Scherzi da “Super-Io”…di Massimo L’Andolina*

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818272264.jpgLa vita politica di Tropea negli ultimi sedici mesi ha attratto l’attenzione  non solo dei cittadini della città tirrenica  ma anche dei media locali e nazionali, della rete, di vari blogs calabresi, piemontesi e del lombardo-Veneto.

Ha incuriosito un po’ tutti non solo per il ribaltamento determinatesi con la sentenza del Consiglio di Stato del  3 agosto scorso che ha visto il ritorno del prof. Gaetano Vallone alla guida della città, ma anche per la spasmodica reazione dell’ex sindaco dr. Adolfo Repice alla notizia giunta da Roma.

Purtroppo, il dibattito politico è scemato su personalismi  che nulla hanno a che fare con la politica e si sta assistendo ad una deriva pericolosa che non piace alla gente e soprattutto non è utile alla città.

Se volessimo fare un’analisi non solo politica ma anche umana, emotiva e psichica di questi sedici mesi, ci sarebbe materia per scrivere un trattato “sulle delusioni e sulle risposte emotive  dell’animo umano di fronte alla perdita del bene perduto”, intendendosi per bene perduto qualsiasi cosa che ci faccia stare meglio o apparentemente meglio.

Diceva qualcuno che le idee camminano sulle gambe degli uomini ed è vero ma, ahimè,  è vero anche che le reazioni inconsulte, miserabili, pretestuose, sono patrimonio del genere umano.

Fermiamoci per un attimo alla politica senza scomodare altri campi di attività dove l’uomo pare divertirsi a far vedere quanto possa essere grande, piccolo, ignobile.

Ho sempre creduto che la Politica fosse il luogo dove l’uomo prima o poi appare quello che in realtà è.

La Politica fa vedere quanto l’uomo sia fedele, visionario, coraggioso, vigliacco, ipocrita.

Tutto comincia quando la lista “Passione Tropea” diretta dal dr. Repice si aggiudica la vittoria elettorale per tre voti di distacco sulla lista “Uniti per la Rinascita” guidata dal prof. Gaetano Vallone.

Già in quel periodo cominciano a manifestarsi i primi segni di un Super-Io ferito.

Il Super-Io è quella parte dell’animo umano che delle volte suggerisce al possessore indicazioni e valutazioni sbagliate, fa vedere una realtà che non esiste, e, cosa ancora più grave ,imponendo il suo volere senza alcuna difficoltà,  spinge lo sventurato proprietario ad escludere gli altri, convincendolo infine che, il mondo che lo circonda, è un deserto senza   intelligenze, senza  iniziative, un terreno piatto, crudo dove non nascono idee, perchè le idee, quelle giuste,  si trovano tutte nella sua testa. Spinto da questa forza magica, misteriosa e invincibile il pover’uomo si trova costretto,  spesso, a fare cose  fuori dall’ordinario; avete presente la famosa scena del film di Charlie Chaplin “Il grande Dittatore” dove l’immenso comico interpreta Hitler nella “danza del mappamondo?”; bene! quello è un comportamento da Super-Io.

Molto più modestamente, mi perdoni il super-io per questo avverbio riduttivo, alle nostre latitudini il Super –Io si chiede: “caspita com’è possibile che abbia vinto per soli tre voti? Ci sarà sicuramente un errore”…

E allora ecco le prime manifestazioni impulsive ricche di meraviglia e incomprensione, rivolte verso chi si avvicinava a congratularsi per la vittoria:“vorrei  sapere perché non mi hai votato!? E vorrei anche saper perché hai votato Tizio o Caio e non me!?”

Vedete, basta un piccolo esempio per capire. Il super-Io esclude che gli altri possono scegliere un altro diverso da lui. Sembra dire: ”Io sono il migliore, il più bravo, il più capace; ho occupato una serie infinita di poltrone di prestigio, i miei meriti li conoscono ovunque, com’è possibile che tu, piccolo elettore di Tropea mi preferisci a degli asini e non mi dai il tuo voto?”

Il Super-Io ha la pretesa di sostituirsi alla coscienza degli altri evidentemente privi, a suo modo di pensare, di riflettere, di scegliere secondo la propria storia, le proprie esperienze, le proprie valutazioni, la  propria fede politica; tutto  dovrebbe essere rotolato in fosso, immolato per quel Super-Io sempre presente, assillante, che dirige, suggerisce, impone, esclude, controlla…un po’ come il Grande Fratello di Orwel non quello di Canale cinque.

Capita poi che il Super-io si metta ad amministrare. E qui cominciano i guai. Il super-io è convinto che le sue opinioni e le sue scelte siano incontrovertibili. E allora dal suo magico cilindro comincia a tirare un sacco di idee. Vediamone alcune… Mi pare di sentirlo:”Forza ragazzi cambiamo questa città, cominciamo… Il Comune deve vendere il  vecchio ospedale; ne facciamo un albergo a sette stelle!”

Neanche gli passa per la testa che forse l’ASL  o gli eredi degli antichi proprietari possano avere qualche riserva.

“Questa città ha bisogno di Scuole nuove. Bene facciamo un leasing in costruendo”!

Non considerando che quel leasing costerebbe alla città circa 500 mila euro l’anno per vent’anni ed un riscatto finale del 3% sul costo complessivo dell’opera.

