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La nostra 'passeggiata' comincia da uno dei vicoli più antichi di Tropea, vicolo Revellini, il cui nome è legato ad una delle famiglie patrizie del '700 tropeano. Nel cuore del centro storico, adiacente al forno vecchio il vicolo è uno dei più suggestivi della città. Per scorrere fare click sulla foto
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Il centro storico di Tropea, così come oggi si presenta è frutto di un lungo lavorio di costruzioni, ricostruzioni e trasformazioni, durato oltre un millennio. Questo che vedete nella foto è uno dei forni più antichi della città, l'unico ancora in attività, oggi è una nota pizzeria; un tempo fino ai primi anni Novanta si infornavano pane e dolci di natale e di pasqua.
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La pianta topologica del centro storico è di origine alto medievale, o forse, tardo romana, e nel lungo corso di tanti secoli, si operò sempre sullo stesso suolo, rispettando la fitta trama stradale, così come essa sorse.
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Durante i tanti scavi archeologici che Tropea ha avuto, attraverso la rete di stretti vicoli per sistemazione di servizi civici, non si evidenziarono resti di fondazioni, mentre si evidenziano dove avvennero demolizioni in seguito al terremoto del 1783 o del 1905. La via che si vede attraversa la parte Sud del centro storico di Tropea, parallelamente a Via Indipendenza, con la quale si unisce subito dopo il vecchio forno.
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Gli edifici cittadini, così come oggi si presentano, anche nelle loro vesti fatiscenti, sono il frutto di successivi interventi sul fondamentale tronco primitivo in seguito a lacerazioni delle strutture.
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Il vicolo si trova parallelo al vicolo da cui parte il nostro itinerario e da cui questo album ha inizio. Il vicolo si imbocca da Largo Rota.
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Questa via si imbocca subito dopo il 'vecchio forno', e porta su via Indipendenza. La via è dedicata ad un casato nobile, non presente nell'antico sedile di Tropea, ma di grande rispetto e considerazione nella Tropea patrizia del Sette-Ottocento.
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Era la via principale fino allla fine del 1700, quando per dar spazio al passaggio di Vittorio Emanuele si sventrò il centro storico, costruendo l'attuale corso V.Emanuele, oggi l'arteria principale. La via collega Piazza Ercole con la Villetta dell'Isola, detta anche del Cannone. La foto riprende proprio il tratto finale che sfocia sull'affaccio suddetto.
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Questo vicolo si imbocca da via Indipendenza e porta alla piazzetta Abate Sergio, dove ha sede la Casa della Carità di Tropea, istituita dal Venerabile Francesco Mottola. Il vicolo prende il nome dal vescovo FELICE PAU', nato a Terlizzi in Puglia il 31 maggio 1704, che divenne vescovo della città nel 1751. Grande importanza ebbe nell'opera di risistemazione del Seminario che durante il periodo del suo episcopato venne riedificato e migliorato nel reparto scientifico, dotandolo di ottimi insegnanti, come si può leggere nella iscrizione che esiste attualmente lungo la scalinata dell'edificio. Ne assicurò anche la manutenzione, destinando i fondi delle rendite dell'abazia di S. Angelo e quelle del beneficio dell'Annunziata. Scelse quale Rettore, il dotto abate Andrea Serrao, che poi fu Vescovo di Potenza. Rinnovò l'episcopio, come attesta l'iscrizione che fu posta lungo la scalinata del palazzo.
Morì il 6 novembre 1782, mentre si trovava nella residenza di riposo di Villa Felice in S. Angelo, costruita con i suoi fondi e dotata anche di un alloggiamento a favore dei seminaristi.
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Il vicolo prende il nome dall'adiecente chiesetta della pietà oggi sconsacrata. Il vicolo conduce in via Pietro Vianeo, e si imbocca da via Abate Sergio.
