Libertà di stampa, libertà d’opinione, libertà di critica: di Pino Vita*

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2118492334.jpgIntervenendo nel consiglio comunale del 5 c.m, l’ex sindaco di Tropea Adolfo Repice ha attaccato il consigliere Lucio Ruffa, di recente nominato assessore e capogruppo della lista guidata dal sindaco in carica Gaetano Vallone, in quanto nel Blog da lui diretto  avrebbe commesso, tra le numerose colpe attribuitegli, anche quella di “utilizzare toni che offendono la libertà di stampa e ridicolizzano il governo cittadino”.

Lasciando da parte le cause, vere o presunte, che ridicolizzerebbero il governo comunale, il tema della difesa della libertà d’informazione che Repice pone al centro della sua polemica, rappresenta un valore fondamentale del nostro sistema costituzionale che tutti dobbiamo, in ogni occasione, difendere e rispettare quale che sia il ruolo al momento ricoperto.

E’ difficile per me decidere chi tra Repice e Ruffa abbia ragione sulla questione della libertà d’informazione (a questo proposito dovrebbero intervenire i numerosi giornalisti tropeani) per cui mi limito a sottolineare che si tratta di una polemica,  inasprita dagli esiti della recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha reso ancora più rovente il clima di contrapposizione tra i due schieramenti. Nel contempo voglio preliminarmente chiarire di non condividere le posizioni politiche di Lucio Ruffa, anche se in molte occasioni ne ho apprezzato lo stile ruvido e graffiante con cui accompagna le sue note sul Blog. Questa caratteristica, in una Calabria in cui difficoltà economiche ed interessi editoriali forti condizionano, più che altrove, l’autonomia dei giornalisti, non rappresenta, a mio avviso, un “vulnus” ma una risorsa per la libertà di informazione. Questa convinzione trova riscontro concreto in un episodio accaduto in occasione del consiglio comunale tenuto davanti all’isola nel maggio dello scorso anno, allorché il sindaco Repice, evidentemente innervosito da alcune riserve critiche del gruppo consiliare del Pd di Parghelia (Vita- De Luca- Pungitore- Ceravolo) sull’opportunità della  gestione associata del servizio di segreteria tra i due comuni, si abbandonò ad attacchi personalistici contro il sottoscritto, accusandomi per la mia età matura (sic)ed asserendo che mai Pino Vita avrebbe fatto il sindaco di Parghelia perché lui ed i suoi amici, non l’avrebbero consentito.

In quella occasione soltanto il Blog di Lucio Ruffa, rompendo l’indifferenza della stampa locale, impegnata a non turbare l’uniformità e il conformismo delle posizioni ufficiali, ospitò integralmente le note critiche del gruppo del Pd sull’opportunità di quella  convenzione. Gli sviluppi successivi della vicenda avrebbero, invece, confermato la bontà delle riserve del nostro gruppo consiliare : il segretario Cesare Pelaia sarebbe trasmigrato, dopo poco, a Lamezia e la gestione associata dei servizi di segreteria di cui Tropea era comune capofila con il 70% sarebbe stata sciolta, per espressa volontà della maggioranza guidata da Repice. 

Una sola considerazione: nell’informazione, come in molti altri campi, occorre applicare sempre gli stessi criteri e fare riferimento coerentemente agli stessi valori, sia quando si è in maggioranza che in minoranza.

Adolfo Repice non sembra, però, gradire di stare in minoranza e, forse, per questa sua propensione, dopo aver chiesto ai cittadini di Tropea i voti, anche con la garanzia dell’ex sindaco del Pd Chiamparino, è trasmigrato nello schieramento opposto di centro destra.

Un abbandono che non ci sorprende e, in verità, non ci dispiace. 

 *capogruppo gruppo consiliare Pd di Parghelia

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