“Presto, dobbiamo sistemare i lavoratori  LSU-LPU” “Tutti?” Qualcuno chiede. ”Ma noooooo…tre o quattro bastano… gli altri possono pure aspettare…”

Molto lontano dal pensare che forse sta attuando una procedura illegittima c’è voluta una nota della Funzione Pubblica per fargli capire che quella operazione era irregolare e che quei lavoratori, per quella manovra, rischiano addirittura  di perdere quello che in passato avevano ottenuto dall’amministrazione a guida Vallone.

“Dobbiamo sistemare i parcheggi. Possiamo fare in fretta non c’è bisogno di nessun appalto…Per i parcometri ci penso io…La Guardia di Finanza  indaga per un appalto illegittimo in quanto l’appalto è stato affidato ad una cooperativa pur essendo superiore a ventimila euro.  

Poi il grande annuncio, la mamma di tutte le battaglie: “Il porto tornerà ai cittadini di Tropea!”

Revocata la concessione alla società Porto di Tropea – concessione che sarebbe scaduta comunque il 31 dicembre dell’anno in corso – viene internalizzato il servizio. Ne è scaturita una bagarre tra denunzie, contro denunzie, TAR, confusione, approssimazione, sconcerto degli utenti, licenziamenti, assunzioni per i quali esiste un contenzioso con l’ispettorato del lavoro che al momento non sappiamo quanto ci costerà, calo della qualità del servizio, degli introiti economici, gravi riflessi sul bilancio comunale.

Il Super –Io è come quell’allenatore di calcio che traccia schemi sicuramente vincenti perchè quei schemi non prevedono la presenza della squadra avversaria sul campo di gioco…

Ma non è finita. Vi ricordate il motto dei Borboni; farina, forche e  feste? Tralasciando la farina,ogni giorno presente sulle nostre tavole. Il  Super-Io sembra avere fatto suo il resto di quel motto.

Alle forche si sono sostituite le gogne mediatiche. Vedi la miserabile vicenda dei mancati pagamenti dei tributi comunali da parte di alcuni consiglieri della maggioranza. Premesso che i tributi devono essere pagati da tutti, forse non tutti sanno che il super-io distratto da altre cose per quattordici mesi durante i quali ha fatto il Sindaco non solo non ha sollevato la questione, ma si è dimenticato di mettersi in regola  e quando ha giurato da sindaco  ha giurato il falso perché in quel momento anche lui, per dirla con le sue stesse parole era “un parassita”.  Soltanto dopo aver versato quanto dovuto, qualche settimana  fa, ha cercato un pretesto e sollevato la questione volendo apparire come il grande moralizzatore.

Ma è evidente che nessuno ha bisogno delle sue lezioni.

E chi sperpera il denaro pubblico come si può definire?

L’ingegnere Nardi incaricato dall’ex (devono  essere molto pesanti  queste due letterine…)Sindaco, per una analisi sul Porto  ha presentato una parcella di circa 67 mila euro…quasi settemila euro a pagina per dirci che le tesi del dr. Repice sul porto erano sacrosante.

Feste e festine. Le feste per un super-io sono sinonimi di riposo, distrazione dai gravi impegni amministrativi.
Bene la festa per antonomasia è il Carnevale. “Volete festeggiare il Carnevale?” Pronto il Carnevale, se poi ci mettiamo un po’ di gusto e’ ancora meglio…peccato però che  ci si dimentica di fare un  serio impegno spesa e chi ha organizzato la festa pretende giustamente i soldi e i soldi non ci sono…

Infine l’amicizia. L’amicizia è molto bella per i super-io lo fanno sentire ancora più super. Foto, abbracci, sorrisi, strette di mano, pacche sulle spalle… Ma gli Amici di Maria de Filippis…vuoi mettere…esempio di grande televisione portata in piazza a Tropea per la misera somma di 55 mila euro…e’ un’occasione d’oro…

Si da il caso che anche per questa festa  l’impegno spesa è stato fatto per il palco, l’ambulanza, l’impiego dei Vigili Urbani e la SIAE per un totale di circa tre mila euro…e gli altri 55 mila? Chi paga? Il contribuente. E’ il contribuente che deve far fronte alle follie amministrative del Super-Io a scapito di servizi più utili alla comunità.

Potremmo continuare descrivendo altre scelte senza logica e senza costrutto, ma per adesso lasciamo perdere. Abbiamo abbastanza esempi per capire che la politica avventuristica alla quale abbiamo assistito per quattordici mesi è stata solo una politica show bella fuori ma pericolosa dentro; per fortuna è finita.

Ma quanto tempo occorrerà per riparare i danni? Sarebbe auspicabile una maggiore riflessione su tutto. Ma chi deve riflettere ancora di più sono i politici che spesso hanno la pretesa di dirigere la vita degli altri. E allora per dirigere la vita degli altri occorre un quotidiano bagno di umiltà. Una carica politica non è una medaglia da appiccicare sul petto, né una cravatta da indossare il giorno della festa. E’ un peso,è il peso della responsabilità che nasce dall’ansia di non deludere e di fare bene, un peso da  affrontare quotidianamente con coraggio e passione ricordando sempre in ogni istante della propria funzione quello che J.F. Kennedy scolpì nella mente di molte generazioni: ”Non chiederti cosa il tuo Paese possa fare per te, chiediti cosa tu puoi fare per il tuo Paese”.

 *Vicesindaco di Tropea

 

 

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