Gli abiti nelle figure del presepe

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La luce nel presepe.jpgGli abiti possono essere di vario tipo, secondo le diverse figure. Spesso Maria e Giuseppe mantengono gli abiti che presepisti hanno immaginato per la loro epoca storica: si tratta di abiti classici che danno a queste figure un senso di atemporalità e per questo di contemporaneità a ogni epoca.

Ma, per contro, il presepe settecentesco napoletano li veste come patrizi, inserendosi così nel filone di quelle rappresentazioni in cui tutte le figure hanno abiti dell’epoca e del luogo del presepe, per cui l’effetto è quello diMaria e giuseppe.jpg essere davanti ad una storia contemporanea, nella cui scena si può in un certo senso entrare e si può partecipare, perché la presenza di un riguardante che vi si inserisse non sarebbe sentita come estranea.

Le altre figure della scena, se ben osservate, di solito mostrano abiti popolari del Settecento e dell’Ottocento: del tempo cioè in cui maggiore è stata la diffusione del presepe e in un certo senso si è fissata l’iconografia presepiale.

 

Certo è che all’epoca, il loro impatto emotivo doveva essere ben più forte, perché chi guardava vedeva figure vestite al suo stesso modo. Sono comunque gli abiti delle popolazioni di città e di campagna degli ultimi due secoli, la cui foggia non mutò poi tanto, e fra questi si distinguono gli abiti dei pastori, con le loro giubbe di pelle, le stringhe alle gambe, i cappelli a tesa larga, i mantelli e soprattutto gli strumenti musicali, le caratteristiche zampogne.

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Oggi non di rado, in ambientazioni di tipo palestinese, si trova un’accentuata ricostruzione degli abiti dell’epoca. L’abbigliamento siro-palestinese era allora costituito da tre capi: la tunica, il mantello e la cintura, oltre alle calzature, cioè ai sandali. La tunica si indossava sulla pelle: era un telo piegato a metà e cucito ai lati, con le aperture per le braccia e il capo; per l’uomo arrivava al polpaccio, era colorata a righe, oppure rossa, gialla, nera. Per la donna arrivava alla caviglia, spesso azzurra, ricamata ai bordi, e ogni villaggio aveva disegni tradizionali. Ai fianchi si portava la cintura, che si allungava in una specie di tasca per monete o piccoli oggetti. Sulla tunica si portava il mantello costituito da un telo quadrato, di diverso colore nelle diverse stagioni. Si usava fuori di casa e nelle situazioni di carattere ufficiale.

Sullo stesso argomento vedi anche:

I materiali del presepe

L’allestimento del presepe

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Il presepe: l’irruzione dell’eterno nel tempo

Il presepe: dalle chiese alle case

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