate dalla presenza dei cosiddetti passi carrai. Le lastre in pietra lavica nella pavimentazione, servivano per favorire il passaggio delle carrozze.
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Il vicolo collega Largo Sannio, tangenziale a Via Garibaldi, con Via Roma ed è caratterizzaro da una pavimentazione a pietre vive.
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Il vicoletto che si vede nella foto è quello che da Via Del Monte conduce a Largo Barone. La caratteristica pricipale dei vicoletti tropeani è la loro strettezza.
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E' la via che collega Via Del Monte con Via Boiano. In essa si trovano due palazzi gentilizi di Tropea molto belli: palazzo Virdia e palazzo Cesareo. Alla fine della stessa ci si imbatte nel portale più antico e più bello di Tropea. Il portale di palazzo Brago'.
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Il nome di questo vicolo si riferisce ad una delle famiglie più ifluenti del Regno di Napoli: i Pappacoda. Nel nostro paese, la famiglia Pappacoda ebbe come sua rappresentante Sigismondo Pappacoda, ordinato vescovo di Tropea da Clemente VII nel 1527.
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Tipico slargo della Tropea medievale. Si Trova nelle strette vicinanze (10 m.) di Piazza Ercole, con il quale è collegato da un vicolo largo 1 metro al massimo.
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Dedicato con molta probabilità ad Antonio Spanò, artista ed incisore tropeano del 500-600 di cui sono conservate due pregevolissime capolavori in avorio "L'adorazione dei magi" e il Rosario nella Cattedrale di Costanza, e il bastone in bambù del Museo Victoria & Alberto di Londra.
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La foto riprende uno scorcio di via Lauro dall'angolo di visuale di Largo Migliarese. Il vicolo è caratterizzato dalla presenza nella parte iniziale di 3 portali di granito molto belli, da palazzo Toraldo di Francia, anch'esso dotato di portale in tufo con stemma gentilizio in alto. Via Lauro conduce a Largo Gesuiti ed è uno dei vicoli più stretti della città. Dedicato all'illustre cardinale Vincenzo Lauro che durante il Cinquecento partecipò a quattro conclavi e per poco non divenne Papa.
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La famiglia Migliarese secondo quanto dicono gli storici dell'araldica nazionale sarebbe di stirpe romana e godette di titoli nobiliari in Cosenza e a Tropea. Antonio Migliarese a cui probabilmente il largo è dedicato è stato patrizio ed accademico di Tropea, così si firma ad esempio nella traduzione dei versi 'in volgare' di Fedro e D'Aviano e della Batrocomioachìa di Omero, datata 1763 e stampata nella stamperia Abbaziana di Napoli. Il largo di cui nella foto si intravede uno scorcio è ubicato alla fine di Corso V. Emanuele ed è quasi un tutt'uno con il larghetto dell'affaccio
attiguo al largo stesso.
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I patei è denominata la zona a ridosso di Via Umberto I e Via Regina Margherita, un tempo fossato difensivo della città prima della costruzione del rione denominato 'u burgu'.
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La piazza è dedicata all'insigne filosofo Pasquale Galluppi, a cui Tropea diede i Natali.
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E' sorto dalla demolizione di una fila di palazzi dopo il terremoto del 1783. Prima di questa data vi erano due stretti vicoli ai lati.