A cammisa cacata: “faragula” tragicomica di Alfredo Vallone

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675a917fd88dfc9cacca093f81c11661_orig.jpgA volte la vita restituisce piccoli semplici compensi alle esagerazioni a cui frequentemente assistiamo. Del fatto che ormai occupino posti di responsabilità soggetti che non possiamo definire asini per non offendere la specie equina non si meraviglia più nessuno e nessuno è così illuso da credere che possa intervenire, di questi tempi, una qualche autorità che voglia o possa ristabilire un minimo di decenza. Al momento si può però scommettere sul fatto che ogni tanto ci possiamo ridere su, sdrammatizzando allegramente, per non cadere nel pessimismo e nella depressione perché vige ancora, nelle nostre terre, la seguente legge di vita: u culu chi non vitti mai cammisa, appena a vitti sa cacò (il culo che non ha mai visto camicia appena la vide la imbrattò).

Non c’è bisogno della laurea in medicina per sapere che Fleming (1881 – 1955, premio nobel per la medicina 1945) è lo scopritore della penicillina e che Koch (1843 – 1910, Premio Nobel per la Medicina nel 1905) è lo scopritore del batterio che causa la tubercolosi (bacillo di Koch).

Qualche anno fa veniva ricoverata in un reparto ospedaliero una distinta Signora per ischemia cerebrale. Nonostante la sue condizioni fisiche, cancro, chemioterapia in corso e deficit del linguaggio dovuti all’ischemia cerebrale, la distinta Signora non aveva perso il suo acume e il suo umorismo.

Accanto al suo letto c’erano suo figlio e suo fratello, infettivologo ospedaliero il primo e primario infettivologo il secondo. Entravano nella stanza di degenza i medici per il quotidiano giro visite e uno di loro, visibilmente “in carriera”, con il tono classico del rampante ma allo stesso tempo affabile e, bisogna riconoscerlo, anche simpatico, interpretava senza alcuna timidezza ne tentennamenti, il suo ruolo. La sua corporeità mostrava, come un libro illustrato, che su di lui c’era un progetto, che qualcosa o qualcuno gli aveva dato garanzie di successo sicuro.

Il camice bianco dissertava così, con lacune culturali che non sfuggivano anche ai più distratti, su vari argomenti di interesse generale quando il suo percorso, diciamo così, di idee, trovò un pericoloso ostacolo. Un suo collega gli fece presente che in reparto mancava la penicillina e che dalla farmacia dell’ospedale giungeva notizia che non era disponibile in Italia perché non più in produzione.

Forse perché distratto, forse perché sottovalutava gli interlocutori, forse perché non riconosceva come pericolosa la situazione, senti di dover commentare la contingenza con una frase ad effetto, consona e proporzionata alla sua posizione (il culo si appresta a indossare la camicia). E così ebbe a dire: manca la penicillina? Koch si starà rivoltando nella tomba! ( il culo imbratta la camicia).

Le espressioni del figlio della signora, del di lei fratello, dei colleghi medici e degli infermieri erano fantastiche, rido ancora adesso a immaginarle. Sorprendentemente, ma non per chi conosceva bene la signora, a quella frase ad effetto seguì quella delle signora stessa che recuperando ogni deficit del linguaggio, speditamente e chiaramente divertita, interveniva dicendo: Koch si starà rigirando nella tomba, si immagini cosa starà facendo Fleming!

Ogni tentativo di frenare le risate fallì miseramente in quel momento e ancora di più in quello successivo, quando il camice bianco, ritiratosi nei suoi pensieri, avendo evidentemente concluso che la signora era ancora confusa per l’ictus cerebrale, pensò che fosse opportuno ridere anche lui e dire alla signora: non si preoccupi guarirà!

A questo punto non so più che cosa sia successo alla camicia! Ma al peggio non c’è mai fine. Non posso concludere dicendo che ogni persona o fatto descritti in questa faragula siano frutti dell’immaginazione dell’autore anzi concludo rivelando che l’infettivologo figlio della Signora è l’autore stesso della faragula e che il fratello della signora era lo zio dell’ aurore. Egli, faragulatore di prima classe, l’avrebbe scritta di sicuro.

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