Allarmante appello di Pino Giuliano su erosione costiera e depurazione

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Pino Giuliano.JPGProvincia: intervenire subito Depurazione, ormai è allarme Preoccupata Confindustria Vibo: ‘Se il problema non viene risolto addio turismo.

di FRANCESCO PRESTIA il Quotidiano della Calabria di Domenica 9 Maggio 2010

‘COSA lo ripeto a fare? Lo sanno anche le pietre che per la Calabria e il Vibonese il turismo è il settore trainante dell’economia, lo sanno benissimo anche i nostri politici e amministratori che ne parlano spesso nei convegni. Peccato però che poi, all’atto pratico, alcuni problemi che del turismo causano la morte vengano lasciati irrisolti.

Allarga le braccia, sconsolato, Pino Giuliano, presidente della sezione turismo di Confindustria ed egli stesso primario imprenditore turistico di Capo Vaticano. Non riesce a capacitarsi come si possano continuare a sottovalutare i due problemi strategici di questo comparto, erosione costiera e depurazione. «Se in una provincia come la nostra, che sul turismo poggia gran parte delle sue prospettive di sviluppo, l’erosione continua a far danni e non c’è un sistema efficiente di depurazione, vuol dire che di turismo non si è capito nulla. Intendiamoci, in questo nostro comparto ci sono anche altri problemi ma, ripeto, erosione e depurazione sono le priorità assolute, strategiche, sono i problemi che è più urgente risolvere, senza por tempo in mezzo».

Sull’erosione qualche passo avanti c’è stato. Giuliano ricorda infatti che qualche mese addietro la Provincia ha consegnato alla ditta i lavori per la zona di Joppolo, Santa Maria e Parghelia: «Dopo tanti anni di attesa, è stato certo un fatto positivo. Purtroppo però, a quanto mi consta, finora la ditta non ha fatto praticamente nulla. Non vogliamo fare polemiche, segnaliamo soltanto, e con grande rammarico, il problema e ci appelliamo al presidente De Nisi affinché l’impresa inizi subito gli interventi».

Un altro progetto, presentato alla Regione dai comuni costieri da Briatico a Nicotera, ha ricevuto finalmente il via libera dalla precedente giunta: «Anche se finanziato solo in parte, esso è comunque un dato positivo. L’altro giorno c’è stato un incontro in Provincia col presidente De Nisi, ora speriamo che si proceda speditamente così che l’estate del 2011 possa vedere i lavori già realizzati. Sarebbe un risultato “storico”».

E veniamo alla depurazione che, con l’erosione, è l’altra, annosa, spina nel fianco degli imprenditori turistici vibonesi «i quali – rimarca Giuliano – stanno vivendo un momento davvero drammatico, per la crisi generale ma soprattutto per i ritardi, il disinteresse, la sottovalutazionedel problema da parte di chi dovrebbe provvedere. Leggiamo quotidianamente sulla stampa che si disquisisce di analisi del voto, di primarie e altro ancora ma nessuno parla di cose concrete, di azioni in grado di muovere l’economia vibonese». Il presidente di Confindustria Turismo non nasconde il suo pessimismo: «Dieci giorni fa sulla depurazione c’è stato in prefettura un incontro nel quale abbiamo constatato, purtroppo, l’assoluta mancanza di idee, solo accuse reciproche. Una cosa da far cadere le braccia. Comunque, per quanto ci riguarda, non lasceremo nulla d’intentato. Mercoledì prossimo qui in sede avremo un incontro con la Regione, nelle persone dell’assessore Stillitani e dei consiglieri Grillo e Salerno, per parlare solo di depurazione». Una punta di delusione affiora nelle sue parole: «Leggo oggi che un assessore provinciale dice che si deve affrontare il caso della depurazione. Nel 2009… Questo è un problema che doveva essere al primo posto già diversi anni fa! I disastri e gli sperperi registrati in questi anni in Calabria nella depurazione non hanno precedenti in Italia e nel mondo. Già a dicembre abbiamo sollecitato in merito il presidente De Nisi perché vedevamo profilarsi anche per l’estate prossima una forte criticità. Non ci risulta, purtroppo, che sia stato fatto qualcosa. Questo ci meraviglia non poco, sapendo che De Nisi è una persona concreta, che conosce l’importanza del problema»

Cosa si dovrebbe fare, in pratica, nel Vibonese?

«I depuratori sono pochi e molti non funzionano, non lo dico io ma l’Arpacal: sono mal costruiti e mal gestiti. Ce ne vorrebbero dunque di più, e che funzionino». Inoltre, secondo Confindustria, per un migliore funzionamento «la gestione del sistema andrebbe concentrata nelle mani di un solo soggetto, la famosa cabina di regia».

Altra domanda: perché qui da noi è così difficile venire a capo di questo annoso problema?

«Non lo so – è la risposta – so solo che in altre regioni, vedi l’Emilia Romagna, la depurazione funziona e bene. Dunque, se si vuole si può venirne a capo, anche perché in questo settore sono state investite risorse enormi che avrebbero potuto fare della Calabria davvero il “giardino d’Europa”. Invece siamo ancora all’anno zero e si continua a non capire che i danni per l’economia vibonese e calabrese sono e saranno enormi, enormi davvero».

Allarmi, critiche, appelli. Ma gli imprenditori sull’inquinamento non hanno nulla da rimproverarsi? Chi, in maniera autolesionistica, scarica nottetempo i liquami a mare come lo dobbiamo considerare?

«Guardi, io non difendo i colleghi “a prescindere”. Se c’è una depurazione che funziona tutti sono tenuti a collegarsi. E chi non lo fa va punito. Ci mancherebbe altro! Ma non si deve fare d’ogni erba un fascio».

Ciò detto, Giuliano torna alla carica: il settore turistico non si può assolutamente permettere un’altra estate senza un sistema depurativo efficiente. Da qui l’appello a Scopelliti e a De Nisi affinché, finalmente, si agisca: «Questo mio intervento –conclude il presidente –non è mosso affatto da intenti polemici. Come Confindustria Turismo abbiamo voluto soltanto segnalare, una volta di più e meglio ancora, ai nostri amministratori regionali e provinciali che se non s’interviene seriamente e subito sulla depurazione, il turismo nel Vibonese e in tutta la Calabria, scomparirà, i flussi prenderanno altre strade e la nostra economia riceverà la mazzata finale».

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