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Situato al fianco destro della villetta del cannone guardando il mare, era il luogo dove fino al 1915 veniva tenuto il grano e le farine delle famiglie nobili di Tropea. Dalla piazzetta antistante panoramica sull'isola e le spiagge del litorale nord.
Antica chiesa oggi sconsacrata, fu un oratorio delle monache di clausura di regola clarissa, istituita dalla nobile Porzia Carbonara. La chiesa è ancora dotata dell'altare in intarsi marmorei, con un fantasioso paliotto anch'esso in intarsi e di alcune tele.
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Il vicolo, si imbocca da Largo Galzerano e conduce in Largo Ruffa. Il suo nome è legato al fatto che dopo la prima guerra modiale era ubicato il vecchio ospedale.
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Si trova alla fine di via Lepanto e sul Largo poggia uno dei palazzi più belli e più antichi di Tropea: palazzo D'Amore, la cui entrata ed il magniloquente portone si trovano su Via Lepanto.
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Palazzetto del XVIII secolo ristrutturato sull'impianto originale del tempo all'inizio del secolo e 'tirato a nuovo' pochi anni fa. Si trova in Largo Antonio Pandullo, dopo aver percoso Via Pietro Vianeo, di fronte a Largo Galzerano.
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In questo palazzetto della fine del '700 ed inizi dell'800 ha sede la piccola università per stranieri di Tropea, dove da piu' di 10 anni si tengono corsi di lingua italiana per stranieri che durante le proprie vacanze a Tropea hanno necessità di apprendere la lingua in poche settimane. Sono corsi prevalentemente di breve durata che si svolgono nel periodo estivo. Lodevole l'iniziativa portata avanti da Antonio Lamantea. E' situato in tra via Indipendenza e via Pietro Vianeo.
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Piazzetta di San Giuseppe, ubicata il Largo Mercato ed adiacente a Largo Rota. Antica chiesa di Tropea che è contigua alla chiesa di Santa Caterina. Oggi non è aperta alle funzioni religiose, ma ospita mostre varie. La chiesa fu edificata nel 1783, nel sito in cui sorgeva la precedente chiesa di San Domenico, su iniziativa della congrega dei falegnami e probabilmente fu terminata nel 1806, data quest'ultima, scolpita sulla faccita esterna della chiesa. L'interno è ad un'unica navata con la volta a botte. Lungo tutte le pareti laterali ci sono gli scranni di legno, utilizzati dai membri della congrega durante le funzioni religiose. Sopra gli scranni sono dipinte scene rappresentanti momenti della vita di Gesù, probabilmente opera del Grimaldi. Dopo gli interventi di restauro, la chiesa è utilizzata per lo svolgimento di mostre, concerti e conferenze.
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Il Largo prende il nome da un casato nobile ma non originario di Tropea che alcuni documenti attestano come Roto di cui l'antesignano sarebbe un certo Anfuso di Roto, devastatore di chiese e di abbazie all'epoca di Federico II di Svezia. Molto probabilmente la famiglia da cui il largo prende il nome, trova le sue origini in Asti e successivamente al tempo di Carlo I d'Angio' si trovo' a Tropea al suo seguito.
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Il vicolo trova il suo imbocco in Largo Rota e alla fine dello stesso si trova una scalinata che conduce a Via Regina Margherita.
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Questa che vedete è la scalinata che porta da Via Regina Margherita a Largo Rota. E' visualizzata nel senso opposto della foto precedente.
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Gli edifici sulla sinistra sorgono dove un tempo era il giro del muro di difesa della città. L'attuale via è stata ricavata, riempiendo il fossato antico con terra e pietre.
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I patei era chiamato questo burrone, sito tra viale regina margherita e corso Umberto 1°. Prima della costruzione del quartiere del borgo, nel passato era il fossato che anticipava le mura cittadine. Successivamente, con la costruzione delle case e di Via Regina Margherita, il fosso protettivo fu riempito.
