Il fascino della Grotta delle Ninfe a Cerchiara

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Cerchiara e piana di Sibari in prospettiva.jpgEccoci lungo la pianura di Sibari, da Rossano a Rocca Imperiale, col mare Ionio che ci segue nel nostro itinerario, col suo colore azzurro, da sud a nord e col Pollino severo, a farci da quinta. Fare weekend da queste parti significa attraversare la storia con la mitica e antica Sibari dell’VIII sec. a.C e con le leggende che ne derivano, ma anche conoscere tradizioni e cultura tipica dell’alto jonio cosentino e della sibaritide ed enograstronomia, aspetto da non trascurare per chi trascorre anche una breve vacanza.

Nell’itinerario che voglio suggerirvi per il vostro weekend eccoci a Cerchiara di Calabria, dove troveremo la famosa Grotta delle Ninfe Lusiadi. Da secoli queste grotte conservano, ma in fondo anche oggi, il nome bizantino ‘Armoi’ che italianizzato diventava ‘delle Armi’ nome che ha anche un celebre santuario detto appunto Santuario della Madonna delle Armi, cui ci si arriva risalendo la montagna, ai cui piedi c’è Cerchiara.

Cerchiara Madonna delle armi.jpgNel santuario testimonianze addirittura di miracoli. Per il turista forse assetato o affamato c’è anche un piccolo bar ristorante, notizia non trascurabile. Della Grotta delle Ninfe della sibaritide ed altre leggende sono riportate negli scritti anche dal noto viaggiatore inglese Henry Swinburne nel 1777.

Cerchiara 1 piscina e grotte sullo sfondo.jpgAttorno alle grotte è stata costruita una struttura con piscine e docce che rende facile usufruire degli straordinari effetti benefici delle sue acque, struttura però che non intacca assolutamente la bellezza naturale di questo luogo.

La Grotta delle Ninfe è ai piedi del monte Sellaro che fa parte del gruppo montuoso del Pollino, protendendo poi sulla Piana di Sibari. Gran parte del monte Sellaro riveste vegetazione a macchia mediterranea e speroni rocciosi, nella parte sud occidentale, brulla e rugosa, ecco a strapiombo una sagoma biancastra, quasi riflettesse i raggi del sole e della luna: è l’ingresso della grotta e nei suoi antri che da millenni hanno accolto anacoreti e monaci bizantini e per questo è stata anche denominato il monte Athos calabrese.

Da tempo immemorabile sgorga una sorgente di acqua termale, sacra alle Ninfe Lusiadi e, secondo leggenda, nell’antro era nascosto e custodito anche il talamo della mitica Ninfa Calipso.

Inutile dire che le sue acque sulfuree (30 °C) erano già notissime a quel tempo agli antichi abitanti di Sibari.

A tal proposito, fra le favolose ricchezze dei Sibariti, si favoleggia anche della bellezza delle sue donne, che addirittura si facevano confezionare il loro chitone, l’abito della moda femminile di allora, confezionato da sarti personali che poi curavano anche la loro bellezza, particolarmente la loro pelle delicata, proprio alla Grotta delle Ninfe Lusiadi.

Il bagno nell’acqua sulfurea termale e i suoi fanghi neri e morbidi, spalmati sul corpo erano di grande effetto medico (allora come oggi) liberando ogni traccia di ruvidezza o di malattie della pelle. Le Ninfe Lusiadi erano chiamate così perché liberatrici, addirittura, di qualsiasi problema sanitario e le virtù mediche delle acque si perdono nella notte dei tempi, nella mitologia greca e nelle leggende.

Ma un week end che si rispetti a Cerchiara di Calabria, graziosa cittadina a 25 km dall’uscita dell’autostrada a Frascineto o a pochi km dall’uscita della superstrada 106, oltre alla visita di queste affascinanti grotte permette anche, come ogni week end che si rispetti, di visitare la “Città del pane”, così è anche chiamata Cerchiara, per la bontà di questo prodotto fondamentale per la nostra tavola. Il pane di Cerchiara viene inviato quotidianamente nelle principali città calabresi e addirittura in molte e molte città dell’Italia centrale e settentrionale e, ci dicono, persino all’estero. Esiste addirittura un’Associazione Nazionale delle “Città del Pane” il cui vice presente è proprio il sindaco di Cerchiara.

A questo proposito Cerchiara, sempre sul tema del pane, ha fatto un gemellaggio con la Puglia anch’essa produttrice di pane famoso, quello di Altamura.

Ma non finisce qui, perché Cerchiara è anche la “Città dell’olio”, per un olio particolarmente delicato che si produce sulle sue terre. Anche per quanto riguarda l’olio Cerchiara è gemellata con molte città toscane.

Ma facendo un passo indietro, ovvero tornando al pane, Cerchiara possiede un antichissimo mulino restaurato, dove è stato sistemato anche il “Museo del Pane”.

Con un pane e con un olio così famosi, per il turista, mal che vada, basterebbero questi due elementi già per scoprire una grande realtà gastronomica. Ma naturalmente la città di Cerchira offre nei suoi piccoli ristoranti menù tipicamente calabresi per cui vale proprio la pena trascorrere un weekend fra la sua Grotta e le sue offerte gastronomiche.

Per approfondire la conoscenza di Cerchiara e guardare tutti i video che vi faranno entrare più da vicino nel clima di questa affascinante e bel bogo calabrese, vi invito a visitare il sito del comune di Cerchiara premendo qui.

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