L'antica via dei fabbri, detti in dialetto 'forgiari'. Fino a qualche decennio fa, era la via delle botteghe artigianali, soprattutto dei fabbri esperti nella lavorazione del ferro a caldo. Oggi la via è perlopiù commerciale con numerosi ristoranti, bar e negozi vari.
Il corso o la via dei fabbri è chiamato da sempre 'u burgu' che in dialetto calabrese significa il borgo, probabilmente per la sua configurazione architettonica e toponomastica somigliante ad un piccolo rione medievale o borgo. La via è da moltissimi anni teatro della festa popolare della croce, chiamata I tri da cruci che si svolge il 3 Maggio.
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La via è vista in questa foto dall'imbocco di via Libertà. La posizione è quella delle scale che permettono di scendere al mare. Via dei Fabbri era fino a qualche decennio fa la via delle botteghe artigianali dei fabbri ferrai. Oggi è una via ricca di negozi vari e di ristoranti.
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La scalinata si trova alla fine di Via Umberto I e porta direttamente alla marina detta dell'Isola o del mare grande. Viene percorsa da migliaia di vacanzieri ogni anno ed è piacevole attraversarla per scendere a mare. Un po meno per salire dal mare..ovviamente.
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Il quartiere arroccato sulla rupe 'u coralluni' che in italiano significa il corallone, è così chiamato dai tropeani per la sua conformazione strutturale somigliante ad un corallo. Si può ammirare questo insieme di case sulla rupe, dalla villetta del cannone, situata di fronte allo stesso.
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Lo scoglio su cui sorge tutta la città vecchia, si integra con gli edifici che sembrano nati dalla roccia e cresciuti in simbiosi con essa. Sono in gran parte strutture medievali.
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Imbocco della via da corso Vittorio Emanuele. E' la prosecuzione dell'attuale Via Roma, passante per Piazza Ercole. La via deve il suo nome in seguito alla mancata vendita del vicerè di Napoli al principe Ruffo di Scilla. La città ha intitolato due vie legate a questo fatto storico di primaria importanza. La presente e via Libertà.
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Questa via/vicolo è una delle più suggestive del centro storico. Essa si imbocca da Largo Ruffa, alla fine di Corso V. Emanuele e porta a Largo Galzerano. La via è dedicata alla celebre battaglia di Lepanto, in cui i tropeani alla guida del generale Gaspare Toraldo, riuscirono a sconfiggere i Turchi. Nella via si trovo l'ingresso di Palazzo D'Amore, uno deii palazzi più antichi e più belli di Tropea.
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La via principale di Tropea, dove in estate affluiscono migliaia di turisti. La via fu ricavata con un intervento umano a seguito del terremoto del 1783 e per far spazio al passaggi di Re Vittorio Emanuele che in quel perdiodo venne a Tropea.
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Il vicolo, piccolo e caratteristico si trova sulla sinistra di Corso Vittorio Emanuele, l'arteria principale del centro storico di Tropea, a 70 metri da Largo San Michele da cui il corso muove in leggera discesa fino all'affaccio in fondo ad esso. Il nome è legato ad una delle famiglie storiche e patrizie di Tropea, gli Adesi, che sedevano nel Sedile dei Nobili e governavano la città. Ad essi e ai lasciti generosi di questa famiglia, Tropea deve numerose opere urbanistiche di cui la principale è il convento di Santa Maria delle Grazie, chiamato anche di San Domenico, attiguo al vicolo e tutt'uno con la chiesa di Santa Caterina.
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E' la continuazione del vicolo di cui si è detto nella foto che precede la presente. Esso conduce a Largo Rota.
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Si trova al centro di corso V. Emanuele, poco prima di Piazza Ercole e quasi adiacente all'antico sedile. Il suo nome è legato al mercato che si svolgeva nella città fino al 1960. Dopo, l'ubicazione del mercato ebbe diverse altre collocazioni, ma il nome rimane lo stesso ancora oggi.